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La nevrosi di Trump, la censura di DeepSeek, la lista gay di Putin e Malgioglio

Vogliono tutti mettere ordine contro il nostro "disordine". Ma che c'entra Malgioglio? Non c'è nulla di più efficiente di una serva di regime.

Trump Malgioglio Putin Xi Jinping
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Vogliono tutti mettere ordine contro noi, orgogliose identità, fiere scintille di un nuovo luminoso disordine.

Gli Stati Uniti sembrano rapiti da una nevrosi compulsiva che ha come bersaglio preciso le persone LGBTIAQ+, mentre la Russia promuove una lista di persone LGBTIAQ+ da schedare ed escludere dalle cariche, e dalla Cina l’AI DeepSeek si rifiuta di parlare del regime di Xi Jinping e delle sue responsabilità per la condizione delle persone gay lesbiche bisessuali transgender intersessuali.

Trump vuole impedire alle persone trans minori di 19 anni di accedere a percorsi affermativi, bloccando qualsiasi possibilità di autodeterminazione. Vuole inoltre interrompere gli aiuti americani destinati a progetti per i diritti LGBTIAQ+ in tutto il mondo, un colpo a chi, in Paesi più repressivi, lotta ogni giorno per la sopravvivenza. La sua ossessione per il controllo sui corpi e sulle identità non è nuova. Durante la sua presidenza, aveva già imposto un divieto ai militari trans nell’esercito USA: qui tutta la cronologia del rapporto tra esercito US e persone trans. Una politica che ha spinto molti soldati a lasciare il servizio o a vivere la propria identità nell’ombra. L’aviatrice trans Emily Shilling ha sbugiardato l’inquilino della Casa Bianca e lo ha fatto entrando nei dettagli dei suoi 19 anni al servizio dell’esercito. La psicosi suprematista trumpiana si è poi superata davanti al disastro aereo di Washington: il tycoon ha incolpato le politiche inclusive, per smentirsi dopo meno di 48 ore.

Russia e Slovacchia: la repressione di Stato

Trump non è solo. Il modello repressivo cresce e si rafforza in un mondo. In Russia, il governo ha istituito un registro ufficiale delle persone LGBTIAQ+, una lista gay da brividi, un’operazione di persecuzione di massa che richiama scenari da incubo. In Slovacchia, il governo guidato da Robert Fico, in perfetto allineamento con Vladimir Putin, ha proposto una legge anti-trans che vieta alle persone transgender di modificare i propri documenti e toglie ogni riconoscimento legale alle coppie omosessuali.

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Nuove generazioni, vandalismi e nuove tecnologie

Nel Regno Unito, i numeri raccontano la realtà: i giovani che si identificano come lesbiche, gay o bisessuali è quadruplicato nell’ultimo decennio. Un segnale forte di come le nuove generazioni, nonostante la repressione, si riconoscano sempre più nelle identità queer.

Dalla Cina, dove l’omosessualità è ancora fortemente stigmatizzata, la nuova intelligenza artificiale DeepSeek ha sconvolto il mercato. Abbiamo condotto un test. Poche semplici domande su questioni LGBTIAQ+ per capire che c’è un corposo impedimento di censura: ecco il nostro esperimento.

Assistiamo a un impressionante rigurgito globale di odio anti-LGBTIAQ+ istituzionalizzato. Il Presidente argentino Milei, vezzeggiato ad Atreju come grande riformatore dalla premier Meloni che lo ha definito rivoluzionario, durante una conferenza dal World Economic Forum di Davos ha accusato la nostra comunità di pedofilia.

Italia: ipocrisie e ingiustizie

E poi c’è l’Italia, dove la lotta per i diritti si gioca tra repressione, paternalismo e passi falsi. A Perugia, Clara Pastorelli, assessora di Fratelli d’Italia, durante un dibattito in aula, ha messo sullo stesso piano identità queer e disturbi alimentari.

A Napoli, è stato scarcerato il padre che aveva torturato il figlio di 15 anni per aver fatto coming out. L’uomo è tornato libero ed è stato accolto da in un clima di festa, tra i fuochi d’artificio. A Roma, invece, un insegnante è stato insultato con epiteti omofobici da una sua collega per aver parlato di inclusione durante un dibattito legato al film Il ragazzo dai pantaloni rosa.

Conferme sul clima italiano arrivano dall’imminente Sanremo: se infatti Madonna non teme di accusare Trump di fascismo, il co-conduttore del festival Cristiano Malgioglio se ne guarda bene e dichiara: “Non parlerò di diritti LGBT. Trump? Non seguo. Non serve DeepSeek per la censura: non c’è nulla di più efficiente di una serva di regime.

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