Cos’è quel velo ironicamente stampata che indossa Mahmood nel video di “RA TA TA” suo nuovo singolo uscito da poche ore? Dopo averci raccontato di quand’era cicciottello, Alessandro non lesina le sue folgoranti apparizioni ultra-fashion ma, al contrario di molti colleghi, non si lascia ammaliare soltanto dai brand che mettono mano al portafogli. Anzi. E come dice la nuova canzone che ascolteremo da stanotte: “Tu li vedrai ballare puntando al cielo le lame“.
Non sappiamo se con consapevolezza o semplice scelta di moda, dopo aver mostrato di recente via social la propria vicinanza ai palestinesi durante questi mesi di aggressione sanguinaria a Gaza da parte del governo israeliano del fascista Netanyahu, Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, per il video di RA TA TA (testo dello stesso Mahmood musica di Katoo e Madfingerz) indossa un velo di chiffon indonesiano sul quale, tra le altre cose, sarebbe stampato l’indirizzo della Knesset, il parlamento israeliano, scritto in lingua araba.
“Tu li vedrai ballare puntando al cielo le lame”
⚔️ RA TA TA ⚔️
FUORI DOMANI A MEZZANOTTE pic.twitter.com/mPPUpyjEP6— Mahmood (@Mahmood_Music) June 12, 2024
Si tratterebbe del brand palestinese “Trashy Clothing” fondato dai designer Shukri Lawrence e Omar Braika. Il brand si definisce sul proprio sito come “audace mix di satira, kitsch e arguzia” ed ha come obiettivo – oltre a quello di fare profitto – anche di “affrontare le difficili circostanze politiche diffondendo un design che affermi una resistenza anticoloniale e una gioiosa militanza artistica“.
Il velo o sciarpa che dir si voglia, indossato da Mahmood nel video di RA TA TA è già tutto esaurito e costa 65 dollari americani. Si veda qui sotto lo screenshot dell’ecommerce.

Di fronte all’occupazione in corso, il brand Trashy Clothing vorrebbe trasformare la gioia in arma di provocazione, attraverso l’umorismo. Nella collezione c’è pure un’assai ironica e stupenda shopping bag con il volto di Zac Efron, alla modica cifra di 80 dollari americani, per irridere, ma al contempo anche amare sfrenatamente, un certo iconico e sessualissimo manzismo coloniale made in USA.
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Lawrence e Braika dicono che Trashy Clothing “mette in discussione le geografie occidentali, le dinamiche di potere e le norme estetiche che dominano l’industria della moda contemporanea“.
Trashy Cloithing affronta nelle sue collezioni questioni di genere, sessualità, etnia, dichiarano i due. La moda diventa così un modo per sovvertire l’ordine ad oggi costituito, criticare l’imperialismo occidentale e diffondere stilemi, icone, colori, trame e gusti della musica araba e della cultura popolare del Medio Oriente e del Nord Africa. Nel caos di Mahmood c’è sempre una traccia di solida coerenza.

Anche la tuta che Mahmood indossa nel video (in cui moto e auto driftano tra bambini che scappano e ragazzi che alzano al cielo le lame!) è del brand Trashy Clothing come si evince da questo video:
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Reduce dallo spassosissimo duetto trash a Tale e quale show Spagna, va detto che già qualche tempo fa Mahmood, da sempre affascinato dalla moda e conteso dai più grandi brand del pianeta, aveva osato un’incursione in quel frangenti fashion-indie dove tutto è sperimentazione e messaggio, recitando con baci e nudità omo in un cortometraggio super-queer del designer e direttore creativo americano Willy Chavarria (qui il video integrale).

Fedele alla propria vita in perenne transizione, Mahmood conferma così una certa attenzione a mandare precisi segnali di ambigua appartenenza e dis-appartenza. È atteso a New York al festival di Lady Fag , grande amica di Riccardo Tisci a cui Mahmood è da sempre legato, e regina delle notti newyorchesi da almeno 15 anni, moglie di Skin degli Skunk Anansie, entrambe madri di Lev.
A poche ora dalla pubblicazione della sicura-hit RA TA TA, l’album “Nei letti degli altri“ è disco platino, Tuta Gold è quadruplo platino e il prossimo tour è esaurito quasi ovunque.
AGGIORNAMENTO
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