Che la situazione si stesse inspiegabilmente complicando era diventato chiaro nella giornata di ieri, con la presentazione della cosiddetta ‘clausola salva-idee’, recepita addirittura in modo bipartisan. E oggi ne abbiamo avuto la conferma.
La legge contro l’omotransfobia e la misoginia non approderà alla Camera dei Deputati il 27 luglio prossimo, come previsto e annunciato, ma slitterà di almeno una settimana, come riferito all’Ansa da Francesca Businarolo, deputata 5 Stelle.
Chiederò al presidente Fico lo slittamento di una settimana o al primo calendario utile. Intendiamo chiedere più tempo per poter approfondire alcuni emendamenti accantonati – mentre nella seduta della Commissione di stasera inizieremo a votare quelli non accantonati.
L’intenzione della maggioranza composta da M5S, Pd, Italia Viva e LEU sarebbe quella di recepire alcune richieste arrivate da Forza Italia, tramite emendamenti vari, in modo dall’avere numeri più solidi in aula. Al centro del contendere proprio quella “clausola salva idee” che le associazioni LGBT hanno già bocciato, perché il DDL Zan non abbraccia alcun reato di propaganda e già garantisce la libertà di opinione, fino a quando quest’ultime non si trasformano in diffamazione, incitamento all’odio e alla violenza.
Alessandro Zan, relatore del DDL, sarà chiamato ad un confronto con il forzista Enrico Costa, che solo pochi giorni fa aveva minacciato il voto contrario di Forza Italia nel caso in cui il testo fosse rimasto quello da tutti conosciuto. Costa ha pubblicamente chiesto l’approvazione di un emendamento specifico, che “esclude ogni forma di sanzione di fronte alla libera espressione di un’opinione o di un convincimento e di fronte a condotte che rientrano nel pluralismo delle idee e nella libertà della scelta“.
L’impressione è che la legge contro l’omotransfobia e la misoginia, da giorni bombardata dall’ostruzionismo di Lega e Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia, possa arrivare alla Camera “edulcorata”, ennesimo compromesso del compromesso, vanificando i mesi di lavoro fatti fino ad oggi.

Peccato , " vicisti Galilee !" . In Confederazione Svizzera , nella quale mi onoro di vivere , il deputato Socialista Mathias Reynard è riuscito a battere i Vescovi e gli omofobi dell'UDC vincendo il referendum che voleva abolire una legge - copia dell'originale testo di Zan. Ma questo è un Paese civile , non è il Vatikanistan.