Chi ha paura di un arcobaleno? Ce lo chiediamo da anni, ma la cronaca quotidiana continua a regalarci episodi di insensata e inaudita violenza. Archiviata la surreale storia del 13enne che si è rifiutato di salire una rampa di scale della propria scuola perché pittata di rainbow, è da Livorno che arriva l’ennesima notizia di una panchina arcobaleno vandalizzata.
A denunciare l’accaduto Arcigay Livorno, con scritte omofobe, razziste e transfobiche comparse sulla panchina rainbow di Villa Fabbricotti.
“Fancul* i gay“, si legge. Ma anche “W la pace e ci sono solo due sessi” e “mi piace la fic* (bianca)“.
L’allarme di Arcigay Livorno
“Questi atti dimostrano che l’odio e l’intolleranza razzista e omolesbobitransfobica sono ancora presenti, anche in una città come Livorno“, hanno sottolineato da Arcigay. “Non si tratta di mero vandalismo, ma di segnali allarmanti esacerbati da un clima politico e sociale sempre più ostile alle persone LGBTQIA+. Tra l’altro, la panchina non rappresenta i colori della nostra comunità, ma la bandiera della pace. Questo dimostra anche l’ignoranza di chi ha scritto le offese. È fondamentale rispondere con fermezza, ribadendo che Livorno resterà sempre una città schierata dalla parte dell’uguaglianza e della libertà. Soprattutto in un momento in cui, a livello europeo, come dimostra il recente divieto del Pride in Ungheria, si sta tornando indietro sul tema dei diritti umani. Ringraziamo il Comune di Livorno per aver fatto prontamente rimuovere le scritte offensive“.
“Queste scritte sono da denunciare, è pazzesco che ancora oggi ci sia chi deturpa un bene pubblico per offendere delle persone“, ha commentato Clara Sforza, presidente del Consiglio di Zona 3, a Luca Balestri. “Chi commette gesti del genere si deve vergognare. Tra l’altro la nostra è una bandiera della pace, quindi non è stata neanche riconosciuta come tale. Per questa panchina abbiamo usato il budget del Consiglio di zona 3 e chiunque l’abbia imbrattata ha deturpato un bene pagato dai cittadini“.
La vicesindaca Libera Camici ha confermato che la panchina verrà ridipinta d’arcobaleno. “Condanno questo gesto inqualificabile, chiaramente un gesto omofobo, come le scritte hanno dimostrato“. “Difficile identificare chi sia stato ma qui si tratta di fare percorsi di educazione e sensibilizzazione ai ragazzi, si deve tornare ai diritti di tutti“.
Chi ha paura di una panchina arcobaleno?
Quella di Livorno è solo l’ultima panchina rainbow presa d’assalto in questi ultimi anni, almeno tra quelle da noi documentate.
Nel 2020 a Roma vennero sporcate quelle di piazza Gimma; sempre nel 2020 la prima panchina di piazzale Lavater a Milano fu vandalizzata con scritto “fro*i”, “cul***oni”, “bal**acche”; nel 2021 ancora una volta a Milano venne deturpata un’altra panchina con scritto “Fate schifo mer*a LGBT”; sempre nel 2021 panchina divelta a Vasto e danneggiata a Brescia; nel 2022 le panchine del Parco della Resistenza a Scandiano sono state imbrattate con scritte omofobe come “LGBT mer*a”; stesso anno, imbrattata le panchine arcobaleno di Altamura e di Chieti con scritto “fancul* LGBT”; nel 2023 a Cavirago altra panchina imbrattata con scritto “Comunisti bast*rdi, morite” e divelta panchina a San Giuliano Terme; nel 2024 ancora una volta scritte e vernice su una panchina arcobaleno di Brescia.



