Anni 20, servizio folle Rai sul DDL Zan tra fake news e la musica dei Village People – VIDEO

Servizi faziosi, menzogneri, che nulla hanno a che vedere con il DDL Zan già approvato alla Camera, ieri gettati in pasto ai telespettatori Rai.

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2 min. di lettura

Anni 20, su Rai2, è uno dei flop più roboanti di stagione. In prima serata si assesta sotto il 2% di share. Ieri sera ha ‘calamitato’ 453.000 telespettatori, con uno share dell’1,91 %. Numeri imbarazzanti per un programma imbarazzante, inaccettabile per la tv di Stato. Abbiamo già dato conto della sfuriata di Anna Paola Concia, che si è detta “schifata di questa trasmissione”.

Quanto andato in onda ieri sera, in prima serata, è infatti indifendibile. Anni 20 ha presentato il DDL Zan con un servizio accompagnato dalle note di YMCA dei Village People, come se si stesse parlando di capodanni in piazza e non di violenze nei confronti di disabili, donne e persone LGBT. Direttamente da Roma, l’inviato Salvatore Dama ha posto domande del tutto gratuite ai passanti, chiedendo loro commenti sul DDL Zan.

Ad un ragazzo che si è detto favorevole alla legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, l’inviato ha così risposto: “C’è però un problema di libertà di espressione, la difesa della famiglia tradizionale potrebbe essere perseguita, lo sa? Lo sa che il DDL Zan apre alla possibilità dell’educazione gender nelle scuole? La legge prevede iniziative educative nelle scuole, si parlerà anche di temi come l’utero in affitto, è d’accordo? La difesa della famiglia tradizionale può essere considerata una discriminazione?”.

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Domande faziose, menzognere, che nulla hanno a che vedere con il DDL Zan già approvato alla Camera, ieri gettate in pasto ai telespettatori Rai. Servizi da Vigilanza Rai nei confronti di una trasmissione ai più sconosciuta, ancora in onda per non si sa quale motivo e perfettamente inquadrata dall’ex deputata Anna Paola Concia nel suo sfogo ormai diventato virale. A seguire un altro incredibile esempio di serata, con un servizio anti UE a dir poco discutibile.

 

 

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Anonimo 14.5.21 - 19:41

Questo non è giornalismo ma bieca propaganda omotransfobica. Anni 20 ma del secolo scorso!

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Franzc Dereck 14.5.21 - 13:54

Purtroppo i cosiddetti giornalisti italiani fingono di ignorare cosa sia il loro mestiere ! Loro attaccano l'asino dove vuole il loro padrone di turno. Eppure anche in " chiaro" si puo' vedere la CNN , anche se non sanno l'inglese , si capisce il tono e le domande che pongono i VERI giornalisti e non gli impiegatuzzi della RAI.

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gioric70 14.5.21 - 12:44

Vabbè gli è andata male, molto male pure sull'audience! Il popolo italiano è molto ignorante, studia molto ma ignora tutto! Questo è ben più grave di comprendere e recepire un decreto. Cos'è un decreto?

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afenicepgyahooit 14.5.21 - 12:38

ho avuto la disgrazia di vederlo. tra Platinette, indifendibile anche giustificando ogni libertà di opinione. assurde le tesi e i sorrisetti di compiacenza dell’altro giornalista. le interviste poi, così pilotate, perfettamente pilotate, escludendo ovviamente chi ne sapeva