A Chieti terzo atto vandalico alla panchina arcobaleno

Nell'Abruzzo forte e gentile il cuore fascista di Chieti non muore mai.

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A Chieti Scalo per la terza volta in un anno è stata vandalizzata la panchina arcobaleno posta in Piazzale Carafa. Il simbolo contro l’omolesbotransfobia era stato inaugurato il 4 Giugno 2021 grazie all’iniziativa di Arcigay Chieti Sylvia Rivera. Il Sindaco Diego Ferrara (PD) aveva tagliato il nastro rainbow, insieme all’assessore all’Ambiente e politiche comunitarie Chiara Zappalorto e al consigliere Paride Paci.

Proprio il consigliere comunale Paride Paci (PD,  insieme ai volontari di Arcigay Chieti, si è impegnato nella sistemazione della panchina, che era stata imbrattata di scritte omofobe.  È stati deturpato anche il cartello in metallo fissato sulla panchina, su cui è inciso il messaggio “Chieti contro l’omolesbobitransfobia”.

L’episodio non è isolato. In dieci mesi la panchina arcobaleno di Chieti è stata violata tre volte. La prima volta addirittura prima dell’inaugurazione: al solo apparire nei suoi mille colori di diversità, l’arcobaleno aveva spaventato gli omofobi, ancor prima di essere simbolicamente e formalmente associato alla lotta all’omolesbotransfobia. Un’altra volta era apparso il disegno di una svastica.

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Quando sulla panchina arcobaleno di Chieti qualcuno disegnò una svastica.

Chieti è storicamente una città dal cuore profondamente a destra. Qui il clero per secoli ha insediato un controllo potente e manipolatorio sulla popolazione. A Chieti il Movimento Sociale Italiano negli anni ’90, a cavallo della svolta di Fiuggi di Gianfranco Fini, ebbe un sindaco eletto per ben due mandati: unica città di provincia in Italia. Soltanto negli ultimi due decenni, grazie soprattutto al dinamismo della zona bassa della città, Chieti Scalo, e al suo polo di vita universitaria e di intensi scambi commerciali, Chieti si sta svegliando da un torpore catto-conservatore che l’ha soffocata per secoli.

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Piazzale Carafa è situata proprio a Chieti Scalo, tra due scuole. “La presenza di un simbolo, una panchina, in un parco cittadino vuol dire affermare nello spazio pubblico la presenza di una comunità – ha spiegato Arcigay in una nota  – e deturpare questo simbolo vuol dire volerla invisibilizzare. Una nuova dimostrazione del clima spesso ostile verso le persone Lgbti+ a Chieti“.

Lo scorso settembre un caso analogo era accaduto a Milano.

Sotto, nel post di Arcigay Chieti, la panchina arcobaleno di Piazzale Carafa a Chieti Scalo ripristinata nel suo multicolore splendore.

 

 

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