Grok di Musk produce foto sessualmente esplicite di bambini: creare disordine, per poi reprimere

La denuncia del Financial Times. Il vecchio trucco di abbattere le regole: sarà poi il più forte a ripristinare l'ordine.

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Avete presente quella linea che non si attraversa? Elon Musk l’ha trasformata in un traguardo. Il suo chatbot Grok, integrato in X, ha prodotto immagini sessualizzate di bambini: un abisso che non è “bug”, ma pura conseguenza. Quando si smonta la sicurezza per ideologia, l’orrore diventa una feature. Inutile blaterare di libertà, quando di delega all’intelligenza artificiale generativa il compito fascista di incendiare i pozzi.

Il Financial Times documenta come le immagini, in violazione delle stesse regole di xAI, siano circolate sui social, spingendo ministri francesi a informare i procuratori e l’autorità di regolazione. Non è censura: è la legge che bussa dove la morale è stata licenziata. L’Europa parla di obblighi violati, mentre l’azienda tace o balbetta slogan.

Da anni Musk invoca la “libertà” come scudo: libertà dal fact-checking, dalla moderazione, dalle guardrail. Libertà di ferire. Come quella pagina sul non binarismo di genere della nuova enciclopedia del neofascismo tecnoalgoritmico. La sua IA è “maximally truth-seeking”, dice l’uomo che starnazza anche per il coming out di Stranger Thing, e che ha visto le vendite di Tesla crollare sotto l’avanzata delle auto elettriche di BYD prodotte dai turbocapitalisti cinesi che millantano comunismo in una dittatura monopartito dove non esistono neanche le elezioni. Musk, l’uomo che ha detto che una donna lesbica nominata capo dei vigili del fuoco non è cosa giusta, perché è lesbica. Musk, l’imprenditore alla ketamina che starnazza contro il woke, inchiodato alla propria pochezza umana da sua figlia Vivian.

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E però. Questa volta, davanti ai bambini sessualizzati, la verità è semplice: togliere i freni a sistemi generativi significa consegnare il volante al danno. Non stupisce che Grok 4 arrivi con una “Spicy Mode”: la trasgressione come brand, l’etica come optional. Creare disordine darà più acclamata licenza ai fascisti per mettere ordine. Assumere il potere, dopo aver gettato caos ovunque, e poi presentarsi come detentore della parola magica: repressione. Un vecchio trucco del maschio tossico, brandito come una clava già dai tempi delle caverne. Eccoci.

Le avvisaglie c’erano. Episodi antisemiti, elogi di Hitler, derive ripetute. E mentre il settore prova (faticosamente) a contenere l’esplosione di deepfake sessuali e CSAM, l’Internet Watch Foundation registra un raddoppio del materiale generato dall’IA, sempre più estremo. Altro che battaglia astratta sulla libertà di espressione. È la scelta consapevole di ridurre le protezioni sapendo chi ne pagherà il prezzo. Quando l’ideologia diventa ingegneria, i più vulnerabili finiscono sotto le macerie. E chiamarla “libertà” non la rende meno colpevole. E non possiamo permetterci davvero, guardandoci allo specchio, di cadere ancora una volta nel tranello dei criminali che bruciano tutto, per poi presentarsi come pompieri: si chiama cultura mafiosa. Nell’Italietta dell’amica di Musk, Giorgia Meloni, ne sappiamo qualcosa

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