Un appuntamento organizzato tramite messaggi si è trasformato in una trappola violenta per Francesco Sorgon, 42 anni, residente a Cavaso del Tomba, in provincia di Treviso. Attivista politico, iscritto a Rifondazione Comunista e all’Anpi, Sorgon è stato vittima di una brutale aggressione omofoba sabato 17 maggio da parte di due uomini tra i 35 e i 40 anni nei pressi del supermercato Crai della cittadina del trevigiano.
La trappola: l’invito, l’incontro, la violenza
Tutto ha avuto origine da un contatto con un conoscente, che avrebbe chiesto a Sorgon denaro in cambio di un rapporto sessuale. Dopo il rifiuto, l’uomo ha ricevuto un nuovo messaggio: un invito a incontrarsi, con tanto di orario e luogo. Ma quello che sembrava un incontro chiarificatore si è rivelato un agguato. Un episodio analogo, con adescamento sessuale e successivo violento pestaggio, si è verificato pochi giorni fa nella zona est di Roma.
“Mi è arrivato un pugno tra capo e collo e sono caduto a terra”, ha raccontato Sorgon a Polesine24.it “Mi davano pedate soprattutto sul viso. Non capivo più niente, sentivo arrivare questi colpi da tutte le parti“. L’aggressione è avvenuta alle spalle, con violenza mirata e ripetuta.
Il ricovero in ospedale e la denuncia
Portato d’urgenza al pronto soccorso, Sorgon ha riportato escoriazioni, contusioni e un trauma facciale, fortunatamente senza fratture. La prognosi medica è di dieci giorni. Nonostante il trauma subito, ha immediatamente sporto denuncia presso la stazione dei carabinieri, fornendo il nome e il cognome dei presunti aggressori – due uomini, residenti a Maser – e mostrando i messaggi che confermerebbero la premeditazione dell’agguato.
“Picchiato perché sono omosessuale”
Sorgon ha voluto chiarire con fermezza il movente dell’attacco: “Mi hanno picchiato per la mia omosessualità, non ci sono altri motivi“. Sorgon ha poi dichiarato che non era mai stato vittima di violenza né per le sue idee politiche né per il suo orientamento prima d’ora.
Solidarietà dal Coordinamento LGBTE di Treviso
Sull’aggressione a Francesco Sorgon, è intervenuta Michela Nieri, presidente del Coordinamento LGBTE di Treviso, che ha espresso piena solidarietà alla vittima e ha condannato con fermezza l’episodio. “Si tratta di una violenza inaudita, un fatto inaccettabile“, ha dichiarato Nieri, sottolineando come non sia il primo caso di aggressione omofoba nella zona. Ha ricordato, infatti, i fatti avvenuti a Vedelago pochi anni fa, quando alcune persone omosessuali furono attirate in un casolare e picchiate brutalmente da una gang. “Gli episodi ci sono, e non possiamo più permetterci di minimizzarli”, ha aggiunto Nieri che ha polemizzato con Giovanni Ottomano, militante apertamente gay di Fratelli d’Italia a Vincenza.
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