A poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo 2025, mi piaceva l’idea di aprire la settimana santa con un “piglio” di ribellione verso ciò che la kermesse rappresenta da sempre per l’Italia. In un momento storico come il nostro, dove la politica si muove nemmeno troppo sottilmente per tagliare le gambe alla comunità queer e renderci – di fatto – invisibili, esistono certi messaggi universali che sopravvivono con forza e resistenza.
Sanremo 2025 è queer: i cantanti che sostengono la comunità LGBTQIA+
La musica, per esempio, ha questo potere (e chiariamoci, non è sempre un bene in certi casi). Di recente ho scritto un articolo su Francamente che ci spiegava per quale motivo ha deciso di cantare l’Inno d’Italia, canzone decisamente poco inclusiva.
In sintesi, il messaggio è stato potente e conciso: “prendiamoci tutti gli spazi possibili per fare sentire la nostra voce”. E il palcoscenico di Sanremo, ogni anno vive una sorta di bonifica piantando delle radici che, da che ho memoria, uniscono anche le famiglie più ostili davanti alla TV.
Quest’anno, tra i 29 cantanti in gara, la “cifra” queer si fa sentire ancora una volta, operando, anche in pianura, per liberare il terreno dalle mine inesplose delle attuali operazioni di guerra del nostro tempo.
E la musica, senza ricadere dentro un cliché, utilizza un linguaggio universale di cui tutti possiamo usufruire.
Sul palcoscenico dell’Ariston quest’anno, ritroveremo Elodie con “Dimenticarsi alle 7”. Madrina di numerosi Pride (l’ultimo a Milano nel 2024), canta della comunità LGBTQIA+ nel brano “Elle”, tratto dal clubtape “Red Light” uscito nel 2023.
Libera, sensuale e priva di vincoli, ma invasa dalle sfumature: “Non mi interessano minimamente i maschi quando comunico, è tutto rivolto alle donne e alla comunità LGBTQIA+”.
Francesca Michielin torna a Sanremo 2025 con “Fango in paradiso”. Nel 2023 ha pubblicato “Cani sciolti”, album che contiene “Claudia”, canzone manifesto per tutte quelle ragazze “che non possono mai cantare al femminile e trovano un repertorio musicale solo maschile”.
Ci ha sempre supportato dichiaratamente, distinguendosi anche con gesti contro le convenzioni di genere (a Sanremo 2021 donò i suoi fiori a Fedez: “In famiglia sono abituata così”, disse).
Non si è mai tirata indietro, con la solita delicatezza che da sempre la contraddistingue, proponendoci anche la parte “rabbiosa” del suo immenso mondo da polistrumentista: “La tutela dell’essere umano è un sacrosanto diritto a prescindere dall’orientamento sessuale o dal genere”.
“Se ti innamori muori”. Questo è il titolo della canzone che Noemi porta sul palcoscenico di Sanremo 2025. La rossa della musica, già dieci anni fa, si batteva contro l’omofobia: “Vorrei che tutti loro potessero amare ed essere amati da chi vogliono a cuor leggero, e che potessero vivere la propria sessualità apertamente e con serenità”, scriveva sui social.
A distanza di anni, continua a non deluderci.
Gaia torna a Sanremo 2025 con “Chiamo io chiami tu”. Nel 2021, reduce dal suo primo Festival, intervistata dalle Iene raccontava di innamorarsi dell’essere umano: “È bello piacere alle donne, ho già limonato con una ed è andata bene. Se ho mai pensato di fare sesso con una ragazza? Certo che sì. Proverò? Mai dire mai”.
Nel 2024 qualcosa è cambiato: “Scopamicizia? Quando mi è capitato con una donna era più semplice dopo mantenere l’amicizia, con un uomo dipende”.
Bella per questo, per la capacità di non escludere nulla con estrema naturalezza.
Sul palco di Sanremo 2025 ritroveremo anche altri artisti ampiamente queer: Rose Villain, Coma_Cose, Lucio Corsi e Joan Thiele.
L’immensa vetrina che rappresenta il Festival, mi ha anche fatto riflettere sui messaggi che si possono veicolare in questo caso. Avere sul palco cantanti in grado di dare forma, oltre la musica, ad alcune battaglie che ci riguardano da vicino, mi offre anche una considerazione non trascurabile: l’importanza di continuare e di non spegnere la luce dopo la fine di una esibizione.
Il “caso” Fedez e Marcella Bella
Piccola menzione per Fedez e Marcella Bella. Il rapper, agli inizi della sua carriera ha sostenuto con forza la comunità LGBTQIA+ rigettando anche la mascolinità tossica. Poi, per qualche motivo che sinceramente mi sfugge, ha deciso di lavarsene le mani.
Atteggiamento ruffiano o semplice dimenticanza? Tuttavia, di certe battaglie non possiamo proprio dimenticarci oppure avere vuoti di memoria.
Marcella Bella, invece, è un geniale nonsense. Da sempre considerata una icona gay, nel 2017 intervistata da Alessio Poeta proprio su gay.it, sosteneva di essere favorevole alle adozioni per le persone dello stesso sesso.
Tuttavia, nel 2025 si dice grande estimatrice di Giorgia Meloni: “Una donna in gamba, che ci rappresenta bene”.
Mi sento confusa.







