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TdoV: persone famose che hanno contribuito alla visibilità delle persone trans

32 nomi di celebrità transgender che hanno dato visibilità ad un'intera comunità attraverso la propria arte, tra cinema, moda, televisione, musica, sport, politica e social, abbattendo muri che fino a poco più di 10 anni fa sembravano indistrittubili.

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Valentina Petrillo, atleta paralimpica italiana

Valentina Petrillo

Non ha vinto nessuna medaglia nè é riuscita a conquistare l’agognata finale, eppure Valentina Petrillo è stata una delle atlete più intervistate, chiacchierate, criticate e applaudite delle Paralimpiadi di Parigi 2024. Prima storica atleta trans paralimpica, Petrillo, iscritta nella categoria T12 per atleti ipovedenti, è uscita in semifinale sia nei 200 metri che nei 400 metri, mettendo così a tacere tutti quelli che avevano definito “impari” gareggiare contro un’atleta trans. Attaccata da J.K. Rowling, Petrillo ha replicato a muso duro in diretta Rai alla mamma di Harry Potter, con l’ex moglie Elena e suo figlio Lorenzo che l’hanno accompagnata a Parigi, per starle accanto in un momento storico.

Oggi 51enne, Valentina ha fatto coming out come donna trans in età avanzata, a 44 anni. Per decenni Valentina ha taciuto a sè stessa la propria identità di genere. All’età di 14 anni le è stata diagnosticata la malattia di Stargardt, rara e incurabile patologia degli occhi che lascia delle aree scure permanenti al centro dello spettro visivo. Dopo aver studiato informatica all’Istituto dei Ciechi ed essere diventata programmatrice di computer, a 41 anni Valentina vola in pista, vincendo 11 titoli nazionali nella categoria maschile T12. Poi è arrivato il coming out con sua moglie Elena.

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Valentina ha potuto prendere parte alle Paralimpiadi del 2024 perché perfettamente in linea con le regole  stabilite da World Para Athletics, con il suo livello di testosterone inferiore a 10 nanomoli per litro di sangue per almeno 12 mesi prima delle competizioni, senza mai più essersi rialzato. Eppure l’odio non ha mai smesso di emergere. Nel 2022 alcune atlete le diedero le spalle, sul podio, come segno di protesta. Successivamente ad Ancona, durante un master, non le venne permesso l’utilizzo dello spogliatoio femminile.  Polemiche che vanno avanti da anni, ovvero da quando Valentina, nel 2020, ha iniziato a gareggiare nella categoria femminile, per poi raggiungere il proprio culmine durante le Paralimpiadi, quando la transfobia le si è abbattuta contro. Ma lei non ha mai fatto un passo indietro, gareggiando fiera, a testa alta.

 

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