Emanuele Crialese

Emanuele Crialese, nato a Roma nel 1965, è un acclamato regista e sceneggiatore italiano, noto per il suo approccio poetico e incisivo nel raccontare storie di migrazione, identità e appartenenza. Con il suo film “L’immensità” ha fatto coming out come persona trans*. Premi su “leggi tutto” per proseguire nell’approfondimento della sua biografia, carriera e vita personale


Biografia e carriera di Emanuele Crialese

Emanuele Crialese a Venezia
Emanuele Crialese a Venezia

Emanuele Crialese nasce il 27 maggio 1965 a Roma da genitori siciliani. Fin dall’infanzia, mostra un profondo interesse per il cinema e le arti visive. Dopo aver completato gli studi alla Libera Università del Cinema di Roma, decide di approfondire la sua formazione trasferendosi negli Stati Uniti. Qui frequenta la prestigiosa New York University, dove si laurea nel 1995.

Durante il suo periodo negli Stati Uniti, Emanuele Crialese realizza diversi cortometraggi, tra cui “Call Me” (1991) e “Heartless” (1994), che gli permettono di farsi notare nell’ambiente cinematografico. Il suo talento attira l’attenzione di un produttore italo-americano, che finanzia il suo primo lungometraggio, “Once We Were Strangers” (1997). Questo film, una coproduzione italo-americana, racconta la storia di due immigrati a New York e segna l’inizio della collaborazione con l’attore Vincenzo Amato, presente in molti dei suoi lavori successivi.

Nel 2002, Emanuele Crialese torna alla ribalta con “Respiro”, ambientato sull’isola di Lampedusa. Il film, interpretato da Valeria Golino, esplora le dinamiche di una comunità isolana e il desiderio di libertà della protagonista. “Respiro” viene presentato alla Settimana della Critica al Festival di Cannes, dove vince il Grand Prix, ottenendo riconoscimenti sia dalla critica che dal pubblico internazionale.

Nel 2006, il regista presenta Nuovomondo, noto anche come “Golden Door”, un’opera che affronta il tema dell’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti all’inizio del XX secolo. Il film è caratterizzato da una forte componente visiva e simbolica: rappresenta il viaggio e le speranze di una famiglia siciliana. Presentato in concorso alla 63ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, “Nuovomondo” riceve uno speciale Leone d’Argento – Rivelazione, un premio creato appositamente dalla giuria per l’occasione.

Il 2011 segna l’uscita di Terraferma, in cui Emanuele Crialese torna a confrontarsi con il tema dell’immigrazione, questa volta focalizzandosi sull’arrivo di migranti dall’Africa verso le coste italiane. Il film viene presentato alla 68ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove riceve il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria. “Terraferma” viene accolto con una standing ovation e rappresenta una forte denuncia sociale sulle politiche migratorie e sull’umanità delle persone coinvolte.

Dopo una pausa cinematografica, Emanuele Crialese torna dietro la macchina da presa con “L’immensità” (2022). Il film, presentato in concorso alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è un’opera profondamente autobiografica. Ambientato nella Roma degli anni ’70, racconta la storia di Clara (interpretata da Penélope Cruz) e della sua famiglia. Il film si focalizza, in particolare, su Andrea, un* ragazz* di dodici anni che rifiuta il proprio genere assegnato alla nascita. Il film esplora temi come l’identità di genere, la transizione/affermazione di genere e il desiderio di appartenenza.

Oltre ai lungometraggi, Crialese ha diretto spot pubblicitari, come quello per i 100 anni di BNL Gruppo BNP Paribas nel 2013, e ha continuato a lavorare su progetti che uniscono impegno sociale e arte cinematografica.


Vita personale di Emanuele Crialese

emanuele crialese vita personale

La vita personale di Emanuele Crialese ha avuto un impatto significativo sulla sua opera cinematografica. Con un sesso assegnato alla nascita non conforme alla sua identità di genere, Emanuele ha intrapreso un percorso di transizione/affermazione per affermare la propria identità di genere maschile. Questo percorso, vissuto in un’epoca in cui la consapevolezza e la visibilità delle persone transgender erano molto limitate, ha influenzato profondamente la sua visione artistica e personale.

Nel 2022, durante la conferenza stampa per la presentazione de “L’immensità” alla Mostra del Cinema di Venezia, Crialese ha fatto pubblicamente coming out riguardo alla sua transizione/affermazione di genere. Ha dichiarato:

“Sono nato biologicamente donna. Non si sceglie di intraprendere un percorso del genere. Ci si nasce. Io non ho ricordi di me che mi percepivo diversamente da quello che poi sono stato. Si arriva al mondo così.”

Il regista ha condiviso le difficoltà affrontate durante la sua adolescenza, tra cui il senso di incomprensione e solitudine. Ha menzionato il sostegno, ma anche la sofferenza, di sua madre, con la quale ha avuto un rapporto profondo e complesso. La madre, interpretata nel film “L’immensità” da Penélope Cruz, è ritratta come una donna che lotta per comprendere e sostenere il figlio in un contesto sociale per niente aperto alla comunità LGBTIQ+.

Emanuele Crialese ha parlato apertamente delle sfide emotive e psicologiche legate alla sua identità di genere, incluso un tentativo di suicidio all’età di 16 anni. Ha sottolineato l’importanza dell’arte e del cinema come mezzi per trasformare il dolore personale in espressione creativa e per dare voce a tematiche spesso ignorate o fraintese.

La decisione di condividere pubblicamente la sua storia è stata motivata dal desiderio di aiutare altre persone che affrontano percorsi simili e di contribuire a una maggiore comprensione e rappresentazione delle persone transgender nella società.


Sostegno alla comunità LGBTIQ+

Emanuele Crialese è diventato una figura significativa per la comunità LGBTIQ+, sia in Italia che a livello internazionale. Attraverso la sua opera e le sue dichiarazioni pubbliche, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche legate all’identità di genere e alla transizione.

Nel raccontare la sua esperienza personale in “L’immensità”, Crialese ha offerto una rappresentazione autentica e toccante della vita di una persona transgender, contribuendo a rompere stereotipi e pregiudizi. Ha espresso la volontà di utilizzare il cinema come strumento per dare visibilità alle storie spesso invisibili delle persone transgender.

In varie interviste, ha sottolineato l’importanza di riconoscere e rispettare l’unicità di ogni persona, al di là delle categorie e delle etichette. Ha anche evidenziato le difficoltà che le persone transgender affrontano a livello legislativo e sociale, auspicando cambiamenti che possano garantire diritti e dignità a tutti.

“C’è stato un cambiamento culturale ma non legislativo. Per ottenere un cambio di vocale su un nome bisogna ancora presentarsi davanti a un giudice. Io, all’epoca, ho dovuto mettere in mostra i miei organi riproduttivi, mostrare qualcosa di invisibile perché fosse visibile la mia determinazione agli occhi dello Stato.”

Emanuele Crialese sostiene attivamente iniziative volte a supportare le persone LGBTIQ+, partecipando a dibattiti, conferenze e utilizzando la sua visibilità per diffondere messaggi di supporto alla comunità.


Riconoscimenti

  • Festival di Cannes 2002: Premio della Settimana Internazionale della Critica per “Respiro”.
  • Festival di Venezia 2006: Leone d’Argento – Rivelazione per “Nuovomondo”.
  • Festival di Venezia 2006: Premio Pasinetti per “Nuovomondo”.
  • Ciak d’oro 2007: Miglior film per “Nuovomondo”.
  • Festival di Venezia 2011: Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria per “Terraferma”.
  • Festival di Venezia 2011: Premio Pasinetti per “Terraferma”.
  • Premio Mario Monicelli 2012: Miglior regia al Bif&st di Bari per “Terraferma”.
  • Premio Nazionale Cultura della Pace 2014: Per aver mostrato attraverso le sue opere un’umanità in viaggio alla ricerca di una vita dignitosa.

Citazioni

  • “Sono nato biologicamente donna. Poi dovevo scegliere se vivere o morire.”Fonte: Conferenza stampa alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia, 2022
  • “Non si sceglie di intraprendere un percorso del genere. Ci si nasce. Io non ho ricordi di me che mi percepivo diversamente da quello che poi sono stato.”Fonte: Conferenza stampa alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia, 2022
  • “La libertà che il percorso artistico mi ha dato è stata la prima forma di libertà che ho toccato con mano.”Fonte: Conferenza stampa alla 79ª Mostra del Cinema di Venezia, 2022
  • “C’è stato un cambiamento culturale ma non legislativo. Per ottenere un cambio di vocale su un nome bisogna ancora presentarsi davanti a un giudice.”Fonte: Intervista al Corriere della Sera, 2022
  • “Mi rifiuto di guardare al mondo sotto un profilo classificatorio.”Fonte: Intervista al Corriere della Sera, 2022

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