Argentina, Javier Milei: cosa dice sulla comunità LGBTIQ+ il possibile presidente anarco-capitalista

Elezioni il 22 Ottobre. Secondo l'ambiguo "Elon Musk in salsa argentina", lo Stato dovrebbe "farsi gli affari suoi" sempre. Contrario all'aborto, nemico dichiarato di Papa Francesco.

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Javier Milei lgbtiq argentina
Javier Milei lgbtiq argentina
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Le elezioni generali in Argentina, in programma per il 22 ottobre di quest’anno, sono l’evento politico più atteso del paese. Tra i candidati in lizza per il ruolo di Presidente, l’improbabile Javier Milei, amatissimo specialmente dai giovani, domina oggi i sondaggi.

Trionfante alle primarie – anche grazie a un indiscutibile carisma e a una campagna elettorale dai toni accesi -, Milei si autodefinisce un “anarco-capitalista”, ideologia che limita il ruolo dello stato – definito “il vero nemico” –, confinandolo esclusivamente alla gestione della sicurezza pubblica e dell’ordinamento giuridico.

Il suo movimento politico, La Libertad Avanza, è incentrato su tre principi fondamentali: vita, libertà e proprietà. Il che si traduce nella minimizzazione dell’intervento statale e in una prospettiva liberale in relazione a una vasta gamma di questioni sociali. Insomma, lo Stato deve “farsi gli affari suoi”.

“El Loco” – soprannome alquanto azzeccato -, è noto per il suo stile esuberante e teatrale nei comizi politici, dove non esita a brandire motoseghe accese e dichiarare di voler “incendiare la Banca Centrale”, misura definitiva per ridurre l’altissima inflazione in Argentina, causa di una profonda crisi imputabile – secondo la popolazione – all’inadeguatezza dell’attuale governo peronista.

Una figura carismatica e controversa che invita a un confronto con un altro noto sostenitore dell’ultraliberismo, Elon Musk, proprietario di Space X, Tesla e – dall’anno scorso – anche di Twitter. 

Benché quest’ultimo non abbia mai manifestato un interesse diretto nella politica, ed abbia spesso espresso un pensiero orientato all’estrema destra, Milei e Musk condividono alcuni tratti ideologici distintivi. 

Primo tra tutti, una ferma adesione alla libertà individuale e di espressione che sfocia nell’estremismo, una propensione verso idee populiste e complottiste, e un rifiuto quasi dogmatico dell’intervento statale nell’economia.

Entrambi ritengono che l’accumulo di ricchezze sia l’unica metrica significativa per valutare il valore e l’importanza di un individuo all’interno della società.

In una visione del mondo così configurata, la proprietà individuale assume un ruolo centrale, relegando altri indicatori di benessere, come la qualità della vita, a una funzione quasi accessorio, correlata direttamente alla dimensione del proprio patrimonio finanziario.

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Javier Milei è in vantaggio nei sondaggi per le elezioni presidenziali del 22 Ottobre in Argentina

Posizioni sui diritti LGBTQIA+

In uno dei paesi più avanzati al mondo per quanto riguarda i diritti LGBTQIA+, oggi guidato dal peronista Alberto Fernandez (che non si ricandiderà), il programma politico di un candidato alla presidenza non può esimersi dal dare una rilevanza particolare alla questione.

L’Argentina è stato il primo paese Sudamericano a riconoscere il matrimonio egualitario nel 2010 – legge che ha anche aperto alle adozioni per le coppie dello stesso sesso -, e dal 2012 l* cittadin* hanno la possibilità di cambiare legalmente genere senza la necessità di diagnosi mediche o procedure chirurgiche.

Le prime nozze gay in Argentina in diretta tv – Luglio 2010 dall’archivio di Gay.it >

Una ricerca condotta dal Pew Research Center ha inoltre identificato l’Argentina come il paese latinoamericano con gli atteggiamenti più progressisti nei confronti della comunità LGBTQIA+, con il 74% dei partecipanti dimostratisi tolleranti e accoglienti verso le minoranze.

Sebbene allineato a leader di estrema destra come Jair Bolsonaro e Donald Trump, anche Milei si esprime a favore del matrimonio omosessuale e del diritto all’autodeterminazione per quanto riguarda l’identità di genere.

A suo avviso, il matrimonio rappresenta un accordo tra due privati, e andrebbe quindi sottratto all’ingerenza statale. Questa visione si estende anche all’identità di genere: per Milei, si tratta di una questione privata, che non necessita quindi di regolamentazione da parte dello Stato.

D’altro canto, la posizione di Milei non sembra derivare da un sincero impegno per i diritti civili, quanto piuttosto da una filosofia radicata nella massima libertà di scelta individuale, purché questa non limiti la libertà altrui e non comporti oneri per lo Stato.

In diversi interventi, il candidato ha più volte definito l’omosessualità come una “scelta personale”, seppur dimostrandosi contrario alla sua patologizzazione. E per quanto riguarda l’identità di genere:

Se vuoi identificarti come un giaguaro sei libero di farlo, purché tu non chieda soldi allo Stato e non imponga la tua visione su qualcun altro”.

Le molteplici contraddizioni ideologiche di Javier Milei

La filosofia di Milei non è scevra di incongruenze. Per esempio, benché sostenga l’importanza della libertà individuale, si mostra contrario all’aborto. Le sue argomentazioni, in questo caso, non si basano su principi morali convenzionali, ma piuttosto su un “impegno per il rispetto della vita altrui come entità autonoma”.

Tale posizione appare in disaccordo con la sua enfasi generalizzata sulla libertà individuale e sull’autonomia delle scelte personali senza ingerenze esterne: si può quindi notare un possibile fondamento misogino e tradizionalista, che subordina il valore del corpo femminile a quello di una “vita in potenza”. 

Anche sul versante religioso, Milei emerge come una personalità sfaccettata. Sebbene sia un dichiarato cattolico, non esita a esprimere aspre critiche verso Papa Francesco, conterraneo argentino, – definito un “gesuita comunista” e “il male sulla Terra”.

Nessun allineamento politico

Populista sì, ma senza allineamento politico: Javier Milei è indiscutibilmente una figura di notevole complessità e di evidenti contraddizioni, o forse un nuovo modello a cui non siamo decisamente abituat*.

Libero di spostare la banderuola ai suoi termini, la sua postura liberale su temi come il matrimonio omosessuale e l’autodeterminazione potrebbe farlo sembrare un potenziale alleato per la comunità LGBTQIA+, ma il suo legame con leader politici di estrema destra e le sue opinioni su altre materie generano dubbi sulle reali buone intenzioni del possibile nuovo futuro presidente Argentino, e diverse preoccupazioni sul suo eventuale impatto a livello internazionale.

Non trascurabile infatti la sua posizione da negazionista del cambiamento climatico – definito una “menzogna socialista” –, quella favorevole alla liberalizzazione delle armi e la sua controversa opinione sul traffico di organi, che a suo parere andrebbe semplicemente regolamentato.

Quel che è certo, è che Milei rappresenta un elemento di discontinuità nella scena politica attuale, che sfida le categorizzazioni tradizionali e che ha il potenziale di influenzare significativamente il discorso su diritti umani e questioni sociali.

 

Buenos Aires e la sua anima queer – Leggi >

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