Concia accusa “massimalisti da destra e sinistra” ed è già eliminata dal progetto di educazione alle relazioni

Valditara cede alle pressioni di Pro Vita, Lega e Fratelli d'Italia. Non è chiaro se il progetto "Educare alle relazioni" resti comunque in essere.

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Anna Paola Concia Gay.it - foto: Wikipedia
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Se la prende con la destra e con la sinistra, Anna Paola Concia, dopo la notizia che non sarà più coordinatrice del progetto “Educare alle relazioni” che era stato annunciato dal ministro dell’istruzione e del merito Valditara. La sua nomina è stata ritirata a seguito dell’alzata di scudi dell’estrema destra che orienta il Governo Meloni, ma Concia parla di “massimalismo di destra e sinistra”.

In verità nulla potevano la sinistra, né il movimento LGBTQI+. Anna Paola Concia si è prestata a un gioco di potere tutto interno alla maggioranza di estrema destra e, nel fuoco amico e incrociato nel quale è finito Valditara, è rimasta bruciata anche lei, che tuttavia ha raccolto la solidarietà del Presidente del Senato La Russa che ha telefonato a Concia per esprimere “vicinanza“.

A destra la nomina di una personalità percepita come appartenente alla sinistra ha scatenato le ire funeste dell’anima nera che attualmente governa in Italia. Il movimento ultra cattolico anti-abortista e anti-LGBTQI+ Pro Vita, la Lega di Salvini da poco schierata con i neo-nazisti d’Europa e Fratelli d’Italia, partito della stessa Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno fatto pressione sul ministro e sono riusciti nell’intento di abortire sul nascere l’iniziativa di Valditara per contrastare la violenza di genere già dall’educazione scolastica. Un programma che, a detta dello stesso Valditara, non avrebbe incluso l’educazione sessuale, ma questo non è bastato a frenare le pressioni delle frange più a destra della maggioranza di governo.

A seguito dell’onda emotiva sollevata dal femminicidio di Giulia Cecchettin, Valditara aveva concertato un trio di coordinamento che – nella strategia del ministro – doveva mettere d’accordo destra, sinistra e mondo dell’associazionismo e che ora è stato revocato. Il team comprendeva Anna Paola Concia, in qualità di femminista ed esponente del movimento LGBTQI+, suor Anna Monia Alfieri, religiosa appartenente alla lobby che fa pressioni per privatizzare metà della scuola pubblica, e Paola Zerman, avvocata già consulente su vari fronti, tra cui proprio quello della scuola, per il Governo. Insieme a quella di Concia, anche le nomine di Alfieri e Zerman sono state revocate da Valditara, a seguito delle veementi proteste di Pro Vita, Lega e Fratelli d’Italia.

Il progetto “Educare alle relazioni” ha ricevuto uno stanziamento di 15 milioni di euro, un budget consistente che ha acuito la veemenza dei reazionari di Pro Vita che, in un appello per l’annunciata petizione online contro la nomina di Concia, scrivono:

Il problema non è la persona ma la visione politica della Concia sui temi della famiglia, della filiazione e della libertà educativa dei genitori radicalmente incompatibile coi valori della stragrande maggioranza degli elettori che hanno votato i partiti che sostengono il Governo Meloni“.

La nomina di Concia non aveva scaldato i cuori neanche a sinistra, né nel movimento LGBTQIA+, al punto che Concia si era vista costretta a sottolineare la propria credibilità in un’intervista all’Huffington Post. Già invisa al movimento LGBTQIA+ italiano dopo le sue battaglie contro schwa (ə), Ddl Zan e stepchild adoption, Concia fu una delle prime donne apertamente lesbiche ad essere eletta parlamentare della Repubblica nella XVI legislatura. La nomina dal ministero dell’istruzione per il delicato ruolo di coordinatrice del piano “Educare alle relazioni” era arrivata soprattutto grazie all’esperienza che Concia ha maturato nel suo ruolo di manager della localizzazione italiana di un’importante fiera tedesca sulla scuola, chiamata “Didacta”.

Le critiche arrivate da destra a sinistra hanno indotto Valditara a revocare la nomina, e la stessa Concia ha preso atto che la propria figura, più che unire destra e sinistra, non accontentava nessuno.

“Capisco la decisione del ministro Valditara e lo ringrazio della fiducia accordatami – ha detto l’ex deputata dem – dopo due giorni di polemiche da ambienti massimalisti della destra e della sinistra, è per me evidente che non esistono le condizioni per svolgere il lavoro equilibrato e dialogante che mi ero proposta insieme alle altre due garanti del progetto (…). Resto convinta – continua Concia – che solo il confronto tra matrici culturali differenti possa produrre linee guida efficaci e non divisive sul tema del rispetto della libertà delle donne. (…) Credevo che il caso Cecchettin fosse uno spartiacque, ma non è così per alcuni”.

In verità le posizioni massimaliste erano giunte soltanto dall’area estrema della destra di governo, che detta la linea al Governo Meloni soprattutto sui temi riguardanti diritti civili e questioni etiche.La libertà educativa dei genitori è un principio non negoziabile” ha fieramente commentato il leader degli ultra-cattolici di Pro Vita Jacopo Coghe “l’Italia è uno dei Paesi con il minor tasso di omicidi di donne in tutta l’Unione europea: questo significa che l’educazione che i ragazzi ricevono in famiglia funziona molto meglio che altrove”.

Anche la Lega, fresca del suo posizionamento filo-nazista in Europa, ha dettato la linea, nelle parole di Simona Baldassarre, Responsabile del Dipartimento Famiglia del partito di Salvini: “Per educare gli alunni ci sono un ministero efficiente e ben guidato, straordinari insegnanti e soprattutto le famiglie” ha detto Baldassarre.

Anna Paola Concia viene difesa da Italia Viva e dal Pd. Davide Faraone del partito di Matteo Renzi parla di “populismo di destra e di sinistra”, mentre per Debora Serracchiani del Partito Democraticoil voltafaccia di Valditara svela ancora una volta quali siano le forze che comandano nel Governo Meloni. Ci va di mezzo una persona degna ed equilibrata come Anna Paola Concia che avrebbe potuto dare un vero contributo con la sua profonda conoscenza del mondo della scuola e con la sua competenza sul tema della violenza contro le donne” ha chiosato l’esponente dem.

Così il fallimento di Valditara e Concia è su tutta la linea “Il progetto non parla in alcun modo di educazione sessuale, di educazione all’affettività, o di cultura gender – aveva rassicurato il ministro – Costituisce gruppi di discussione fra i giovani per contrastare mentalità e atteggiamenti che generano discriminazione, sopraffazione e violenza verso le donne“.

Resta da capire se e come e da quali figure saranno spesi i 15 milioni di euro di budget annunciati da Valditara. Non è infatti chiaro ad oggi se il progetto “Educare alle relazioni” resti comunque in essere.

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Daniela Pessognelli 9.12.23 - 21:44

Per il nostro governo ,evidentemente, non stanno molto a cuore queste tragedie ormai quotidiane,preferiscono ascoltare i viscidi di pro vita,che orrore!!!

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