Il video choc del pestaggio ai danni di una coppia gay da parte di 3 ragazzi e una ragazza, a Roma, ha suscitato non poca indignazione e clamore. Se i quattro responsabili, che non hanno precedenti, sono stati individuati, pur dichiarandosi non omofobi, l’urgenza di una legge contro l’omobitransfobia è immediatamente tornata a farsi sentire, con alcune cantanti che hanno deciso di prendere posizione, metterci la faccia.
La più attiva tra tutte è stata Emma Marrone, che ha prima condiviso su X il video dell’aggressione sottolineando come fosse tutto “inammissibile. Non si può restare in silenzio davanti a questa violenza inaudita. Non ci sono più parole“.
Poche ore dopo, direttamente da un palco, Emma ha interrotto il proprio concerto per ribadire il concetto.
“Vorrei spendere due parole per quel video orrendo che sta girando in questi giorni di quella coppia di ragazzi presi a cinghiate, a pugni, a calci, perché questo è un Paese che ancora non riconosce dei diritti. E se quei ragazzi fossero dei vostri figli? L’omofobia è un cazzo di problema in questo Paese, sta diventando una piaga dilagante. Tutti zitti, bravi, nessuno dice niente. Lamentatevi poi per i rigori che si sbagliano nelle partite, lì siamo tutti pornti a parlare, solo di quello ci frega a noi, se ci eliminano dai mondiali, dagli europei. Questi due poveri ragazzi sono stati pestati a sangue. A volte ringrazio Dio di non essere madre, perché non saprei come reagirei davanti ad una scena del genere nei confronti di mio figlio, mia figlia. E forse questo è il problema, perché non sono figli vostri. Se fossero figli vostri, ma fino a quando il problema non ci riguarda stiamo tutti in silenzio. Però l’Italia siamo anche noi, sono le scelte che prendiamo, le cose che vogliamo dire. Invece di rompere le palle alla gente su ogni cosa, su quello che fanno, ogni tanto prendete posizione sui social anche per dire cose etiche, corrette, invece che stare sui social per rompere le palle. Questi sono i problemi di questo Paese. Massacrati di botte. Pensavano a riprendere invece che intervenire. Pensate se fossero i vostri figli!”.
Altro palco, questa volta dal Padova Pride Village Virgo dove erano ospiti, e altra presa di posizione da parte di Paola e Chiara Iezzi, penultime madrine del Roma Pride.
“Queste cose non devono più succedere, nessuno deve essere aggredito, avere paura di camminare per strada mano nella mano perché ama qualcuno. Noi tutti, noi prima di tutto che da sempre ci schieriamo, dal minuto zero, per questa causa e per la comunità, non stiamo qui a parlare soltanto in nome della comunità ma a nome della libertà di tutti perché è a rischio la libertà di tutti noi. Non è solo questione di diritti lgbtqia+ ma questione di diritti di tutti, perché tutti noi non dobbiamo avere paura di camminare per strada e di amare chi vogliamo amare se rispettiamo la libertà altrui. Quello che è successo è terribile. Le istituzioni, il governo, chiunque abbia la facoltà di interrompere e far finire questa cosa deve farlo, con punizioni esemplari, interventi sostanziali e significativi. Basta! Dedichiamo Viva el Amor a quei due ragazzi brutalmente aggrediti“.
Via social è intervenuta anche Annalisa, ultima madrina del Roma Pride che ha ricordato come l’omobitransfobia esista e vada “punita in quanto tale. Che vergogna. Un abbraccio forte ai due ragazzi aggrediti”
#Emma contro l’aggressione omofoba avventura a #Roma: “se fossero i vostri figli?” pic.twitter.com/ctu7NklbQF
— Francesco Sansone🧢 ♊️🌈🎙️✒📗💥 (@Francesco_San83) July 20, 2024
🔴 Poche ore fa, dal palco del @PrideVillageIT, @paolachiara si sono esposte sull’aggressione omofoba avvenuta pochi giorni fa a Roma ai danni di una coppia.#PaolaeChiara pic.twitter.com/FAyCt0QaEg
— Paola & Chiara Updates (@pecupdates) July 20, 2024
