Mattarella ha firmato: la GPA è reato universale, Italia primo paese al mondo

Essere genitori per l'Italia è un atto sessuale. Mattarella non era d'accordo, ma la legge che vieta la gestazione per altri in tutto il globo terracqueo ha una madre (surrogata): Giorgia Meloni.

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Il Presidente della Repubblica Mattarella ha promulgato il 4 novembre la legge approvata dal Parlamento che rende la gestazione per altri (GPA) reato universale. La legge sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 18 novembre 2024 e sarà applicabile dal 2 dicembre 2024.
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Il 16 ottobre 2024, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge proposto da Fratelli d’Italia (ddl Varchi) che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale. Il ddl Varchi era stato approvato alla Camera il 26 Luglio 2023. Il 4 novembre 2024 la legge è stata promulgata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che dunque ne ha sancito a suo avviso la costituzionalità, e sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale domani lunedì 18 novembre 2024 ed entrerà in vigore 15 giorni dopo:

dal 2 dicembre 2024 la GPA sarà ufficialmente reato universale in Italia, che è il primo paese al mondo ad approvare questa legge.

La norma prevede pene fino a due anni di carcere e a un milione di euro di sanzione per chi, cittadino italiano, ricorra alla GPA anche all’estero, in paesi dove sia legale.

Con questa legge dello Stato l’Italia riduce l’essere genitori a un mero fatto biologico derivante da un atto sessuale: un approccio che nega per legge qualsiasi impegno di responsabilità educativa, di custodia, sostentamento e affetto, fatta salva l’opzione dell’adozione.

La legge è stata fortemente voluta da Giorgia Meloni in persona. La leader e premier italiana, fin dai tempi del suo famoso proclama Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana” (Roma, 2019), aveva fatto propaganda contro le tecniche di genitorialità medicalmente assistita. Oggi può essere soddisfatta, la gestazione per altri è reato per gli Italiani che la adotteranno non solo nel proprio paese, ma in tutto il globo terracqueo

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La battaglia sulla gestazione per altri da rendere reato universale iniziò nella passata legislatura con una proposta a firma Meloni Carfagna

Una legge voluta da Meloni

Giorgia Meloni, oggi presidente del Consiglio, è infatti quel che potremmo definire madre surrogata della legge che rende reato universale la GPA. Pur avendo affidato in questa legislatura l’intestazione del disegno di legge alla senatrice di Fdi Carolina Varchi, già nella precedente legislatura Meloni aveva presentato una proposta di legge analoga, insieme a Mara Carfagna, all’epoca deputata di Forza Italia. Nell’aprile 2022, da Gay.it:

Dentro il Parlamento la giornata è cupa anche se fuori c’è il sole. La proposta contro la gestazione per altri ha serpeggiato per mesi dentro la Commissione Giustizia alla Camera, quasi lontana dai riflettori. Ed oggi è riuscita ad arrivare al voto, previsto per le ore 17, sull’adozione del testo base che darà il via in Aula.

Sarà la sintesi di due testi brevissimi, quasi uguali, che sanciscono la punibilità del reato di maternità surrogata anche se compiuto da un italiano all’estero: prima firma Giorgia Meloni (FdI) e Mara Carfagna (Forza Italia).  [continua]

 

I dettagli della legge

La legge, che entrerà in vigore il 18 novembre e sarà applicabile dal 2 dicembre 2024, introduce in Italia la figura del “reato universale” per la maternità surrogata. Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, chiarisce che il reato non è retroattivo: la norma non si applicherà a coloro che hanno già intrapreso percorsi di GPA all’estero. Tuttavia, coloro che inizieranno il percorso dopo l’entrata in vigore della legge saranno perseguibili. Sarà dunque responsabilità dei tribunali italiani valutare i dettagli di ogni singolo caso, in particolare per le procedure avviate prima della pubblicazione della norma. Al contempo, restano ambigui alcuni aspetti pratici dell’applicazione del reato, specie per le coppie eterosessuali, che potrebbero tecnicamente eludere i controlli, tornando in Italia con un figlio nato da GPA, senza dichiarare apertamente le modalità di nascita.

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Italiani e GPA: 90% eterosessuali, ma la legge è contro le coppie omo

In Italia la GPA è vietata da 20 anni. La legge 40 del 2004 vieta la gestazione per altri sul territorio nazionale. Nonostante questo divieto, ogni anno si stima che tra le 250 e le 300 coppie italiane si rechino all’estero per ricorrere a questa pratica. Di queste, circa il 90% sono coppie eterosessuali, mentre il restante 10% è composto da coppie LGBTI+ e persone single. Le destinazioni principali per gli italiani sono gli Stati Uniti, il Canada e, fino al 2022, l’Ucraina. Le coppie eterosessuali facilmente potranno eludere la legge. Per esempio: tornando in Italia dagli USA con un neonato, una coppia composta da uomo e donna potrà semplicemente dire che quel bambino è il loro figlio biologico, e che è nato negli Stati Uniti. Una coppia di donne potrà sostenere che quel bambino è figlio di una delle due donne: va precisato per le coppie lesbiche che sarà poi difficile che quel bambino sarà registrato come figlio della coppia, grazie alla persecuzione attuata dalla stessa destra con la circolare Piantedosi del Gennaio 2023. Una coppia di papà difficilmente potrà sostenere davanti alle autorità italiane che quel bambino è figlio dei due papà, o anche soltanto di uno dei due: è ormai legge in Italia che la genitorialità è un fatto biologico. La genitorialità viene ridotta, per legge, ad un atto sessuale al fine procreativo, a meno che non si ricorra all’adozione.

Sergio Mattarella ha firmato, ma condivide il contenuto della legge

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente dichiarato di aver promulgato leggi che non condivideva pienamente, sottolineando tuttavia di aver sempre rispettato il suo ruolo istituzionale nel garantire le procedure democratiche. Tra le leggi che Mattarella ha firmato pur non condividendone il contenuto e l’indirizzo politico, si annovera quella che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale. La ricostruzione è stata fatta da La Stampa e Open: Mattarella non è tenuto a dire come la pensi personalmente su leggi approvate dal Parlamento, che in Italia è l’organo legislativo in rappresentanza della volontà del popolo sovrano, ma il ritardo con cui ha promulgato la legge è indicativo. Lo stesso ritardo fu applicato dal Quirinale al decreto immigrazione Salvini del Governo Conte I (quello disumano verso gli esseri umani immigrati ndr), al decreto Albania dell’attuale Governo Meloni.

Cosa farà la Corte Costituzionale?

La Corte Costituzionale ha il compito di valutare la conformità delle leggi alla Costituzione italiana. La legge Varchi, che rende la gestazione per altri (GPA) un reato universale, potrebbe essere sottoposta al suo esame qualora sorgessero dubbi sulla sua costituzionalità. Alcuni esperti e associazioni hanno espresso preoccupazioni riguardo alla compatibilità della legge con i principi costituzionali e con le normative europee. Tuttavia, fino a quando la Corte non si pronuncerà ufficialmente, non è possibile prevedere con certezza l’esito di un eventuale giudizio. La Corte Costituzionale interviene solo se riceve una questione di legittimità sollevata da un giudice o tramite un ricorso diretto da parte di enti come le Regioni, o, in rari casi, dal Presidente della Repubblica prima della promulgazione. E non è questo il caso, poiché Mattarella ha firmato il 4 novembre. Se nessuno solleverà ufficialmente dubbi sulla costituzionalità della legge Varchi in sede giudiziaria, la Corte potrebbe non essere chiamata a esprimersi.

 

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