In occasione della Giornata della Visibilità Transgender, celebrata ieri, 31 marzo, Roma Capitale ha compiuto un passo concreto nel contrasto alle discriminazioni. A pochi giorni dall’undicesima trascrizione all’anagrafe della figlia di una coppia di donne, nella commissione capitolina “Cultura e lavoro“, dopo un precedente confronto nella commissione Sport e turismo, sono state discusse le Linee Guida contro le discriminazioni di genere e per orientamento sessuale, frutto del lavoro congiunto di Michela Cicculli, presidente della Commissione Pari opportunità, e Marilena Grassadonia, coordinatrice per le Politiche dei Diritti LGBTQIA+. Da poco la capitale ha annunciato un bando per inserire l’educazione affettiva nelle scuole medie.
Oggi invece l’obiettivo è mettere al centro il benessere e i diritti della comunità LGBTQIA+, soggetto sociale attivo e parte integrante della vita cittadina, ma ancora troppo spesso bersaglio di ostilità e violenza. “Parliamo di un soggetto che esprime bisogni e desideri fondamentali – hanno spiegato le promotrici – verso cui l’amministrazione ha il dovere di garantire ascolto e risposte“.
Qualche giorno fa il sindaco Gualtieri (sinistra) e il presidente di regione Rocca (destra) si erano pronunciati a supporto di Gay Help Line per dire basta all’omobitransfobia
Le Linee Guida annunciate dalla giunta Gualtieri propongono un approccio trasversale alle politiche di genere, da attuare attraverso la formazione del personale capitolino, la diffusione di una cultura inclusiva, e il rafforzamento dei servizi offerti, sia da enti pubblici sia dal tessuto associativo queer della città. Così, mentre monta la repressione anti-politiche DEI di Donald Trump verso le aziende, Roma – in qualità di Caput Mundi, è il caso di dire – prepara invece un percorso istituzionale partecipato, nato dal dialogo tra istituzioni e società civile, che punta a generare un impatto reale nella vita quotidiana delle persone.
“Abbiamo voluto costruire uno strumento concreto – ha dichiarato Grassadonia – che metta a sistema relazioni e percorsi, e che rappresenti una svolta nell’accesso ai diritti e nella lotta alle discriminazioni. Ringrazio tutte le consigliere e i consiglieri che hanno sostenuto la delibera“.
Anche Cicculli ha sottolineato la portata innovativa del documento: “Roma si propone come città guida nel contrasto alle discriminazioni, riconoscendo il proprio ruolo amministrativo in ambito culturale, scolastico, lavorativo e sociosanitario. Un modello che si fonda su inclusività, accoglienza, prevenzione e riconoscimento dei vissuti delle persone LGBTQIA+“.
Ora l’auspicio delle promotrici è che il testo arrivi quanto prima in Aula per l’approvazione definitiva da parte dell’Assemblea capitolina, per trasformarsi in uno strumento operativo per chi lavora nelle istituzioni e per fare della città eterna un faro di civiltà, ruolo che la storia le ha assegnato. Forse, chissà, non è un caso che certi barlumi di luce arrivino proprio da qui.
