Durante un’uscita didattica presso la biblioteca comunale Oriano Tassinari Clò di Bologna, una studentessa undicenne ha preso in prestito un volume della celebre serie graphic novel Heartstopper, classificato nella sezione “giovani adulti dai 12 anni”. La storia illustrata, scritta dall’acclamata Alice Oseman e pubblicato in Italia da Mondadori nella collana Oscar Ink, racconta la nascita di un amore adolescenziale tra due ragazzi, Nick Nelson e Charlie Spring. Il fatto ha generato la reazione della madre della ragazzina, che si è detta preoccupata per i contenuti ritenuti non adatti all’età della figlia: la donna ha bollato la pubblicazione, adattata anche per Netflix in una serie tv dal clamoroso successo globale interpretata da Kit Connor e Joe Locke, come “fumetto gay“.
Secondo la testimonianza della donna, riferiscono le agenzie stampa, le insegnanti si sono scusate per non aver controllato le scelte dei singoli alunni, ma la madre ha deciso comunque di rivolgersi direttamente alla biblioteca per chiedere chiarimenti. Il confronto con il responsabile non ha prodotto tuttavia l’esito sperato dalla signora, la biblioteca ha infatti rivendicato la libertà editoriale nella selezione dei testi disponibili al pubblico.

La vicenda ha subito attirato l’attenzione della politica. Matteo Di Benedetto, consigliere comunale a Bologna per la Lega, ha chiesto la rimozione dei “libri propagandistici” dalle biblioteche per minori. Dello stesso tenore le parole dei deputati Davide Bergamini e Rossano Sasso (autore della Risoluzione Sasso, strumento di censura anti-queer del Governo Meloni), che hanno definito il caso “inquietante” e invocato maggiori controlli sui contenuti a disposizione dei più piccoli. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha recentemente promesso l’introduzione di un “consenso informato” – proposto sempre dalla Lega – per le attività scolastiche che trattano temi etici e legati alla sessualità. Tuttavia è bene precisare che ciò che turba i sonni della destra di maggioranza è la semplice rappresentazione di un’affettività non-cis-etero-sessuale: se Heartstopper mostrasse baci e carezze scambiati tra un ragazzino e una ragazzina non assisteremmo a questa scomposta polemica omofobica.
Heartstopper: un’opera educativa e inclusiva

Heartstopper è una graphic novel firmata dall’autrice inglese Alice Oseman, che ha poi adattato la serie per Netflix. Pubblicato in Italia da Mondadori nella collana Oscar Ink, il fumetto racconta la storia di Charlie e Nick, due adolescenti che scoprono l’amicizia, l’amore e affrontano il percorso di consapevolezza della propria identità sessuale. La narrazione è delicata, empatica e accessibile, con illustrazioni che accompagnano i lettori nella comprensione dell’affettività, del rispetto reciproco e dell’inclusione. La serie ha riscosso successo internazionale, ed è spesso utilizzata in contesti educativi per stimolare la riflessione sulle diversità, la salute mentale e le relazioni.
Inserito in una sezione destinata ai ragazzi dai 12 anni in su, Heartstopper è considerato da molti esperti un esempio virtuoso di educazione affettiva, capace di avvicinare i giovani alla lettura e al riconoscimento delle emozioni, anche quando non conformi ai modelli eteronormativi tradizionali.
Il clima di censura che cancella chi non è conforme

La vicenda si inserisce in un clima politico e sociale in cui in Italia le espressioni di affettività LGBTQIA+ vengono sempre più frequentemente stigmatizzate da esponenti della destra di governo, nel tentativo di attuare una censura a priori dell’esistenza stessa delle vite non conformi al modello etero-cis-normato. L’obiettivo dichiarato di “proteggere” i minori dalla cosiddetta “propaganda gender” (che non esiste: qui lo spieghiamo bene ndr) si traduce spesso in tentativi di censura nei confronti di opere letterarie o artistiche che parlano di omosessualità, transizione, affermazione di genere e identità queer. Una narrazione oscurantista, che riduce la complessità della crescita a un dogma cis-etero-normativo e priva bambini e adolescenti degli strumenti per comprendere e rispettare sé stessi e gli altri: in questo modo la destra di governo “addestra” i giovani cittadini all’odio per tutto ciò che è diverso.
Come nella Russia di Putin, in Bulgaria e nell’Ungheria di Orban, anche in Italia opere come Heartstopper diventano bersagli simbolici di una battaglia culturale più ampia, in cui la visibilità di ciò che non è conforme alle identità cis-etero è vista come una minaccia. Ma censurare le emozioni e gli affetti non li fa sparire: semplicemente li trasforma in tabù, alimentando ignoranza, paura e odio. Questo è il piano della destra: coltivare odio per poi farsi promotrice di un ordine che omologhi e cancelli qualsiasi diversità. Crescere ciechi davanti alla complessità del mondo significa formare generazioni incapaci di empatia. E questo, in ultima analisi, è un progetto profondamente autoritario.
