Germania, parola a LSVD+ la più grande associazione LGBTQIA+ tedesca: “La legge sull’autodeterminazione è in bilico”
"Ora è il momento di ampliare e rafforzare le nostre alleanze. Ad esempio, dovremmo mostrare ancora più solidarietà con le organizzazioni di migranti o con le persone colpite dall’abilismo, e viceversa"
"Non solo noi dell’LSVD e la comunità queer, ma anche la maggioranza della popolazione vogliono finalmente la piena uguaglianza per le persone LGBTQIA+ in Germania".
Nel frattempo, l’estrema destra dell’AfD – il partito post-nazista guidato da Alice Weidel – ha raggiunto un allarmante 20%, confermandosi come la seconda forza politica del Paese. Un dato che riflette una tendenza ormai evidente in tutta Europa: la destra populista cresce, compattando un blocco sempre più reazionario su temi come immigrazione, diritti civili e autodeterminazione delle persone LGBTQIA+.
E proprio i diritti queer potrebbero diventare il primo campo di battaglia della nuova fase politica tedesca. Nonostante la Germania sia stata per anni un modello di inclusione e tutela delle minoranze, Friedrich Merz ha già annunciato che la sua priorità sarà revocare la legge sull’autodeterminazione di genere, approvata sotto il governo Scholz. Una dichiarazione che lascia poco spazio a interpretazioni: con la CDU al timone e l’AfD a tirare la corda ancora più a destra, l’onda regressiva potrebbe investire anche un Paese che, finora, aveva resistito.
Di fronte a questa situazione, la comunità LGBTQIA+ e le associazioni queer si trovano in una posizione complessa. Se da un lato esiste una solida struttura istituzionale che protegge i diritti acquisiti, dall’altro è evidente che il clima politico sta cambiando. L’AfD non è più solo un partito di protesta: ha una base elettorale stabile, ha spostato il dibattito pubblico su posizioni apertamente ostili alla comunità LGBTQIA+ e ha influenzato persino le forze più moderate, che ormai sembrano sempre più inclini ad adottare parte della sua retorica per riconquistare voti.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo equilibrio politico? I diritti delle persone LGBTQIA+ sono davvero al sicuro, o diventeranno una merce di scambio nei negoziati di coalizione? E quanto è concreto il rischio che la Germania segua la scia di Paesi come Ungheria e Italia, dove la retorica reazionaria si è trasformata rapidamente in politiche ostili?
Ne abbiamo parlato con Kerstin Thost – portavoce di LSVD+, Federation Queer Diversity, la più grande associazione LGBTQIA+ tedesca – che ci ha offerto un quadro lucido e senza filtri sulla situazione attuale e sulle strategie da adottare per resistere.
Il governo Scholz ha introdotto la legge sull’autodeterminazione e rafforzato le tutele per le persone queer. Con il nuovo scenario politico, questi progressi sono al sicuro o potrebbero diventare terreno di scontro?
In risposta alle nostre domande prima delle elezioni, l’SPD ha confermato che continuerà a sostenere l’uguaglianza legale per le famiglie arcobaleno, un emendamento all’Articolo 3 (3) della Legge Fondamentale per proteggere esplicitamente l’identità sessuale e di genere e la continuazione del Piano d’Azione per la Vita Queer e dell’ufficio del Commissario Queer. A nostro avviso, ora l’SPD ha il dovere di garantire, nei negoziati di coalizione con la CDU, che le questioni centrali della politica queer siano chiaramente ancorate nell’accordo di coalizione.
Non solo noi dell’LSVD e la comunità queer, ma anche la maggioranza della popolazione vogliono finalmente la piena uguaglianza per le persone LGBTQIA+ in Germania. Soprattutto, successi come la Legge sull’Autodeterminazione, che rende la vita molto più semplice per alcuni senza danneggiare nessuno, non devono essere sacrificati. La legge è in bilico, quindi ci affidiamo all’SPD per contrastare la CDU.
Se l’AfD continua a crescere, potrebbe spingere un’agenda reazionaria sui diritti queer, come già visto in altri Paesi europei. Vedete già segnali di un possibile arretramento?
L’odio e la disinformazione sono riemersi sulla scena politica. Stiamo assistendo a un aumento dei discorsi d’odio e dei crimini generati da questa retorica ostile.
Prima delle elezioni anticipate, abbiamo ripetutamente avvertito che la campagna elettorale non doveva essere condotta sulla pelle delle persone queer. Tuttavia, i pregiudizi sono stati alimentati, ad esempio dall’AfD contro il matrimonio egualitario e da diversi partiti (tra cui CDU, AfD e BSW) contro le persone trans* e non binarie. Negli ultimi mesi è diventato sempre più preoccupante vedere partiti centristi cercare di riconquistare l’elettorato appropriandosi dei discorsi e delle politiche dell’AfD.
Una manifestazione di Alternative for Deutchaldn
La polarizzazione politica in Germania sta aumentando. C’è il rischio che il movimento LGBTQIA+ venga strumentalizzato da entrambe le parti, diventando un tema divisivo piuttosto che unificante?
La comunità queer viene deliberatamente strumentalizzata per dividere la società. I diritti umani delle persone LGBTQIA+ e il fatto di sollevare queste questioni non rappresentano una minaccia per la democrazia, ma ne sono il cuore stesso.
La comunità LGBTQIA+ tedesca è storicamente ben organizzata e connessa a livello istituzionale. Quali strategie potrebbe adottare per impedire all’estrema destra di normalizzare la retorica anti-queer?
Ora è il momento di ampliare e rafforzare le nostre alleanze. Ad esempio, dovremmo mostrare ancora più solidarietà con le organizzazioni di migranti o con le persone colpite dall’abilismo, e viceversa. Prima o poi, gli attacchi a gruppi marginalizzati colpiranno l’intera società civile.
Dobbiamo anche reclutare più membri e sostenitori per migliorare ulteriormente il nostro lavoro sui temi LGBTQIA+. Inoltre, dobbiamo imparare dalla comunità queer di altri Paesi: come affrontano loro il contraccolpo?
È importante comprendere queste questioni come parte di un più ampio cambiamento culturale e politico, legato a sviluppi simili nei Paesi vicini e all’estero. Stiamo assistendo a figure politiche che includono apertamente politiche anti-queer e anti-trans nelle loro campagne, come parte di uno sforzo più grande per usare i gruppi marginalizzati come capri espiatori per problemi sociali più ampi, legittimando al contempo discriminazione e odio nei loro confronti.
Dobbiamo migliorare la nostra capacità di diffondere fatti sulla diversità sociale piuttosto che disinformazione. Il dialogo non deve avvenire solo con i politici, ma anche con i media: è un passaggio chiave per contrastare questa tendenza.