Luigi Lo Cascio e chi parla di devianze: “Queste persone non sono cognitivamente attrezzate per capire chi è discriminato”

"L'arte forse, con parole e immagini riesce forse ad arrivare al cuore di chi queste cose non le ha ancora pensate".

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il signore delle formiche luigi lo cascio gianni amelio aldo braibanti
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Luigi Lo Cascio e chi parla di devianze: "Queste persone non sono cognitivamente attrezzate per capire chi è discriminato" - locasciosignoredelleformiche - Gay.it

Se non ci fosse l’incredibile e mastodontico Brandon Fraser di The Whale, Luigi Lo Cascio potrebbe seriamente puntare alla Coppa Volpi per il suo straordinario Aldo Braibanti ne Il Signore delle Formiche di Gianni Amelio, in Concorso alla 79esima Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2001 già Coppa Volpi per Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni, Lo Cascio è al Lido con ben 3 film, due dei quali in corsa per il Leone d’Oro. Un 2022 d’oro per l’attore palermitano, vincitore in carriera di due David e due Nastri d’Argento, acclamato dalla stampa per il suo composto e impeccabile Braibanti, nel 1968 condannato a 9 anni di carcere per aver ‘plagiato’ uno studente maggiorenne, di lui semplicemente innamorato.

Intervistato da Arianna Finos de LaRepubblica, Lo Cascio ha candidamente ammesso di non conoscere la storia e le opere del poeta, prima che gli venisse proposto di interpretarlo. Vergognandosene anche un po’.

“È stato l’unico condannato in un processo per plagio che aveva l’intento di distruggere un diverso: ha subito l’enorme torto di vedere troncata una storia d’amore importante, essere perseguitato dalla famiglia, sprofondare economicamente. Ancor di più mi spiace il fatto che non conoscevo la sua importanza politica e culturale. Non ha voluto, dopo, farsi bandiera di quanto subito, reclamare qualcosa in cambio. C’è stata nei suoi confronti una dimenticanza strana. Mi spiace non averlo conosciuto e incontrato quando c’era ancora, è morto nel 2014 a novant’anni, tra le difficoltà economiche. Spero che ci sia un ritorno di considerazione per la sua opera”.

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Nel pieno di una campagna elettorale estiva dai toni particolarmente accesi, il tema dei diritti è tornato a scuotere il dibattito politico, con l’asse spostato sui diritti civili. “Perché è come se nel resto i partiti si equivalessero, oscillando nella quantità dentro un unico registro un unico canone, che sembra impossibile e da cambiare”, ha precisato Lo Cascio. “Dando per scontato che non ci sarà più una rivoluzione, che il mondo in mano a certi gruppi economici: dentro un mondo guasto cerchiamo di stare meglio che possiamo, ma senza grandi orizzonti. Lo dimostra il disinteresse per la politica, lo scontento generalizzato, in cui è scomparsa la dimensione del futuro e del comune”.

Una politica che ancora oggi, per bocca di Giorgia Meloni, si mette a parlare di ‘devianze‘. Termine che inevitabilmente rimanda proprio al processo Braibanti. “Difficile dire cose che non suonino ovvie“, ha confessato Lo Cascio. “Queste persone vivono nel nostro stesso mondo, ma non sono attrezzati affettivamente, cognitivamente, per capire il carico di sofferenza di chi è discriminato per la sua identità, affettività. L’arte forse, con parole e immagini riesce forse ad arrivare al cuore di chi queste cose non le ha ancora pensate. Spero che il film dia il suo contributo“.

Il Signore delle Formiche, interpretato da Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Leonardo Maltese e Sara Serraiocco, uscirà in sala l’8 settembre distribuito da 01 Distribution.

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