Il Pavia Pride torna sabato 13 giugno 2026 per la sua decima edizione. Il titolo scelto per quest’anno è “Oltre l’orizzonte – La decima marea”, un’immagine che unisce la memoria del primo Pride pavese alla volontà di rilanciare le rivendicazioni della comunità LGBTI+ in una fase politica segnata da arretramenti, esclusioni e nuove forme di invisibilizzazione.
Il ritrovo è fissato alle 15:30 in Piazzale Ghinaglia, a Pavia. Dopo la marcia e il palco finale, l’edizione 2026 proseguirà con un grande Pride Party, annunciato dagli organizzatori come uno spazio ampliato di musica, attività e socialità. A promuovere l’iniziativa è Coming-Aut LGBTI+ Community Center, realtà attiva sul territorio pavese e impegnata nell’organizzazione del Pride grazie al lavoro delle persone volontarie e a una campagna di raccolta fondi necessaria a sostenere i costi logistici della manifestazione.
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Dieci edizioni di Pavia Pride: dalla visibilità alla “decima marea”
Il manifesto politico del Pavia Pride 2026 parte dalla memoria della prima edizione, nata, spiegano gli organizzatori, “tra le crepe di una società ostile, per trasformare il silenzio in riconoscimento”. Un primo corteo descritto come un passaggio decisivo per portare nelle strade e nelle piazze la comunità LGBTI+ pavese, rendendola finalmente visibile e riconoscibile nello spazio pubblico della città.
Nel corso degli anni, il Pavia Pride si è trasformato in un appuntamento capace di coinvolgere non soltanto la comunità locale, ma anche migliaia di persone provenienti dai territori vicini. La decima edizione diventa così un momento di bilancio, ma soprattutto di rilancio politico: non una celebrazione chiusa nel passato, bensì la conferma che i diritti conquistati non possono mai essere considerati definitivamente acquisiti.
“Nessuna conquista è un porto definitivo”, si legge nel manifesto. La “marea” richiamata nel titolo è quindi quella di una comunità plurale, composta da persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersex, migranti, sieropositive e sierocoinvolte, con o senza disabilità, neurotipiche e neurodivergenti, insieme a chi non sente il bisogno di definirsi attraverso una parola precisa.
Una comunità che, nel documento politico, rivendica anche la propria natura antifascista: “Continuiamo a essere baluardo di lotta e resistenza. E continueremo a essere, nel profondo, antifasciste”.
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“Oltre l’orizzonte”: il significato politico del Pavia Pride 2026
L’orizzonte evocato dal Pride pavese non viene presentato come un traguardo già raggiunto, ma come una tensione verso ciò che ancora manca. Per Coming-Aut significa immaginare una società capace di andare oltre la normatività, la violenza e l’esclusione, senza chiedere alle persone LGBTI+ di rendersi invisibili o di limitare la propria esistenza allo spazio privato.
Il manifesto richiama esplicitamente la situazione italiana nella Rainbow Map 2026 di ILGA-Europe, nella quale l’Italia si colloca al 36esimo posto nella classifica europea delle tutele legali e delle politiche rivolte alle persone LGBTI+. Un dato che, per il Pavia Pride, non può essere separato dal linguaggio utilizzato nel confronto pubblico e istituzionale.
“Non accettiamo che le nostre esistenze vengano ridotte a ‘propaganda’ o ‘derive ideologiche’ da un governo che insegue dogmi anacronistici”, afferma il documento. Da qui la richiesta di una comunicazione capace di nominare la pluralità delle esperienze LGBTI+ e di sottrarle a una narrazione che, secondo gli organizzatori, tenta di renderle tollerabili soltanto quando restano silenziose e invisibili.
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Diritti trans, autodeterminazione e contrasto agli stereotipi
Ampio spazio viene dedicato alle soggettività trans, binarie e non binarie, indicate nel manifesto come uno dei principali bersagli dell’attuale conflitto politico e culturale. Il Pavia Pride chiede accesso a percorsi affermativi gratuiti e depatologizzati, rispetto di nomi e pronomi nei luoghi di studio e di lavoro e il superamento di una concezione rigida e binaria dei corpi e delle identità.
“Oggi le nostre vite vengono strumentalizzate come bersaglio politico, raccontate come pericolose devianze da rimuovere invece che come esistenze degne di tutela”, si legge nel documento.
L’orizzonte rivendicato dal Pride è inoltre apertamente transfemminista. Il manifesto parla delle donne lesbiche, bisessuali, trans, queer e intersex che rivendicano una sessualità libera dallo sguardo patriarcale, degli uomini gay e bisessuali impegnati nella decostruzione della mascolinità tossica e delle persone bisessuali e pansessuali che continuano a subire invisibilizzazione anche all’interno del dibattito pubblico.
Il corpo, nella prospettiva indicata dal Pavia Pride, non può più essere un territorio controllato da stereotipi, imposizioni o norme sociali: deve diventare spazio di autodeterminazione e libertà.
Persone migranti LGBTI+ e denuncia del razzismo istituzionale
Il manifesto della decima edizione allarga lo sguardo anche alle persone migranti LGBTI+, per le quali l’orizzonte non è soltanto un’immagine simbolica, ma può coincidere con un confine attraversato per sottrarsi a persecuzioni, violenze e discriminazioni.
Coming-Aut denuncia le difficoltà incontrate nei percorsi di regolarizzazione, negli uffici pubblici, nelle questure e nelle prefetture, richiamando il rischio che le istituzioni diventino luoghi di paura invece che di protezione. “Spesso ogni contatto con le istituzioni porta con sé il terrore di essere riconsegnate a chi ci vorrebbe cancellare”, affermano gli organizzatori.
Nel documento, la critica al razzismo istituzionale si accompagna a una presa di posizione politica più ampia: il Pride denuncia l’assenza del matrimonio egualitario in Italia, critica la criminalizzazione della gestazione per altri come “reato universale” e accusa il governo di restare muto di fronte a quello che il manifesto definisce il genocidio del popolo palestinese.
Famiglie omogenitoriali, scuola e contrasto alle terapie riparative
Tra le rivendicazioni centrali del Pavia Pride 2026 figurano anche quelle delle famiglie omogenitoriali. “I nostri legami sono reali, le nostre famiglie sono reali. Il nostro amore è reale”, si legge nel manifesto, che chiede allo Stato di garantire tutela piena alle figlie e ai figli delle coppie LGBTI+.
Accanto alle famiglie omogenitoriali, il documento dà voce anche alle genitrici e ai genitori di persone LGBTI+, chiedendo una società capace di accogliere le nuove generazioni e uno Stato che introduca strumenti legislativi adeguati contro l’odio e contro le terapie riparative.
La scuola viene indicata come uno dei luoghi decisivi per costruire un futuro diverso. Il Pavia Pride chiede educazione affettiva e sessuale fin dalla scuola dell’infanzia, percorsi che parlino di consenso, prevenzione del bullismo e rispetto delle differenze, ma anche programmi scolastici in grado di raccontare le esistenze LGBTI+ senza cancellarle o trattarle come un tema ideologico.
Nel manifesto compare inoltre la richiesta della carriera alias, considerata uno strumento necessario affinché le giovani persone trans possano vivere il percorso scolastico senza essere costrette a esporsi continuamente a disagio, discriminazione o sofferenza.
Salute sessuale, HIV e diritto a una cura senza stigma
Un altro capitolo del manifesto riguarda la salute sessuale e il diritto alla cura. Consenso, informazione, piacere e sessualità libera vengono indicati come elementi fondamentali di una politica della salute accessibile a tutte le persone, indipendentemente dalla nazionalità o dallo status migratorio.
Il Pavia Pride rivendica investimenti nella ricerca contro HIV e AIDS, accesso alla prevenzione e alla cura e spazi sicuri e non giudicanti per persone con HIV, persone che praticano chemsex e donne trans sex workers. Gli organizzatori chiedono inoltre la riforma immediata della legge 135 del 1990, sottolineando il ruolo svolto dai centri community based nel contrasto allo stigma e nell’offerta di servizi sul territorio.
“Vogliamo continuare a fare politica, anche sanitaria, perché il nostro ruolo non è solo supplire alle istituzioni”, afferma il manifesto.
Lo sguardo si estende anche alle persone LGBTI+ anziane, con la richiesta di strutture, cure e reti sociali capaci di riconoscere le loro identità e contrastare la solitudine. Il Pride scende in strada, scrivono gli organizzatori, anche per chi oggi non se la sente di esporsi pubblicamente, ma deve poter contare su una comunità che cresce e invecchia senza rinunciare alla propria libertà.
Antispecismo e lotte queer nella piattaforma del Pride pavese
Tra gli elementi distintivi del manifesto del Pavia Pride 2026 compare anche il riferimento all’antispecismo. La decima marea, si legge nel documento, intende guardare “oltre i confini della specie”, immaginando una società fondata su economie e pratiche capaci di tutelare la vita in tutte le sue forme.
Per Coming-Aut, le istanze antispeciste e queer possono incontrarsi nella critica alle gerarchie e ai sistemi di dominio che stabiliscono quali corpi siano degni di tutela e quali possano essere sfruttati, esclusi o silenziati. L’obiettivo dichiarato è costruire “un’unica pratica di liberazione totale che attraversa corpi, specie e mondi, senza escludere chi non ha voce”.
Massimo Milani e DUG madrine del Pavia Pride 2026
Ad accompagnare la decima edizione del Pavia Pride saranno anche due madrine annunciate dagli organizzatori: Massimo Milani e DUG, due figure scelte per rappresentare il legame tra memoria del movimento e nuove forme di espressione queer.
Massimo Milani viene presentato da Coming-Aut come una figura centrale della storia LGBTI+ italiana. Attivista dagli anni Settanta con il FUORI!, insieme al compagno Gino Campanella contribuì alla nascita di Arcigay Palermo dopo il delitto di Giarre del 1980. Nel 2020, a quarant’anni da quella vicenda, Milani e Campanella si unirono civilmente proprio a Giarre. Per gli organizzatori, la sua presenza al Pride pavese rappresenta “un faro di resistenza intergenerazionale”.
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DUG, giovane artista e cantante già protagonista del Pavia Queer Fest, è invece stato scelto come simbolo delle nuove generazioni e della loro capacità di utilizzare arte e musica come strumenti di autodeterminazione e costruzione di comunità. Secondo Coming-Aut, la sua energia “fluida e liberatoria” interpreta la volontà del Pride di aprire nuovi spazi oltre le gabbie dei generi, degli stereotipi e delle aspettative sociali.
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L’accostamento tra Milani e DUG racchiude così il senso della decima edizione: una marea che tiene insieme la storia di chi ha costruito il movimento e le voci di chi oggi ne amplia linguaggi e orizzonti.
La precedente edizione
La nona edizione del Pavia Pride si è svolta sabato 7 giugno 2025 con il titolo “Battagliere – Senza diritti non c’è pace”. Organizzata da Coming-Aut, la manifestazione ha riportato per le strade della città la comunità LGBTI+ pavese e le persone alleate, in un corteo partito da Piazzale Ghinaglia e proseguito attraverso il Ponte Coperto e Strada Nuova, fino al Parco del Castello Visconteo, dove si è tenuto il palco conclusivo.
L’edizione 2025 ha scelto di legare in modo esplicito il tema dei diritti alla costruzione della pace, rivendicando la necessità di contrastare discriminazioni, violenze e tentativi di cancellazione delle esistenze LGBTI+. Alla vigilia della manifestazione, Cecilia Bettini, presidente di Coming-Aut, aveva spiegato: “Nell’attuale stagione politica apertamente ostile alle persone LGBTI+, vogliamo veicolare un forte messaggio di resistenza: la comunità LGBTI+ non è inerme di fronte ai tentativi di cancellazione delle proprie esistenze. Continueremo a presidiare le nostre istanze, e lo facciamo con la potenza dei nostri corpi e delle nostre vite”.
Madrina del Pavia Pride 2025 è stata Anita Garibalde, operatrice esperta e attivista impegnata nella tutela dei diritti delle persone trans, sex worker e migranti. Sul palco è intervenuto anche Immanuel Casto, cantautore e divulgatore noto per il suo lavoro sui temi della sessualità, del consenso e dei tabù sociali.
Con la nona edizione, il Pavia Pride aveva celebrato anche i nove anni dal primo corteo cittadino, nato nel 2015 in una realtà di provincia e diventato nel tempo un appuntamento stabile dell’Onda Pride italiana. La decima marea del 2026 raccoglie oggi quell’eredità, scegliendo di andare “Oltre l’orizzonte” senza rinunciare alle battaglie portate in piazza negli anni precedenti.
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Pavia Pride 2026, come restare aggiornatə
Il Pavia Pride 2026 si svolgerà dunque sabato 13 giugno, con ritrovo alle 15:30 in Piazzale Ghinaglia. La manifestazione proseguirà con il palco e con il Pride Party organizzato per celebrare la decima edizione. “Siamo qui per chi oggi resiste, per le persone che ancora non riescono a immaginarsi libere, per quelle che continuano a essere colpite dal silenzio”, conclude il manifesto. “Andare oltre l’orizzonte significa questo: non accontentarsi di sopravvivere, ma pretendere di fiorire pienamente. Finché nessuna persona verrà più lasciata indietro”.
Per conoscere in tempo reale tutte le novità sul percorso del corteo, sul programma degli eventi, sul Pride Party e sulle iniziative collaterali, è possibile seguire i canali social ufficiali del Pavia Pride e di Coming-Aut, dove verranno pubblicati aggiornamenti e comunicazioni sull’edizione 2026 (FB | IG).
