Il libro sul “quasi coming out” di Lazzaro e sulla sua relazione con Gesù, con prefazione di Papa Francesco

In "Lazzaro vieni fuori!" James Martin, gesuita americano, spiega che Lazzaro rappresenta chiunque di noi cerchi un nuovo inizio.

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Lazzaro Vieni Fuori James Martin Papa Francesco
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L’ondivago Bergoglio ne mette a segno un’altra delle sue. Questa storia che sto per raccontarvi era tuttavia già preparata ben prima della famosa parolaccia scagliata contro i seminaristi gay. Si tratta di una prefazione a un libro che raffigura Lazzaro come reietto a cui Gesù si avvicina e che mette a segno non troppo vaghi riferimenti alle persone LGBTIAQ+ equiparate a persone da salvare, tanto quanto Lazzaro. La prefazione al libro scritto dal gesuita James Martin è firmata da Papa Francesco. Un’operazione pianificata molto tempo fa dal team di comunicazione del pontefice, comunicata con perfetto tempismo nei giorni dei Pride.

Conosciuto e amato da tutti, credenti e non, Lazzaro di Betania è figura di indubbio fascino e grondante mistero. Protagonista di canzoni, film, romanzi e novelle, ma anche di mosaici e affreschi. Si metta all’atto qualche nome: Franco Zeffirelli, Martin Scorsese e Alice Rohrwacher, fino alle canzoni di David Bowie e dei Subsonica.

Nel Vangelo di Giovanni, l’unico a raccontare la resurrezione di Lazzaro, egli non pronuncia una parola. Eppure, la sua figura continua a comunicarci un messaggio potente e affascinante. È quanto viene sottolineato da James Martin nel libro “Lazzaro vieni fuori!” (Giugno 2024, Libreria Editrice Vaticana) nel quale Lazzaro rappresenta ognuno di noi che cerca un nuovo inizio. E il libro ha la prefazione di Papa Francesco.

Nel suo testo a “Lazzaro vieni fuori“, Bergoglio esprime profonda gratitudine per l’esplorazione del miracolo più grande di Gesù: la resurrezione di Lazzaro. Francesco elogia la capacità di James Martin di far rivivere i testi biblici attraverso una combinazione di intuizioni accademiche e coinvolgimento appassionato. Sottolinea l’importanza di avvicinarsi alle Scritture come a una conversazione vivente e dinamica con Dio, evidenziando che la Bibbia è una “lettera d’amore” di Dio destinata a guidarci e nutrirci quotidianamente. Il Papa paragona Lazzaro a tutti i credenti, spesso “morti” nei loro peccati e dubbi. Elogia Martin per aver illustrato vividamente come Gesù non tema mai di avvicinarsi e rivitalizzarci, indipendentemente da quanto ci sentiamo perduti o peccatori. Il messaggio è chiaro: il desiderio principale di Dio è perdonare e abbracciare ogni persona con amore. E la manipolazione corre sottile sotto-traccia: un autore come James Martin ben visto dalla comunità LGBTQIA+ cristiana (in passato ha scritto Un ponte da costruire” dedicato ai cattolici LGBTI) scrive ora un libro su Lazzaro e su come Gesù lo abbia fatto “venir fuori” dal sepolcro per salvarlo dalla sua malattia e/o disabilità.

Ma chi era davvero Lazzaro e qual era la natura della sua relazione con Gesù?

Su La Lettura uscita sabato scorso, l’allegato dedicato alla letteratura e alla cultura del Corriere, Annachiara Sacchi traccia un resoconto di Lazzaro e dell’autore del libro. Il titolo originale del libro, “Come Forth!“, sarebbe stato scelto per evitare ambiguità legate al termine “Coming Out“, utilizzato da James Martin, scrive Sacchi, nel contesto del precedente lavoro dell’autore sui cattolici LGBTQ dal titolo “Un ponte da costruire“. Martin è infatti noto per il suo impegno a favore della comunità LGBTQ e riconosce che la storia di Lazzaro, pur non riguardando direttamente questa comunità, ha un valore universale e inclusivo.

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Il libro – spiega Sacchi – è arricchito da citazioni e aneddoti personali, e propone una riflessione profonda sulla necessità di uscire dalle nostre “tombe metaforiche”. Lazzaro è descritto come un amico intimo di Gesù, fratello di Marta e Maria, che vive a Betania, oggi Al Eizariya, in Cisgiordania. Gesù sembra avere un legame speciale con Lazzaro, tanto da compiere per lui uno dei suoi miracoli più grandi.

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Ma cosa sappiamo davvero di Lazzaro?

Secondo Martin, esistono varie teorie sulla figura di Lazzaro. Una di queste suggerisce che fosse disabile, il che potrebbe spiegare l’affetto particolare di Gesù nei suoi confronti. Quando le sorelle di Lazzaro vanno a chiamare Gesù, non dicono semplicemente che “Lazzaro è malato” o “nostro fratello è malato“, ma “Lazzaro, colui che ami, è malato“. Una frase che indicherebbe un sentimento profondo, e che avrebbe portato alcuni studiosi a ipotizzare che Lazzaro fosse il “discepolo prediletto” menzionato nel Vangelo di Giovanni.

James Martin sceglie dunque di raccontare la storia di Lazzaro per sottolinearne il messaggio universale. “Dio ci dice di lasciare indietro le nostre tombe metaforiche“, spiega l’autore, riferendosi a comportamenti malsani, dipendenze e peccati che ci immobilizzano. La voce di Dio ci invita a “venire fuori” e abbandonare ciò che ci trattiene.

Papa Francesco e gli insulti ai seminaristi gay

E a proposito delle indicibili parole rivolte da Papa Francesco alle persone omosessuali e ai seminaristi gay nella Chiesa di Roma? L’autore di “Lazzaro vieni fuori!” ha in verità posto l’accento sulle parole di scuse del Papa (qui le reazioni della comunità LGBTIAQ+ italiana), senza tuttavia entrare nel merito di quella vera e propria guerra intestina che c’è tra i vescovi della Chiesa italiana (CEI) e il pontificato Bergoglio. “Nessun Papa più di Francesco è stato amico delle persone LGBTQ”, ha detto Martin, ricordando che preti gay hanno svolto un ruolo fondamentale nelle vite dei fedeli cattolici. Viene in mente Don Franco Barbero di Pinerolo, sacerdote italiano progressista, noto per il suo impegno a favore dei diritti LGBTQ+ e la sua visione inclusiva della fede cristiana, che nel 2004 commentò la provocazione di un altro libro “L’uomo che Gesù amava“, di Gianni De Martino.Non c’è attendibilità, – disse all’epoca Barbero – né agli omosessuali serve un Papa gay“.

 

 

Leggi: E se Gesù fosse transgender? L’Università di Cambridge è stata accusata di eresia dopo che un giovane ricercatore ha ipotizzato che Gesù potrebbe essere trans.

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