“In città mancano visibilità e rappresentazione queer”: parola a Cremona Pride 2024, sabato 6 luglio – INTERVISTA

Abbiamo intervistato lo staff di Cremona Pride: punti politici, rivendicazioni, accessibilità. Ritrovo sabato 6 luglio alle 15:30 in Piazza Stradivari

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cremona pride 2024
Cremona Pride, il 30 maggio 2026 la terza edizione
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In vista del Cremona Pride previsto per sabato 6 luglio, abbiamo intervistato lo staff della manifestazione. Attraverso questa intervista, emergono non solo i dettagli dell’evento, come quelli relativi alle strategie di accessibilità attuate quest’anno, ma anche le collaborazioni, le iniziative correlate e, in particolar modo, le motivazioni politiche che animano la manifestazione.

Il ritrovo del Cremona Pride è fissato per le 15:30 in Piazza Stradivari, con la parata che si snoderà attraverso le strade centrali di Cremona per ritornare nella Piazza Stradivari dove sono previsti interventi del comitato organizzatore e delɜ ospiti. Dalle 20 ci sarà il Pride Party al Parco Lungo Po Europa con ospiti come Myss Keta e BigMama (il luogo della festa è raggiungibile a piedi con una passeggiata di 20 minuti).

Leggi qui sotto l’intervista completa. 

Cremona Pride 2024 – INTERVISTA

Presentazione del comitato organizzatore: chi siete (associazioni, persone ecc. che si vogliano menzionare)

Il Comitato organizzatore è appunto l’associazione locale “Comitato Cremona Pride” che ha lavorato in questa edizione assieme ad Arcigay Cremona ma anche ad altre realtà locali, in particolare il circolo Arci Arcipelago.

Ci sono altre realtà locali che sostengono e partecipano alla vostra iniziativa? Ce ne sono alcune di cui vorreste parlarci?

Abbiamo ricevuto il supporto di diverse realtà locali oltre a quelle menzionate sopra. Tante associazioni, organizzazioni e realtà cittadine hanno comunicato la propria adesione. Con diverse abbiamo realizzato eventi e momenti di sensibilizzazione (oltre ai già citati circoli Arci pensiamo al Cinema Filo, ai Giovani Democratici di Cremona, al Porte Aperte Festival e al Tanta Robba Festival e molte altre), arrivando anche a Mantova e Piacenza, grazie ai rapporti che stiamo stabilendo con le realtà dei territori confinanti (Arcigay Piacenza e Arcigay Mantova). Con alcune realtà cremonesi abbiamo collaborato tramite eventi di formazione e D&I (come nel caso di Growens) e altre parteciperanno attivamente al pride come la Junion Band. Insomma, sono tante e ne siamo felici, sul sito www.cremonapride.it le abbiamo elencate tutte.

Qual è il rapporto della comunità queer locale con il sindaco e la giunta?

Un qualcosa che possa definirsi in senso esteso “comunità cremonese” sta prendendo luce proprio negli ultimi anni, essendo Cremona un centro vicino a Milano ha spesso risentito del fatto che tante e tanti hanno dovuto o voluto spostarsi. Ultimamente sentiamo di poter dire che si sta rinnovando un senso di appartenenza tra persone LGBTQIA+ che vivono a Cremona, seppure con idee e pensieri anche politici differenti. A livello politico cittadino in quest’ultimo anno abbiamo realizzato svariati eventi, riscontrando il supporto di diversi rappresentanti delle Istituzioni nell’area di centro sinistra, che si sono dimostrati più attenti alle nostre richieste di formazione e sensibilizzazione sui temi LGBTQIA+. Il nuovo sindaco è stato eletto da pochissimi giorni, ci auguriamo che questo percorso non solo continui ma migliori e che le nostre richieste espresse nel manifesto vengano accolte.

Che impatto ha sulla vostra città/il vostro territorio un Pride? 

Crediamo che il Pride per Cremona sia importantissimo. In città mancano visibilità e rappresentazione queer e troppo spesso questi argomenti sono osteggiati dai movimenti politici e culturali più “conservatori”, il che ha reso molto difficile l’attivismo e ha contribuito a far migrare molte persone LGBTQIA+. Come ogni territorio di provincia, anche il nostro è teatro di omotransfobia. Crediamo sia ora che il tessuto cittadino e provinciale accolgano le esistenze LGBTQIA+ come parti visibili e concrete.

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Comune e Regione hanno dato patrocinio al Pride? Quali istituzioni locali avete dichiaratamente dalla vostra parte? E quali no, e perché?

Abbiamo il patrocinio del Comune di Cremona, del Comune di Crema e del Politecnico di Milano. Come dicevamo sopra, gli ambienti politici conservatori e quelli in area centro destra hanno invece espresso più volte e in più modi contrarietà verso la manifestazione.

Ci sono delle iniziative correlate alla manifestazione del Pride che vi sembrano importanti (che fate o che avete fatto)?

Di iniziative ne abbiamo fatto davvero tantissime. Abbiamo deciso due anni fa di creare un lungo percorso di costruzione di comunità. Ogni mese abbiamo garantito un aperitivo LGBTQIA+ che ha raccolto persone da tutta la provincia all’Antica Osteria del Fico, ma abbiamo creato momenti di socializzazione in tanti altri luoghi, che fossero locali o che fossero luoghi di cultura (librerie, teatri, circoli). Abbiamo realizzato cineforum, manifestazioni (come quella del 17 maggio o quella per commemorare la scomparsa di Cloe Bianco o ancora il presidio contro l’omofobia quando nel 2023 una coppia gay fu aggredita a Casalmaggiore, in provincia di Cremona). Abbiamo anche creato dibattiti sui temi più svariati coinvolgendo più realtà possibili.

Avete previsto delle attenzioni particolari in merito all’accessibilità? 

Sì, il nostro sito ha un’intera sezione – in aggiornamento – dedicata all’accessibilità. Abbiamo previsto una zona bianca con dei volontari a supporto, delle carrozzine di backup, varie accortezze per permettere alle persone con disabilità di assistere al meglio ai discorsi finali, delle dirette social dell’evento e abbiamo scelto il percorso previa approvazione di un gruppo interno dedicato all’accessibilità.

In questi anni di governo delle destre, come considerate vengano affrontate, sostenute o contrastate le istanze che il vostro Pride vuole portare avanti?

Il nostro manifesto comprende diversi punti che le destre contrastano da sempre, a partire dal matrimonio egualitario, passando per il riconoscimento delle e dei figli di coppie omogenitoriali, arrivando all’educazione alle differenze nelle scuole e un impegno attivo nella lotta politica – ma anche culturale – all’omotransfobia. Tutte istanze che le destre purtroppo osteggiano.

Su quali rivendicazioni ritenete che ci sia ancora bisogno di manifestare, scendere in piazza e fare un Pride?

Tutto ciò che, appunto, abbiamo specificato nel manifesto. I nostri due motti sono “Un posto nel mondo” e “Tutti gli altri 364 giorni” – a significare che vogliamo la fine delle discriminazioni sistemiche verso le persone LGBTQIA+ e le vogliamo tutto l’anno, non solo il giorno del Pride.

 

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