La città di Cuneo ed il comune di Cavallermaggiore, nei giorni scorsi si sono resi protagonisti di una pagina storica per i diritti delle coppie omogenitoriali. Per la prima volta, infatti, sono stati riconosciuti i figli di due coppie di mamme lesbiche. Un riconoscimento pieno della propria genitorialità, reso possibile grazie alla recente sentenza n. 68 della Corte Costituzionale del 22 maggio scorso. Nonostante questo, però, la destra continua a mostrare agitazione per quello che, secondo il Pd locale rappresenta un “nemico immaginario”.

In questo articolo
- 1 Cuneo, prima registrazione di figli con due mamme lesbiche
- 2 La gioia delle due madri e delle istituzioni
- 3 Cavallermaggiore, riconosciuta figlia di due madri lesbiche
- 4 La decisione del sindaco Sannazzaro
- 5 Le critiche di Fratelli d’Italia
- 6 La replica del sindaco Pd
- 7 “Destra cuneese in agitazione”: PD difende i diritti dei bambini
Cuneo, prima registrazione di figli con due mamme lesbiche
E.KM e B.RR, due mamme lesbiche di Cuneo, sono state ufficialmente riconosciute entrambe madri dei loro due bambini, rispettivamente di 3 anni e pochi mesi.
Già da tempo le due donne speravano di poter vedere riconosciuta la genitorialità anche per la mamma intenzionale dei figli della madre biologica nati con PMA all’estero. Fino allo scorso maggio, tuttavia, il Ministero degli Interni non autorizzava i Comuni a procedere. Con la storica sentenza n. 68 della Corte Costituzionale è stato dichiarato illegittimo il divieto, sottolineando che il diritto di entrambi i genitori a essere riconosciuti è legato all’interesse superiore del minore. Questa decisione ha aperto la strada affinché la madre non biologica possa registrare formalmente i figli, garantendo pari diritti e protezione giuridica.
La gioia delle due madri e delle istituzioni
Le due mamme lesbiche protagoniste della vicenda hanno espresso la loro gioia e soddisfazione, come riferisce TargatoCN.it: “Finalmente dopo 3 anni siamo riuscite ad avere tutte e due gli stessi diritti come giusto che sia, siamo molto felici. Speriamo di essere anche d’aiuto per qualcuno. Il ringraziamento più grande va a chi ci ha accompagnato in questo percorso”.
La sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, e l’assessora per le pari opportunità, Cristina Clerico, hanno commentato con entusiasmo l’avvenimento, definito “un passo avanti importantissimo”:
“Questi due bambini, come ogni altro, hanno finalmente potuto vedere riconosciuta la propria famiglia per quella che è. A loro – e a tutti i piccoli nelle stesse condizioni – va il nostro pensiero più affettuoso: crescere con pari diritti significa crescere con maggiore serenità, dignità e amore. Il cambiamento era necessario per questi bambini, ed è a loro che oggi va il nostro abbraccio più forte”.
Secondo le istituzioni locali, Cuneo si unisce così ad altre città italiane che, nelle ultime settimane, stanno correggendo discriminazioni storiche nei confronti dei minori nati in famiglie omogenitoriali.
Cavallermaggiore, riconosciuta figlia di due madri lesbiche
Dopo Cuneo, anche il piccolo comune di provincia, Cavallermaggiore ha seguito lo stesso esempio, firmando un atto storico che ha segnato una svolta per i diritti delle famiglie arcobaleno. Nell’ufficio del sindaco Davide Sannazzaro, una bambina nata nell’ottobre 2023 ha visto riconosciuta ufficialmente la genitorialità di entrambe le madri lesbiche.
L’atto, in linea con la sentenza 68/2025 della Corte Costituzionale, rappresenta il primo caso locale di doppia maternità registrata nel comune.
La decisione del sindaco Sannazzaro
Il primo cittadino, al quotidiano La Stampa, ha spiegato: “Un anno fa avevo chiesto un parere al segretario comunale per riconoscere queste due mamme che ne avevano fatto richiesta, ma l’esito era stato negativo – dice -. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale le cose sono cambiate e abbiamo proceduto”.
Con questo atto, quindi, il Comune di Cavallermaggiore ha ufficializzato sul piano burocratico una realtà familiare già esistente, garantendo alla bambina e alla sua famiglia pari diritti.
Le critiche di Fratelli d’Italia
Non sono mancate le reazioni politiche, in particolare da parte di Fratelli d’Italia (FdI), Federazione provinciale di Cuneo, guidata da William Casoni. Il partito ha annunciato l’invio della documentazione alla Prefettura e al Ministero dell’Interno per verifiche, contestando la legittimità dell’atto firmato dal sindaco. FdI ha ribadito in una nota: “La tutela dei minori va garantita nel rispetto delle norme, non attraverso iniziative unilaterali”.
Secondo il partito, senza linee guida ministeriali uniformi, il riconoscimento della madre intenzionale costituirebbe un atto amministrativo illegittimo.
FdI ha richiamato anche la legge n. 169 del 4 novembre 2024, che rende perseguibile penalmente la maternità surrogata, anche se praticata all’estero da cittadini italiani. Pur distinguendo la maternità surrogata dalla PMA, il partito sottolinea la necessità di rispettare le normative esistenti e si dichiara favorevole, in casi particolari, al ricorso all’adozione come strumento di tutela dei minori.
La replica del sindaco Pd
Non si è fatta attendere la replica del sindaco, che ha risposto in tono piccato: “Interessante che sia FdI a dire che dobbiamo aspettare la legge mentre sono loro al Governo ed è una loro mancanza”.
Sannazzaro, anche segretario provinciale del Partito Democratico, ha risposto sottolineando l’urgenza della situazione: “L’altro giorno mi sono trovato davanti una situazione molto concreta di una famiglia, nonni compresi, unita attorno a una bambina con una mamma che chiede di poterla legittimamente andare a prendere a scuola, a fare sport o cose di questo genere”.
“Destra cuneese in agitazione”: PD difende i diritti dei bambini
All’indomani del riconoscimento ufficiale dei figli di due coppie omogenitoriali a Cuneo e Cavallermaggiore, il Partito Democratico Provinciale di Cuneo interviene con un comunicato inviato a TargatoCN.it, per chiarire la ratio dei provvedimenti e rispondere alle critiche della destra locale. “I Sindaci di Cuneo e Cavallermaggiore hanno registrato figli con due mamme: la destra cuneese scatenata, ma ha capito di cosa si parla?”, si domanda il partito.
Il PD sottolinea che non si tratta di forzature politiche, ma del diritto dei bambini nati in famiglie dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori legalmente riconosciuti: “Due genitori significa due persone che se il bambino finisce in ospedale possono ricevere informazioni dai medici e condividere le scelte sui trattamenti sanitari che riceve. Due persone che possono presentarsi a scuola ai colloqui con gli insegnanti, che possono firmare i documenti, che possono garantire al figlio la stessa serenità giuridica e affettiva di cui godono tutti gli altri bambini”.
Il comunicato del PD non risparmia critiche alla destra cuneese, le cui reazioni le definisce “scomposte”, aggiungendo: “sembra che non riescano a sopravvivere senza un nemico immaginario da additare, senza ergersi a difensori di una presunta “normalità” che esiste solo nelle loro caricature”.
Il comunicato prosegue: “Ridurre la questione a una battaglia ideologica è non solo ingiusto, ma profondamente ipocrita: qui non si parla di ‘forzature politiche’, ma di garantire diritti elementari a minori che già esistono, vivono e crescono nelle nostre comunità”.
Secondo il PD, la destra continua a vivere di battaglie di retroguardia, concentrandosi su un “nemico immaginario” piuttosto che sui problemi concreti dei cittadini: “Una destra che continua a vivere di battaglie di retroguardia, più preoccupata di sorvegliare le scelte private delle persone che di occuparsi dei problemi reali dei cittadini. Una caricatura di politica, maschile e maschilista più che mai, che dietro lo scudo della prima Presidente del Consiglio donna, invece di guardare al futuro, preferisce rimanere inchiodata a un passato che non tornerà più”.

