Sabato 18 ottobre, Roma ospiterà il primo Non-Binary Pride italiano, un evento storico e simbolico per tutte le persone che si riconoscono come non binarie, fluide, genderqueer, agender, intersex e trans*. L’appuntamento è fissato per le 16:00 al Piazzale Ostiense, con partenza del corteo alle 17:00 verso il Parco Schuster.
Il Non-Binary Pride, ribattezzato “Euforia non binaria”, nasce come momento di visibilità, lotta e celebrazione della pluralità delle identità di genere, fuori dai confini imposti dal binarismo tradizionale. La manifestazione rappresenta una presa di parola radicale, in cui le persone non binarie possono raccontare le proprie esperienze in una società che spesso non le riconosce né le rispetta.
In questo articolo
Primo Non-Binary Pride italiano: percorso e programma
L’appuntamento con il primo Non-Binary Pride è fissato per sabato 18 ottobre alle 16:00 a Piazzale Ostiense per il concentramento, da cui prenderà avvio il corteo verso il Parco Schuster. Lì, le persone partecipanti potranno celebrare la propria euforia collettiva con un ricco programma di performance musicali, esibizioni drag, poetry slam e altre iniziative artistiche, pensate per valorizzare la pluralità delle identità non binarie e delle soggettività queer.
Il percorso, simbolico e fisico allo stesso tempo, rappresenta una manifestazione di rivendicazione diretta: attraversare la città significa affermare la propria visibilità, rivendicare autodeterminazione e sfidare un sistema che ancora tenta di invisibilizzare o normare le persone non conformi. La manifestazione invita tutte le soggettività non binarie, fluide, genderqueer, agender, intersex, trans* e chiunque rifiuti l’imposizione del binarismo di genere a unirsi in una marcia collettiva di lotta, gioia e resistenza.
Visualizza questo post su Instagram
Il manifesto politico
Il primo Non-Binary Pride d’Italia è stato organizzato dal basso, senza sponsor, patrocini o loghi associativi. Secondo il manifesto politico dell’iniziativa, la piazza vuole essere uno spazio libero e non escludente, che abbraccia “pratiche di cura transfemministe orizzontali, partecipative e aperte”.
“Vogliamo dare voce alle identità non binarie e a tutte le sfaccettature possibili in cui tali identità si esprimono, sia nei vissuti personali che nei percorsi di elaborazione politica di tali identità”, si legge nel manifesto. L’obiettivo è creare uno spazio dove le soggettività queer, trans e alleate possano condividere un percorso comune di visibilità, autodeterminazione e lotta contro il binarismo di genere.
Un aspetto fondamentale della filosofia del Pride è la sicurezza e la cura degli spazi, responsabilità condivisa da tuttə. Chi ha avuto comportamenti abusanti o violenti è invitato a non partecipare. La stampa viene esortata a rispettare la privacy e la volontà delle persone, evitando foto non autorizzate o primi piani senza consenso.
Visualizza questo post su Instagram
Autodeterminazione e diritti legali
Uno dei cardini del Non-Binary Pride è la rivendicazione del diritto all’autodeterminazione: poter decidere sul proprio corpo, sul proprio nome, sulla propria identità e sulla propria vita senza vincoli imposti dalla legge o dalla società.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n.143 del 23 luglio 2024, ha riconosciuto l’esistenza delle identità non binarie, un passo storico verso il riconoscimento legale delle persone non conformi al binarismo di genere. Il Pride del 18 ottobre vuole quindi ribadire l’importanza di superare la legge 164/1982, ormai considerata obsoleta, e di sostituirla con un sistema fondato sul consenso informato e sull’autodeterminazione.
In questo contesto, i percorsi di affermazione di genere devono essere accessibili a tutte le persone, incluse quelle non binarie, senza la necessità di interventi psichiatrici o giudiziari. Inoltre, si richiede formazione obbligatoria per operatori sanitari, consultori, case di accoglienza e centri antiviolenza, al fine di prevenire discriminazioni e violenze.
Superare il binarismo di genere
Il Non-Binary Pride si propone di contrastare il paradigma binario, che assegna ruoli, nomi e aspettative in base al sesso di nascita. Secondo il manifesto, la società tende a determinare il genere di una persona basandosi su percezioni e stereotipi, provocando disagio e invisibilizzazione delle identità non binarie.
“Non esiste un modo più o meno ‘corretto’ di vivere l’identità non binaria e ogni vissuto deve essere rispettato nella sua validità”, si legge nel documento ufficiale. Il corpo non binario non deve rispondere a canoni estetici particolari: può essere androgino, queer o semplicemente il corpo della singola persona, con il diritto di esprimerlo liberamente.
Intersezionalità e pluralità delle esperienze
Il Pride pone grande attenzione anche all’intersezionalità, riconoscendo che le persone non binarie possono vivere forme multiple di oppressione legate a sessismo, razzismo, classismo, abilismo e altre discriminazioni. Viene inoltre sottolineata l’importanza di dare voce a soggettività razzializzate, disabilizzate o con esperienze diverse, con pratiche di ascolto e supporto reciproco.
La manifestazione che si terrà a Roma, vuole anche ricordare chi non c’è più, chi ha subito violenze e discriminazioni, e promuovere la creazione di case di accoglienza e rifugio per persone non binarie in situazioni di vulnerabilità o violenza. Allo stesso tempo, viene ribadito il principio che il lavoro sessuale è lavoro, affermando la legittimità delle scelte di ciascun individuo.
Euforia, visibilità e lotta politica
Il Non-Binary Pride è descritto come una giornata di euforia, visibilità e lotta. Il corteo del 18 ottobre, vuole celebrare la pluralità delle identità.
L’obiettivo è affermare una libertà concreta, non simbolica: vivere fuori dai binari imposti dal sistema cis-eteropatriarcale, non essere misgenderatə e mettere in discussione ruoli e stereotipi tradizionali legati alla famiglia e al genere.
Il primo Non-Binary Pride italiano si colloca anche in una prospettiva globale, prendendo posizione contro ogni forma di violenza e sfruttamento a livello internazionale. Il manifesto denuncia il genocidio in Palestina e il rainbow washing operato da aziende, governi e associazioni, sottolineando la necessità di solidarietà autentica e consapevole.
Il messaggio è chiaro: esistono pratiche di alleanza e supporto reali, basate sulla liberazione e sulla giustizia sociale, lontane da logiche di marketing o di sfruttamento politico.
Perché partecipare al Non-Binary Pride 2025
Il Non-Binary Pride 2025 rappresenta un momento storico per l’Italia, un’occasione per affermare visibilità, autodeterminazione e diritti delle persone non binarie. Non si tratta solo di una festa o di un corteo: è una marcia politica e culturale, una protesta contro il binarismo, la marginalizzazione e la violenza istituzionale.
Come sottolineano le organizzatrici, “Vogliamo gridare che esistiamo, resistiamo e ci prendiamo tutto lo spazio che ci spetta”. Roma si prepara a ospitare un evento unico, dove ogni partecipante potrà sentirsi liberə di esprimere sé stessə, la propria identità e la propria euforia non binaria.
Per rimanere aggiornatə sulle novità e sulle iniziative correlate, è consigliabile seguire i canali ufficiali: (IG | Sito Web).
Visualizza questo post su Instagram


