In Senegal un uomo di 24 anni è stato condannato venerdì 10 aprile a sei anni di carcere e a una multa di 2 milioni di franchi CFA (circa 3.300 dollari) dopo essere stato riconosciuto colpevole di “atti contro natura e indecenza pubblica” a Pikine-Guédiawaye, un sobborgo di Dakar. L’uomo stato arrestato all’inizio del mese.
Senegal, prima condanna ufficiale dopo l’approvazione della nuova legge anti-LGBTQIA+
La sentenza fa seguito alla legge approvata l’11 marzo 2026 dall’Assemblea nazionale del Senegal, che ha raddoppiato le pene per gli “atti contro natura”: da 5 a 10 anni di carcere, con multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.000 euro). La legge, fortemente voluta dal primo ministro Ousmane Sonko, ha introdotto il reato di “apologia” dell’omosessualità, punibile con 3-7 anni di reclusione, abbastanza ampio da colpire attivisti, giornalisti, avvocati e operatori sanitari. A fine marzo un uomo era stato condannato a tre anni di carcere perché gay, con gli inquirenti che hanno utilizzato il suo telefono per comprovare la sua omosessualità.
L’attività sessuale tra persone dello stesso sesso era già criminalizzata in Senegal, ancor prima della nuova legge del marzo scorso, in base a disposizioni comunemente descritte come “atti contro natura”. Ma negli ultimi anni il Paese è andato incontro ad una spaventosa repressione, con reiterati arresti di persone accusate di avere rapporti omosessuali. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha definito la nuova legge “profondamente preoccupante” e ha affermato che “viola i sacri diritti umani”. La ricercatrice di The Human Rights Watch, Larissa Kojoué, ha dichiarato all’Associated Press che la legge ha creato un clima di “paura costante”, con arresti sempre più aggressivi “perché ora c’è l’appoggio dell’apparato statale”.
L’organizzazione per i diritti LGBTQ ILGA World aveva chiesto al presidente Bassirou Diomaye Faye di non firmare la legge e di difendere “il rispetto per la libertà individuale e la persona umana”, ma il 31 marzo Faye ha firmato. La condanna contro il 24enne per “atti contro natura e indecenza pubblica” è quindi la prima da quando la nuova legge è entrata ufficialmente in vigore, con pena raddoppiata.
L’odio anti-LGBTQIA+ travolge l’Africa
In Africa 31 Paesi su 54 criminalizzano gli atti omosessuali. In Somalia, Uganda e Mauritania, il reato può comportare la pena di morte.
Insieme al Senegal anche il Ghana sta per andare incontro ad una feroce legge anti-LGBTIQ+, che diverrebbe di fatto persecuzione totale per un’intera comunità, con un provvedimento che renderebbe illegale qualsiasi tipo di promozione dell’identità queer, con pene che vanno da sei mesi a tre anni di carcere. Associazioni, advocacy, visibilità: tutto diventerebbe fuorilegge. Nel 2023 era stato l’Uganda ad approvare una delle più oppressive leggi anti-LGBTQI al mondo. A fine 2025 è stato il Burkina Faso ad emettere la sua prima condanna per omosessualità.
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