Laverne Cox chiama alla resistenza dinanzi alla transfobia di Trump: “Mi rifiuto di essere una vittima”

"Come persone trans le nostre identità sono state criminalizzate e abbiamo comunque trovato il modo di costruirci una comunità. Questo è ciò che le persone queer e trans hanno sempre fatto, da quando esistono"

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Laverne Cox vs. Trump
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Da pochi giorni Laverne Cox è tornata alla serialità televisiva grazie a Clean Slate, sit-com da lei co-creata per Prime Video ma con amara sorpresa per i fan italiani dell’ex volto di Orange is the New Black.

Clean Slate e il caso Prime Video Italia

Laverne Cox chiama alla resistenza dinanzi alla transfobia di Trump: "Mi rifiuto di essere una vittima" - Clean State poster - Gay.it

Perché Clean Slate è disponibile solo in lingua inglese e tedesca, con i sottotitoli in inglese, tedesco e spagnolo. Niente italiano. Un’anomalia per Prime Video, che solitamente almeno i sottotitoli nella nostra lingua li fa sempre trovare, per una serie evidentemente indigesta all’attuale inquilino della Casa Bianca proprio a causa di Laverne Cox, sua protagonista indiscussa.

Al centro della trama troviamo Harry Slate, lo schietto proprietario di un autolavaggio (il comico George Wallace) emozionato dal poter accogliere il figliə dopo due decenni di lontananza. Ma davanti a lui si presenta “una donna trans determinata e orgogliosa di nome Desiree (Cox)” che dovrà confrontarsi con le sue convinzioni più profonde e con il suo modo di fare le cose.

Laverne Cox vs. Donald Trump

Intervistata da Pink News per il lancio della sit-com, Cox ha confessato di essere scoppiata a piangere, quando Donald Trump ha rivinto le elezioni tornando così alla Casa Bianca. Ma colei che ha fatto la storia della rappresentazione trans sul piccolo schermo grazie all’iconico ruolo di Sophia Burset in Orange Is The New Black, non ha alcuna intenzione di abbassare la testa.

“Niente di tutto questo dovrebbe sorprenderci, è ciò che i conservatori fanno in questo Paese da decenni”, ha ricordato Laverne. “Non dobbiamo catastrofizzare, dobbiamo ricordarci che abbiamo già vissuto tutto questo. Come persone trans le nostre identità sono state criminalizzate e abbiamo comunque trovato il modo di costruirci una comunità, per avere gioia ed essere noi stessə. Io e le mie amiche usciamo insieme, abbiamo una comunità, ci sosteniamo a vicenda. Questo è ciò che le persone queer e trans hanno sempre fatto da quando esistono”, ha precisato Cox, aggiungendo che quando non si può fare nulla contro le leggi, l’amore prevale.

“Forse possiamo anche elaborare una strategia coesa per combattere questa roba”. “Mi rifiuto di essere una vittima. Dobbiamo rifiutarci di essere vittimizzatə da tutto questo”.

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Il mese scorso Cox aveva applaudito la storica nomination agli Oscar di Karla Sofia Gascon, poi travolta dallo scandalo X e di fatto indecentemente bandita da Hollywood, sottolineando proprio come dinanzi alla transfobia di matrice trumpiana fosse necessaria una “rivolta, dobbiamo unirci per combatterli, ci stanno cancellando“.

Realtà a cui potrebbe andare incontro proprio Clean Slate, sit-com lanciata quasi in sordina, senza troppa promozione, con addirittura appena tre lingue a disposizione tra i sottotitoli in tutto il mondo, Italia esclusa. D’altronde il clima politico che si vive in America è da far tremare i polsi a milioni di persone. In 3 settimane Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale” e litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti.

Migliaia di americani sono scesi in strada, la scorsa settimana, con 50 Piazze in 50 Stati in un solo giorno,  mentre il mondo dello star system a stelle e strisce accetta e digerisce il miliardario Kanye West, che si è appena definito un “hitleriano e nazista che domina sua moglie” ma cancella l’attrice trans Karla Sofia Gascon per una decina di tweet scritti tra 2018 e il 2021.

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