Il ministro Zangrillo di Forza Italia bullo come Trump: “I matrimoni gay non aiutano la crescita demografica”

Il ministro di Forza Italia preferirebbe Marina Berlusconi a Piersilvio per una eventuale discesa in campo.

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Il ministro della P.A. Paolo Zangrillo, di Forza Italia, ha sottolineato come il matrimonio gay non aiuti nella crescita demografica: ha poi speso parole in favore di una discesa in campo di Marina Berlusconi, da lui preferita a Piersilvio.
Il ministro della P.A. Paolo Zangrillo, di Forza Italia, ha sottolineato come il matrimonio gay non aiuti nella crescita demografica: ha poi speso parole in favore di una discesa in campo di Marina Berlusconi, da lui preferita a Piersilvio.
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In un’intervista rilasciata alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1, condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, Paolo Zangrillo – ministro per la Pubblica Amministrazione in quota Forza Italia del Governo Meloni – ha espresso le proprie opinioni su svariati temi di attualità. Tra le altre cose, il ministro ha detto la sua sulla questione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, diritto non riconosciuto in Italia, unico paese del G7 insieme al Giappone a non aver equiparato il matrimonio tra coppie eterosessuali ed omosessuali.

Pur dichiarando di non essere contrario, Zangrillo ha affermato:

“non aiutano la crescita demografica del Paese”

La dichiarazione risuona come un vero e proprio atto di bullismo, considerando che il Governo Meloni ha fatto di tutto, sin dall’inizio della legislatura, per cancellare la possibilità che le persone LGBTIAQ+ possano vedere riconosciuta la propria famiglia nel nostro Paese. Dalla circolare Piantedosi che ha sollecitato procure e tribunali a cancellare madri e padri di figli di coppie omogenitoriali dall’anagrafe alla persecuzione universale della tecnica di gestazione per altri, il Governo Meloni si è speso con tenacia per sfruttare al meglio il vuoto legislativo italiano in materia di diritti delle famiglie arcobaleno (è di qualche giorno fa una sentenza che fa giustizia sul tema dei cognomi dei figli di coppie lesbiche e di coppie gay).

Quello della crescita demografica combinata alla persecuzione delle famiglie omogenitoriali è un corto-circuito ideologico in verità caro anche alla premier Meloni, che aveva promesso qualunque cosa, pur di mettere le famiglie italiane nelle condizioni di avere più figli: secondo l’Istat però i dati della genitorialità in Italia sono ai minimi storici proprio con il Governo Meloni:

“Il numero medio di figli per donna scende a 1,20 nel 2024, da 1,24 del 2023, e si avvicina al minimo storico del 1995 quando si arrivò a 1,19. La media Ue è 1,46“

Un quadro impietoso oggetto anche di uno studio della Bocconi e dell’Università di Trento.

 

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L’atteggiamento bullo del ministro Zangrillo

Il ministro, che appartiene a quella Forza Italia che Marina Berlusconi vorrebbe rendere una forza liberale, si prodiga dunque in un sottile e sadico atteggiamento da bullo, che tira in ballo argomentazioni biologiche più che sociali, ricalcando – si spera suo malgrado – l’atteggiamento bully del neo-presidente americano Donald Trump, sotto la cui amministrazione proprio in queste ore viene messo in discussione il diritto al matrimonio egualitario in uno stato USA.

Come altrimenti definire, se non un prodotto di un atteggiamento da bulli, l’accusa alle persone LGBTIAQ+ di non contribuire alla crescita demografica italiana proprio da un membro di quel governo che sta facendo di tutto affinché le coppie LGBTIAQ+ non abbiano figli?

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marina berlusconi biografia e carriera
Marina Berlusconi

Marina Berlusconi preferita a Piersilvio

Nel corso dell’intervista, si è discusso anche di politica interna e, in particolare, di un’ipotetica candidatura proprio di Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e del Gruppo Mondadori, oppure dell’amministratore delegato Mediaset Piersilvio Berlusconi, entrambi creditori per decine di milioni di euro del partito guidato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Proprio Marina Berlusconi recentemente era tornata sul tema del matrimonio egualitario, dichiarandosi favorevole.

Per il ministro Zangrillo, la figura di Marina avrebbe “un impatto superiore” rispetto a Piersilvio, perché donna e grande imprenditrice, capace di dire la sua sul Paese e motivata nel proprio ruolo. Una dichiarazione che, inevitabilmente, solleva ipotesi e speculazioni su possibili future mosse politiche della famiglia Berlusconi, anche alla luce delle ripetute allusioni a questa ipotesi sottolineate da Francesca Pascale, amica storica di Marina che già lo scorso giugno aveva dichiarato di sentirsi vicina alla sinistra su temi legati ai diritti civili. Di certo Forza Italian non sembra seguirla.

A tal proposito – e chissà, forse proprio per ripulire Forza Italia da personaggi come Zangrillo – Pier Silvio Berlusconi aveva auspicato qualche mese fa un cambiamento profondo: il desiderio espresso da Berlusconi, e trapelato sulla stampa, è che sia necessario ringiovanire il partito, e trasformare la “Forza Italia di resistenza” in “Forza Italia di sfida, per attrarre nuovi elettori con volti e linguaggi diversi.

Chi è il ministro Zangrillo

Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Milano nel 1987, il ministro inizia a lavorare presso Magneti Marelli, dove dal 1992 al 2005 ricopre importanti ruoli nella gestione delle risorse umane. Successivamente, prosegue la sua carriera come responsabile HR in Teksid (Gruppo Fiat), Fiat Powertrain Technologies (diventata Fiat Chrysler) in veste di vice presidente e, in seguito, presso IVECO.

Dal 2011 al 2017 assume l’incarico di direttore del Personale e dell’Organizzazione per Acea. Nel 2018 viene eletto deputato con Forza Italia e, durante la XVIII legislatura, è membro della Commissione Lavoro nonché Capogruppo del partito. Sempre dal 2018 è Commissario regionale di Forza Italia in Piemonte e, in via temporanea, per la Valle d’Aosta.

Alle elezioni del 2022 viene quindi eletto senatore nel collegio uninominale Piemonte 04 (Alessandria). Infine, il 22 ottobre dello stesso anno, presta giuramento di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e assume la carica di ministro per la Pubblica amministrazione nel governo Meloni.

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