Piero Pelù: “Omotransfobia, chi ne ha paura? Cosa aspettiamo a diventare un Paese civile?”

Il mondo della musica italiana si è finalmente svegliato. Pioggia di endorsement al DDL Zan in 48 ore. Avanti, c'è posto per tutti!

Piero Pelù: "Omotransfobia, chi ne ha paura? Cosa aspettiamo a diventare un Paese civile?" - pelu - Gay.it
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Piero Pelù: "Omotransfobia, chi ne ha paura? Cosa aspettiamo a diventare un Paese civile?" - Piero Pelù - Gay.it

Elodie ha tolto il tappo. La sua sfuriata contro la Lega che tiene in ostaggio il DDL Zan al Senato ha finalmente dato via ad un dibattito nazionale sulla stampa mainstream, dando il là ad altri artisti e cantanti, che in 48 ore hanno improvvisamente deciso di metterci la faccia, a sostegno di un DDL doveroso, essenziale, atteso da quasi 30 anni, di pura e semplice civiltà.

Dopo di lei sono arrivati Fedez, Levante, Mahmood, Michele Bravi, Paola Turci e ora anche Piero Pelù, che sui social ha prima citato una strofa di un suo brano, per poi domandarsi: “Omotransfobia, chi ne ha paura? Cosa aspettiamo a diventare un Paese civile?”.

Pelù ha poi citato Fossi Foco, brano estratto dalla sua ultima fatica Pugili fragili, uscita lo scorso anno, in cui l’ex Litfiba cantava: “Sono uomo, sono donna, sono lesbo e sono gay, io sono come sono e sono pure cazzi miei, la paura brucerei, si la brucerei, fuoco fossi fuoco fossi fuoco lo farei!“.

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Tutto questo con diretta Instagra, alle ore 19:00 di venerdì 2 aprile insieme a Fabio Canino, Diego Passoni e Alessandro Zan, deputato e relatore alla Camera della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Si parlerà del provvedimento a contrasto dei crimini d’odio che al momento è bloccato in commissione giustizia del Senato per decisione del suo presidente di non calendarizzarlo, con un focus ben preciso: l’importanza della mobilitazione del mondo dello spettacolo a sostegno della legge. Mai come in questo momento tornata d’attualità. Dopo i nastrini rainbow di Sanremo 2016 a sostegno delle unioni civili, poi approvate, è di nuovo il tempo di alzare la voce.

Piero Pelù: "Omotransfobia, chi ne ha paura? Cosa aspettiamo a diventare un Paese civile?" - 2 aprile ore 19.00 - Gay.it

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Stefano Lani 1.4.21 - 20:44

Elodie la sua l'ha sempre detta in ogni occasione e con una certa eleganza aggiungerei.Sanremo e' sempre stato un palco di grande opinione pubblica,ma sempre chiuso in sé stesso dalle enormi critiche e giudizi anche sulle piu' piccole sottigliezze.I tempi cambiano,cambia anche Sanremo,c'è una Orietta Berti in forma smagliante,un Pelu' ribelle e iconico,spesso una Berte' irriverente e un Lauro fuori dagli schemi. Se qualcuno ci vede un complottismo da lobby Gay,puo' pure fare una bella lavanda al cervello.

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Franzc Dereck 1.4.21 - 20:11

Per millenni siamo stati considerati sudditi sottoposti : prima ai Cesari , poi ai Papi/ RE , è da sperare che per disintossicarci e riuscire a capire che siamo cittadini , non debbano passare altri secoli.