Paolo Bonolis, ospite insieme al figlio Davide Bonolis nel podcast “Doppio Passo”, ha parlato di calcio, spettacolo e… Sanremo! E qui, il conduttore di Avanti un Altro ha rivelato un retroscena che pochi conoscevano su Povia e la sua celebre “I bambini fanno oh”.
“Il primo anno della mia conduzione al Festival avrebbe dovuto partecipare con ‘I bambini fanno oh’, ma scoprimmo che era stata cantata in un festival in precedenza. Però trovammo l’occasione di farla diventare la colonna sonora del progetto benefico in Darfur, una terra devastata dalla guerra. Poi se n’è impossessato George Clooney, a volte sembra che lui sia l’unico che si sia interessato del Darfur”.
Non solo: Bonolis ha ricordato anche il Festival di Sanremo 2009, edizione da lui condotta, quando Povia portò la discussa “Luca era Gay”, arrivata seconda tra mille polemiche.
“Creò parecchie polemiche, ma il brano era molto bello. Siccome ha idee particolarmente radicate in un certo senso, è stato escluso dalle attenzioni delle case discografiche e delle trasmissioni televisive, cosa che non riesco assolutamente a comprendere, ma è la parte umbratile della meschinità politica italiana”.
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Perché difendere “Luca era gay” di Povia è sbagliato
Difendere “Luca era gay” di Povia è sbagliato per diverse ragioni, sia dal punto di vista sociale che culturale. Questo brano, presentato al Festival di Sanremo 2009, racconta la storia di un uomo che afferma di essere “guarito” dall’omosessualità dopo un’infanzia difficile e un rapporto problematico con la madre.
Ecco perché il suo messaggio è problematico e pericoloso:
- Veicola il concetto di “cura” dell’omosessualità: Il testo suggerisce implicitamente che l’omosessualità sia una fase o una condizione da superare, un messaggio che si avvicina alle teorie delle terapie riparative, da tempo condannate dalla comunità scientifica.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rimosso l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali nel 1990, e tutte le principali associazioni di psicologi e psichiatri internazionali considerano l’orientamento sessuale una caratteristica innata e non modificabile.
- Alimenta lo stigma e la discriminazione: suggerire che un uomo “era gay” e ora non lo è più implica che essere eterosessuali sia una condizione preferibile o più “giusta”. Questo rinforza pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQIA+, che già affrontano stereotipi e pressioni sociali per conformarsi a un modello eteronormativo.
- Strumentalizza esperienze personali per un messaggio ideologico: Povia ha sempre negato di voler promuovere un’idea omofoba, ma il modo in cui il testo è strutturato riflette la retorica delle organizzazioni anti-LGBTQIA+, che cercano di dimostrare che l’omosessualità sia il risultato di traumi infantili o di assenze genitoriali. Anche se una persona può vivere la propria sessualità in modo fluido, generalizzare questa esperienza è scorretto e dannoso.
- È stato applaudito dagli ambienti ultraconservatori: La canzone è stata accolta con entusiasmo da gruppi ultracattolici e conservatori che da anni portano avanti campagne di odio contro i diritti delle persone LGBTQIA+. Quando un brano musicale viene usato come strumento per rafforzare idee che limitano la libertà individuale, è necessario interrogarsi sul messaggio che trasmette.
- Non rispecchia la realtà della comunità LGBTQIA+: le persone LGBTQIA+ non hanno bisogno di “guarire” da nulla. La loro identità non è il risultato di traumi o carenze affettive, ma parte integrante di chi sono.
Bonolis e la rivoluzione di Sanremo: il suo giudizio sul Festival di oggi
Bonolis, durante la sua intervista, ha mostrato estremo orgoglio per le sue edizioni di Sanremo. Secondo lui, il cambiamento iniziato nel 2005 ha segnato per sempre il Festival.
“Nel 2005 e nel 2009 abbiamo fatto una rivoluzione assoluta, perfezionata nel 2009. Dal 2005 tutti i Sanremo hanno seguito quella traiettoria. Ma la struttura di Sanremo, chiusa nel teatro Ariston, non può più essere contemporanea. Serve una narrazione tecnologica dell’evento in modo più moderno”.
E su cosa rende il Festival ancora così seguito? La risposta di Bonolis è piuttosto schietta:
“Non c’è altro in televisione in quel periodo. Sanremo funziona perché è l’evento della televisione italiana, è strutturato benissimo, viene sponsorizzato ben 5 mesi prima, in quella settimana le altre reti sono spente. È difficile che non possa andare bene. Il mercoledì fa meno delle altre sere perché c’è Chi l’ha visto”.
Ma c’è un’altra cosa che Bonolis rivendica con orgoglio: aver portato per primo i cantanti dei talent show sul palco dell’Ariston.
“Marco Carta è stata la prima persona proveniente da talent a partecipare a Sanremo, lo presi nel 2009 e tutti pensano sia stata una novità di Amadeus”, ha svelato.
Paolo Bonolis su Povia e il brano “Luca era gay”:
“Una bellissima canzone, creò molte polemiche. Siccome lui ha delle idee radicate, è stato escluso dalle attenzioni di discografiche e tv, cosa che non riesco assolutamente a comprendere. È la parte umbratile della meschinità… pic.twitter.com/ZilVvMszlK
— Trash Italiano (@trash_italiano) April 2, 2025



