A Bruxelles va in scena il paradosso di Giorgia Meloni. Mentre l’Italia crolla al 35° posto nella Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, Fratelli d’Italia inscena al Parlamento europeo una conferenza parallela per denunciare un’Italia immaginaria, oppressa dal “fascismo rosso” e da una “censura arcobaleno” che renderebbe impossibile esprimere opinioni di destra. È successo nella sala Anna Politkovskaya, dove si sono alternati Nicola Procaccini (FdI), Alessandro Ciriani, il direttore de Il Tempo Tommaso Cerno, la giornalista Manuela Biancospino e, da remoto, Jacopo Coghe di Pro Vita & Famiglia.
L’audizione vera: diritti e libertà sotto attacco
Come riporta Domani, nello stesso momento, la Commissione LIBE del Parlamento europeo convocava un’audizione ufficiale sullo stato di diritto in Italia. Assenti i ministri Nordio e Piantedosi, rimpiazzati da funzionari che hanno esitato di fronte alle domande su libertà di stampa, censura e repressione giudiziaria. Si è parlato della libertà di stampa, sempre più critica in Italia con giornalisti spiati, intimiditi e querelati: Francesco Cancellato (Fanpage) ha denunciato l’uso dello spyware Paragon, Sigfrido Ranucci ha parlato delle pressioni su Report, mentre Alessia Crocini (Famiglie Arcobaleno) ha ricordato la circolare Piantedosi contro le famiglie omogenitoriali. Roberta Parigiani (MIT) ha descritto la regressione sui diritti trans, tra ostacoli burocratici e negazione dell’identità di genere.
FdI: conferenza alternativa e vittimismo di destra
Nel pomeriggio, Fratelli d’Italia ha replicato con una conferenza stampa che non sembrava aderire alla realtà: “In Europa regna il pensiero unico ostile“, ha detto l’eurodeputato meloniano Ciriani. La giornalista Manuela Biancospino ha parlato di discriminazione verso le giornaliste di destra: “Siamo poco affidabili perché donne?“. Jacopo Coghe di Pro Vita ha annunciato l’invio di una lettera a Ursula von der Leyen, accusando l’Ue di discriminare chi difende “la famiglia naturale”.
La censura? Un autogol della destra di Meloni
Procaccini ha gridato alla censura per non aver potuto inserire relatori vicini al governo nella lista degli auditi. Di censura ha parlato anche Tommaso Cerno, polemica rilanciata anche dal Partito Gay, che in una nota ha preso le difese del direttore de Il Tempo:
“È preoccupante che un incontro dedicato al pluralismo dell’informazione escluda proprio chi, come Cerno, rappresenta una voce indipendente, con un percorso giornalistico libero e spesso fuori dagli schemi. La libertà di stampa non si difende a colpi di esclusioni, ma garantendo la presenza di sensibilità diverse, anche scomode”
In realtà, come ha precisato Domani, si sarebbe trattato di un errore procedurale: i nomi sarebbero stati presentati in ritardo e senza i requisiti richiesti.
Dunque, mentre l’Unione Europea chiede chiarimenti sullo stato di diritto in Italia, Fratelli d’Italia offre una narrazione vittimistica. L’europarlamentare M5S Gaetano Pedullà ha così chiosato al quotidiano diretto da Fittipaldi: “L’Ue censura le fake news, mentre Fratelli d’Italia è una fake news vivente“.
