Non solo Torino, con il sindaco Stefano Lo Russo che ha ieri firmato gli atti che riconoscono come madri anche le compagne delle madri biologiche, e in precedenza Roma, Milano, Brescia, Perugia, Sanremo, Teramo, Rimini e Genova.
Anche Napoli ha oggi ricominciato a trascrivere i figli con due mamme, dopo la storica sentenza della Consulta che ha stabilito l’illegittimità della norma che impediva alla madre non biologica il riconoscimento di un figlio nato tramite procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero.
Napoli torna a trascrivere i figli delle famiglie arcobaleno
Il Sindaco Gaetano Manfredi, ha formalizzato questa mattina a Palazzo San Giacomo il riconoscimento anagrafico di una bimba, Sole, figlia di una coppie di mamme del napoletano, Rosanna e Annje. A seguire le due donne nel loro percorso le avvocate Raffaella Spinelli e Federica Oliviero, che operano per lo sportello legale dell’associazione Pride Vesuvio, un servizio che offre consulenza e tutela legale per la comunità LGBTQIA+. Spinelli ha dichiarato a RadioPride:
“L’atto di oggi rappresenta la corretta applicazione sul piano amministrativo di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. La scelta del Sindaco Manfredi di procedere con le trascrizioni è un passo importante perché dà attuazione a un principio di diritto che tutela l’interesse preminente del minore, garantendogli lo status giuridico di figlio nei confronti di entrambe le figure genitoriali. Il nostro ruolo come sportello legale è stato quello di assistere le famiglie nel percorso per veder concretizzato questo diritto. La formalizzazione odierna conclude positivamente l’iter per queste coppie, assicurando la piena copertura giuridica ai loro figli.”
Rosanna e Annje, mamme di Sole
Rosanna e Annje, mamme oggi finalmente riconosciute dallo Stato italiano, hanno invece confessato a RadioPride la loro più grande paura:
“che nostra figlia non fosse legalmente riconosciuta come figlia di entrambe. Un vuoto giuridico che non raccontava la verità della nostra vita quotidiana. Ci sentivamo una famiglia a tutti gli effetti, ma lo Stato ci fermava a metà. Sapevamo di avere la possibilità di ricorrere all’adozione, ma era un percorso molto più lungo, complicato e anche emotivamente difficile: dover “dimostrare” di essere ciò che già eravamo, dover chiedere un permesso per amare. A darci forza è stata proprio lei, nostra figlia: sapevamo che meritava una protezione piena, una verità giuridica che rispecchiasse l’amore in cui è nata e in cui cresce ogni giorno”.
Le due donne hanno infine voluto ringraziare il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “Il fatto che il Sindaco abbia voluto esserci in prima persona, con calore e convinzione, ci ha fatto sentire accolte, riconosciute, viste. Napoli oggi ha dato un messaggio potente: che l’amore non ha un solo volto, che le famiglie sono tante, e tutte meritano dignità e diritti. Speriamo che questo gesto apra la strada ad altri sindaci, ad altri comuni, a una vera svolta per tutto il Paese”.
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