Scritte omofobe e razziste e muri imbrattati con disegni volgari vergati con un pennarello azzurro. Le pareti della chiesa di Borgo Loreto, nel comune di Montanaro, in provincia di Torino, sono tornate a essere teatro di un episodio di odio e vandalismo. Questa volta, però, i Carabinieri della locale stazione, nel corso delle loro indagini, hanno individuato il presunto autore. Si tratterebbe di un ragazzino, classe 2010, residente in paese. Sebbene sia stato commesso da un minorenne, il gesto non sarebbe stato preso affatto alla leggera.
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Torino, scritte omofobe sul muro della chiesa di Borgo Loreto
Stando a quanto reso noto da PrimaChivasso.it, le indagini sono partite dopo la segnalazione di alcuni cittadini che avevano notato, sulla facciata laterale della chiesa di Borgo Loreto, una serie di scritte e disegni realizzati con un pennarello blu. Le frasi contenevano parole offensive e riferimenti diretti sia a sfondo razzista che omofobo. Tra queste, la parola inglese “Nigga”, traducibile come “n*gro” e la parola “gay”, scritta in tono volutamente omofobo.
I messaggi, benché tracciati con uno strumento di uso comune come un pennarello, hanno subito colpito per la loro violenza simbolica. Non solo perché apparsi su un luogo di culto, ma perché inseriti in un contesto in cui tali episodi sono rari e, proprio per questo, più destabilizzanti.
Il presunto responsabile, un minorenne del posto, sarebbe stato individuato e denunciato. Le indagini mirano a individuare eventuali complici e accertare se sia stato o meno l’unico imbrattamento messo a segno in luoghi pubblici.
Il gesto ha lasciato sgomenti i residenti di Borgo Loreto, piccolo centro che da sempre custodisce la chiesa come punto di riferimento religioso e culturale. A occuparsi della manutenzione ordinaria dell’edificio è la comunità stessa, che considera il luogo di culto un bene comune da tutelare.
La reazione della comunità: “Non capiamo l’odio dei più giovani”
La scoperta delle scritte omofobe e razziste ha provocato rabbia e sconcerto tra gli abitanti. Molti cittadini si sono mobilitati per denunciare l’episodio e chiedere maggiore sicurezza intorno all’area della chiesa.
“Si è davvero toccato il fondo – racconta al giornale locale Rosy, una residente -. Ma, poi, perché? Non riusciamo a capire cosa spinge i giovani a fare del male ad una chiesa, come se volessero ferire ciò che è sacro”. La scoperta è stata accolta con stupore e sdegno.
Il Comune è intervenuto tempestivamente per condannare il gesto e organizzare la pulizia della facciata. Tuttavia, tra i cittadini cresce la paura che episodi simili possano ripetersi. “L’unica soluzione potrebbero essere delle telecamere per controllare l’area”, aggiunge la cittadina.
Non è la prima volta che la chiesa di Borgo Loreto viene colpita. Già in passato, alcuni muri erano stati danneggiati, ma mai con contenuti esplicitamente discriminatori. Questa escalation preoccupa la comunità, che si interroga sulle cause profonde di tali comportamenti, soprattutto quando a compierli sono adolescenti.
Un atto d’odio in un luogo sacro: non un caso isolato
Il gesto assume una gravità ancora maggiore per il contesto in cui è avvenuto. Il santuario di Borgo Loreto si trova accanto al cimitero comunale e rappresenta, per molti cittadini, un simbolo di raccoglimento e memoria, soprattutto in occasione delle festività di Ognissanti, quando il paese si riunisce per ricordare i defunti.
Imbrattare le sue mura, proprio in quei giorni, è stato interpretato come un segnale di disprezzo verso i valori della comunità e, al tempo stesso, un’offesa alla dignità delle persone prese di mira dalle scritte.
Il Santuario ha anche un importante valore storico-architettonico. Come ricordato da Matteo Enrico, coordinatore della Pro Loco culturale, la chiesa è stata oggetto di recenti studi che ne attribuiscono le origini architettoniche a Guarino Guarini, figura centrale del barocco piemontese. Il danno, dunque, non è solo morale ma anche culturale.

Solo poche settimane prima del caso in provincia di Torino, un episodio simile si era verificato nella provincia di Biella. Tra i comuni di Mongrando e Cerrione, la piccola chiesetta di San Grato – immersa nel verde della Bessa – era stata imbrattata con svastiche e scritte omofobe. Un gesto che aveva provocato profonda indignazione nella comunità e spinto l’amministrazione comunale di Cerrione a esprimere ferma condanna. Le indagini, condotte dai Carabinieri, sono tuttora in corso per identificare i responsabili, mentre il Comune ha già avviato le operazioni di pulizia delle pareti. L’episodio, definito “un attacco ai valori di convivenza e rispetto”, si inserisce in un preoccupante aumento di atti vandalici a sfondo discriminatorio registrati in tutta Italia, spesso accompagnati da simboli nazisti e insulti contro le persone LGBTQIA+.
Il commento del sacerdote di Borgo Loreto
Don Aldo Borgia, parroco di Borgo Loreto, ha espresso parole di amarezza ma anche di riflessione. “Ho pregato per i ragazzi che hanno compiuto questi atti – ha dichiarato – perché dietro questi gesti c’è un vuoto, una rabbia che non riescono a controllare, e spesso non sanno come esprimere ciò che sentono”.
Per il sacerdote, più che di semplice vandalismo, si tratta di un segnale di disagio sociale e personale. “È un grido di aiuto, anche se espresso nel modo sbagliato – ha aggiunto -. Episodi come questi feriscono non solo la chiesa e la comunità, ma anche loro stessi. Hanno bisogno di essere guidati, di incontrare persone che li aiutino a riconoscere e affrontare la rabbia e la sofferenza che portano dentro”.
Educare al rispetto per prevenire l’odio
Il caso di Borgo Loreto evidenzia ancora una volta quanto sia urgente lavorare sull’educazione al rispetto, in particolare verso la diversità. Gli insulti omofobi e razzisti non sono semplici “bravate” adolescenziali, ma segnali di una cultura dell’intolleranza che può radicarsi fin da giovanissimi se non viene contrastata.
Secondo Don Aldo Borgia, solo una giusta guida potrebbe aiutare ragazzi come il minorenne denunciato a “ritrovare quella luce che al momento manca nella loro vita e imparare a trasformare il loro dolore in gesti di rispetto, e amore per gli altri”.
Episodi come questo mostrano al tempo stesso quanto sia importante introdurre e sostenere percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, oggi sempre più osteggiati, ma fondamentali per insegnare ai più giovani il valore del rispetto e della diversità.

