Due schiaffi in pieno viso, pesanti insulti omofobi e spray urticante spruzzato addosso. La vittima è un giovane 29enne residente a Bologna da diversi anni, ma originario del Sud Italia. È stato lui a raccontare l’incredibile aggressione subita nella notte del 27 aprile scorso nel quartiere universitario della città. La nuova ondata di violenza va ad inserirsi in un già drammatico contesto che ha visto, dall’inizio dell’anno ad oggi, numerose aggressioni omofobe.
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Bologna, nuova aggressione omofoba: insulti e schiaffi
L’aggressione omofoba ai danni di un ragazzo 29enne a Bologna, si è consumata nella notte tra il 27 e il 28 aprile. Il ragazzo è stato aggredito verbalmente e fisicamente da un gruppo di giovani mentre trascorreva una serata con alcuni amici, in via Petroni, uno dei punti più vivaci della zona universitaria.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri – come riportato dal Corriere di Bologna -, poco dopo l’una di notte la vittima è stata raggiunta da un gruppo di giovanissimi che hanno iniziato a insultarlo pesantemente per il suo orientamento sessuale con epiteti come “fr*cio” e “ricch**ne”. Alle offese è ben presto seguita un’aggressione fisica: il 29enne ha ricevuto due schiaffi in pieno viso.
Fortunatamente, gli amici della vittima sono intervenuti prontamente, mettendosi tra il giovane e gli aggressori e allertando le forze dell’ordine, giunte sul posto in pochi minuti.
Il racconto della vittima 29enne
La vittima dell’ennesimo atto omofobo registrato in Italia, è un ragazzo di 29 anni, da sette residente a Bologna, dove lavora in centro. “A trent’anni essere preso a schiaffi da ragazzini che ti chiamano ‘ricch**ne’, ‘fr*cio’, non è solo umiliante. È inaccettabile“, tuona il giovane a Il Resto del Carlino.
Come emerso dal suo racconto, gli autori di insulti omofobi, schiaffi e spray urticante sarebbero stati “sette o otto ragazzi, alcuni minorenni”. In un primo momento, il gruppo se la sarebbe presa subito con lui: “In particolare uno di loro se l’è presa con me, probabilmente perché non nascondo la mia omosessualità. Urlava in albanese, ma le parole che pronunciava contro di me le conoscevo, perché ho amici albanesi”.
La situazione sarebbe però ben presto precipitata: un membro del branco, un 22enne di origini albanesi, ha afferrato con forza il drink dalle mani del 29enne e, in un gesto provocatorio, se lo è rovesciato addosso da solo, per poi accusare la vittima: “Ha iniziato a urlare che ero stato io a bagnarlo e mi ha preso a schiaffi. I miei amici si sono subito messi in mezzo: eravamo anche noi tanti e i ragazzini si sono allontanati. Non prima però di averci spruzzato contro dello spray urticante”.
In seguito all’aggressione, una sua amica avrebbe allertato i Carabinieri, i quali con l’aiuto dei presenti avrebbero prontamente individuato il 22enne che lo aveva aggredito, poi portato in caserma per tutte le formalità del caso.
Le precedenti aggressioni
Oggi il giovane 29enne ammette di avere paura e sottolinea il grande cambiamento subito dalla città che lo ospita da diversi anni: “Quando sono arrivato a Bologna, da una regione del sud, nel 2018, mi sentivo bene. Era una città dove potevo essere me stesso senza paura. Dopo il Covid non è più stato così. Mi sembra di essere tornato giù. E dopo questa aggressione non mi sento più sicuro, soprattutto perché il ragazzo e i suoi amici mi hanno visto bene in faccia e potrebbero aggredirmi ancora, in caso li incontrassi di nuovo. Mi urlavano che ‘avevo rovinato la loro serata’. Io”.
Il ragazzo, già in passato era stato oggetto di altre aggressioni a stampo omofobo: “Anche al Pratello succede spesso. Una volta un altro gruppo di giovanissimi mi ha preso di mira, lanciandomi contro dei bicchieri di plastica sporchi”, ha dichiarato. Se, però, ha sempre cercato di sorvolare sull’ignoranza di queste persone, “Questa volta però mi hanno messo le mani addosso. E non si può accettare”, dice.
Non un caso isolato
In seguito all’aggressione a Bologna, i Carabinieri hanno avviato le indagini allo scopo di identificare gli altri membri del gruppo e ricostruire l’intera dinamica dell’accaduto. Secondo alcuni testimoni, potrebbe trattarsi di una serie di aggressioni simili, che vanno oltre quella del 29enne. A confermarlo è stata anche la vittima: “Mentre eravamo ancora in strada si è avvicinato a noi un altro ragazzo, che era stato preso di mira e schiaffeggiato anche lui dalla banda per lo stesso motivo omofobo”.
Non si tratterebbe, dunque, di un caso isolato. Negli ultimi mesi, infatti, diversi episodi di aggressioni omofobe sono stati segnalati in città e in altre località italiane. A Bologna, un altro caso simile si era verificato all’inizio dell’anno, proprio in concomitanza con alcuni atti di vandalismo ai danni del centro LGBTIQ+ Cassero.
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