Laura Boldrini: “basta fake news sulla legge contro l’Omofobia, basta manipolare i fatti alterando la realtà”

Ma Pillon, Adinolfi e Massimo Gandolfini continuano a diffondere menzogne: "è una legge fascista degna delle peggiori dittature".

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La destra italica è già partita all’attacco della legge contro l’omotransfobia. Se nella giornata di ieri Matteo Salvini ha indecentemente chiesto una legge contro l’eterofobia, chi è a favore del DDL Zan è tornato a far sentire la propria voce. Dopo Monica Cirinnà e le varie associazioni LGBT nazionali, anche Laura Boldrini, ex presidente della Camera, ha ribadito la necessità di una legge, che “l’Italia aspetta da 25 anni”.

Ora ci siamo. Il relatore Zan ha depositato alla Camera dei Deputati, in Commissione Giustizia, un testo che raccoglie i contenuti di diverse proposte compresa la mia. Un testo sul quale continuano a circolare menzogne: «incentiva la pedofilia», «è liberticida», «mette il bavaglio alle opinioni». Allora facciamo chiarezza: questa legge non punirà le opinioni di nessuno, ma gli atti concreti di discriminazione e di violenza contro omosessuali, transessuali e donne, fornendo loro protezione secondo il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione. Si può non condividerne il contenuto, ma non si possono manipolare i fatti alterando la realtà. Questa sarà una legge di civiltà, per un Paese migliore.

Parole che avranno fatto fischiare le orecchie a molti, a troppi. Peccato che noncuranti costoro continuino a diffondere menzogne, alimentando disinformazione. Il leghista Simone Pillon ha pubblicato la foto di un Pride estero con un Cristo in croce sui tacchi e una drag al suo fianco, tornando così a spargere veleno: Dire che questa è una porcata blasfema costerà 18 mesi di galera, col sequestro di patente, passaporto e licenza di caccia. Poi scatterà la rieducazione con l’odiato omofobo obbligato al lavoro gratuito per le associazioni LGBT Ma ovviamente per i giornaloni il pdl Zan Scalfarotto Boldrini non è liberticida ma una conquista di civiltà. VERGOGNA. Vogliono chiudere la bocca a chi non si allinea col gender mainstreaming. E con l’occasione si prendono 4 milioni di Euro per portare tutto questo ai bambini nelle scuole“. Tutto ciò, neanche a dirlo, non è vero. Si potrà continuare a dire che una simile rappresentazione di Cristo sia blasfema, senza andare incontro a nulla.  Che un leghista si permetta però di parlare di denaro, quando tutti noi contribuenti vorremmo ancora sapere che fine abbiano fatto i 49 milioni di euro scomparsi dalle casse del Carroccio, fa alquanto sorridere.

Mario Adinolfi, dal canto suo, non ha perso occasione per continuare a dire che “qualsiasi deprecabile atto di violenza contro un omosessuale è già punibile con aggravanti derivanti dai futili e abietti motivi. Questa legge, con la fattispecie della “istigazione all’odio omofobico” intende semplicemente limitare fortemente la libertà d’espressione di chi resiste alla propaganda Lgbt ormai sbarcata in forze persino su Gaiuno”. Massimo Gandolfini, leader del Family Day, ha infine parlato di “liberticida ddl Zan”, chiamando in piazza il popolo ultracattolico d’Italia.

Istituisce, ma non definisce, il reato di omotransfobia, lasciando alla magistratura amplissimi margini di interpretazione che rischiano di colpire la libera espressione del pensiero; menziona una controversa identità di genere – contestata anche dalle femministe – che basandosi sull’autopercezione può comprendere oltre 50 definizioni; stanzia 4 mln di euro per le attività di propaganda dei movimenti LGTB in un momento di crisi economica senza precedenti, che vede famiglie e imprese sul lastrico; stabilisce pene da 18 mesi a 6 anni di galera che potranno essere comminate anche a chi semplicemente si impegna per promuovere il diritto naturale di ogni bambino ad avere un padre e una madre o definisce come ‘un abominio’ contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto. Oltretutto, come nei campi di rieducazione delle peggiori dittature, il disegno di legge prevede che il condannato presti un’attività non retribuita presso le associazioni del mondo LGBT. In conclusione, si tratta di una legge fascista degna delle peggiori dittature. Tutto questo avviene malgrado nell’ordinamento italiano non ci sia alcun vuoto normativo che ostacoli la repressione e la sanzione di atti discriminatori o violenti contro le persone sulla base del loro orientamento sessuale: la pari dignità di tutti i cittadini è infatti riconosciuta pienamente dall’articolo 3 della Costituzione e il Codice Penale prevede le aggravanti per futili motivi, ove necessarie, per inasprire le pene nei confronti di chi si renda responsabile di queste violenze e discriminazioni. Oltretutto i dati del Ministero dell’Interno e dell’Agenzia Europea dei Diritti indicano l’Italia come uno dei Paesi più accoglienti del mondo, dove gli atti di discriminazione non superano le poche decine di denunce l’anno. La legge bavaglio Zan è dunque inutile, dannosa e figlia di una visione ideologica tesa ad impedire l’agibilità politica di milioni di italiani che si riconoscono nella visione della famiglia naturale come delineata nella Costituzione. Per questo motivo facciamo un accorato appello a tutti i parlamentari e a tutte le forze politiche che hanno a cuore la democrazia e la libera espressione del pensiero. La legge sull’omotransfobia potrebbe un giorno mettere il bavaglio anche ai loro partiti e condizionare fortemente le loro proposte in materia di politiche familiari, bioetica, filiazione, welfare, sanità pubblica, anagrafica, scuola e cittadinanza. In particolare mi rivolgo ai politici cattolici affinché si rendano conto del grave limite alla libertà religiosa; infatti, potrebbe essere oggetto di condanna persino una frase come quella di Papa Francesco in Amoris Laetitia, che dice che ‘non esistono analogie neppure remote fra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sulla famiglia’. Quindi chi chiude gli occhi oggi sarà complice della sua condanna domani. Dal canto nostro faremo tutto ciò che è possibile per fermare questo disegno di legge inutile, in attesa che le disposizioni vigenti per la libera manifestazione del dissenso consentano di tornare in piazza senza limitazioni.

La battaglia sul DDL, tanto dentro quanto fuori dal parlamento, è ormai alle porte. Rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci al peggio, perché sarà senza esclusione di colpi.

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Franzc Dereck 2.7.20 - 11:54

La CEI in prima persona e poi tramite le sue creature Adinolfi , Gandolfini , Pillon et similia , ha veramente tanta paura di questa legge per la semplice ragione che impedirà di additare e stigmatizzare il " maligno " il " disordinato" , chi esce dai canoni da loro stabiliti e controllati da duemila anni . Un poco levare loro quell'ultima briciola di potere sulla Società italiana e confinarli in un limbo che prelude la loro sparizione. Mai visto , nella CEI , un simile impegno contro le malversazioni !

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