Nel calendario delle iniziative collegate alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, la Pride House si propone come uno spazio riconoscibile e dichiaratamente LGBTQIA+: un luogo “sicuro, aperto e visibile” dove seguire i Giochi insieme, ma anche parlare di inclusione, salute, cultura, storia dei movimenti e diritti umani attraverso panel, talk, performance e proiezioni. L’obiettivo è rompere il silenzio che spesso circonda le identità queer nello sport e trasformare l’esperienza dei Giochi in un’occasione pubblica di incontro e partecipazione.
La Pride House si svolge dal 6 al 22 febbraio presso il MEET Digital Culture Center, a Milano, con un programma curato insieme ad associazioni, attivistə e organizzazioni culturali che condividono i valori del Pride.

In questo articolo
- 1 Pride House durante Milano Cortina 2026: il programma
- 1.1 6 febbraio: opening night e primo focus su sessualità, arti marziali e bowling LGBTQIA+
- 1.2 7 febbraio: musica trans, sport come safe space e serata queer
- 1.3 8-13 febbraio: donne e sport, impianti inclusivi, body safe e diritti di famiglia
- 1.4 14-15 febbraio: Silver Rainbow, speed meeting e serata internazionale con atleti out
- 1.5 17-22 febbraio: genitorialità, tregua olimpica, sport di comunità e la legacy internazionale
- 2 Una Pride House che unisce visibilità e strumenti concreti
Pride House durante Milano Cortina 2026: il programma
Dal 6 al 22 febbraio la Pride House apre con una formula pensata per unire visione collettiva e appuntamenti tematici. L’orario indicato è 17:00-20:00 dal martedì al giovedì e la domenica, mentre il venerdì e il sabato l’apertura si estende fino alle 23:00. La sede è il MEET Digital Culture Center di Milano e gli eventi si distribuiscono tra Area Lounge (talk, incontri, momenti partecipativi) e Area Teatro (serate speciali, performance, cinema, appuntamenti con ospiti internazionali).
L’obiettivo è offrire un punto di riferimento quotidiano durante i Giochi olimpici di Milano Cortina 2026: uno spazio dove tifosə, atletə, attivistə e comunità possano ritrovarsi, confrontarsi e rendere visibile la relazione fra sport e diritti.
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6 febbraio: opening night e primo focus su sessualità, arti marziali e bowling LGBTQIA+
Il programma parte il 6 febbraio con una giornata che alterna discussioni su corpo, autodeterminazione e inclusione nello sport.
Alle 18:00, con Pronto Helpline e il CIG di Arcigay Milano, il talk “Sessualità oltre i confini” affronta relazioni non convenzionali, consensual non-monogamy, sessualità alternativa e pratiche kink/BDSM con il dott. Rodolfo Pessina.
Alle 19:00 spazio al taekwondo e al tema dell’inclusione nelle arti marziali con ASD Hyeonmu Taekwondo e Pride Sport Milano. Alle 19:30 arriva “Strike with Pride”, incontro con Rainbowling Milano, che racconta oltre otto anni di attività e un percorso costruito tra comunità e dimensione internazionale.
La serata culmina alle 20:00 con l’Opening Night in Area Teatro: visione della cerimonia di apertura dei Giochi e, a seguire, il concerto del Checcoro con cori di migranti, presentato come un momento “oltre ogni barriera”.
7 febbraio: musica trans, sport come safe space e serata queer
Il 7 febbraio apre alle 18:00 con “Musica ovunque!”, talk con Art* Festival e CIG Arcigay Milano dedicato al panorama musicale trans* in Italia e alla musica come strumento di espressione politica dell’identità.
Alle 19:00 “Tennis con orgoglio” con Atomo Tennis e Pride Sport Milano prova a mettere a fuoco come anche gli sport individuali possano diventare spazi realmente accoglienti. Alle 19:30 è la volta della subacquea con Gruppo Nemo: un dialogo sulle sfide e le esperienze delle persone LGBTQIA+ in un contesto spesso percepito come distante dai discorsi sull’inclusione.
Alle 20:30, in collaborazione con Lecite Visioni, va in scena “Sempre Liber3”, serata dedicata alle arti performative queer: direzione artistica di Michele Di Giacomo, conduzione di Nina’s Drag Queens (Dora), regia di Mariano Furlani. In programma stand-up, teatro e musica con Matteo Fallica, Dogma Theatre, Cassandra Casbah e Mille!.
8-13 febbraio: donne e sport, impianti inclusivi, body safe e diritti di famiglia
L’8 febbraio alle 18:00 “Donne e sport: un percorso verso la parità” mette al centro la questione di genere nello sport, anche attraverso materiali d’archivio del CIG. Intervengono Francesca Cipelli e Federica Seneghini. Alle 19:00 arriva un momento più leggero ma identitario: “Queer Olympic Quiz night” con La Wanda Gastrica, quiz interattivo su sport e comunità LGBTQIA+.
Il 10 febbraio (18:00) la Pride House racconta la missione di Pride Sport Milano con “Il perché di Pride Sport Milano”. Alle 19:00 Libera Rugby propone un tema molto concreto: quando l’inclusione smette di essere slogan e diventa confronto con le federazioni, con la partecipazione di alti dirigenti della Federazione Italiana Rugby.
L’11 febbraio alle 18:00 Arcigay Sport affronta la questione infrastrutturale: impianti sportivi, investimenti, accessibilità, dialogando con CONI Lombardia.
Il 12 febbraio alle 18:00 “Body Safe Zone” ragiona su cosa significhi creare spazi sicuri “per il corpo” nei luoghi pubblici, nelle relazioni, nello sport e online, con Muriel. Alle 19:00 Checcoro torna con “Le radici dell’orgoglio”, sulla storia del movimento LGBT+ italiano e il ruolo della comunità milanese, con Giorgio Umberto Bozzo e la moderazione di Gianluca Trezzi.
Il 13 febbraio alle 18:00 Arcigay Sport entra nel merito delle disuguaglianze nel lavoro sportivo con “L’uguaglianza della donna nel mondo lavorativo sportivo”, moderato da Marco Arlati, con Michela Calabrò. Alle 19:00 Famiglie Arcobaleno celebra “20 anni… la sfida per i diritti continua” con la presidente Alessia Crocini, Maria Silvia Fiengo, Francesca Pardi e Claudio Capocchi.
La giornata prosegue anche sul piano culturale: alle 20:00, in collaborazione con MilanOltre, la performance “RECORDS. For the first time in ages (primo studio)” esplora desiderio di prestazione, perfezionismo e algoritmi. Alle 21:30, di nuovo in Area Teatro, Arcigay Sport propone un panel su politiche ESG e intelligenza artificiale come strumenti per rafforzare i diritti civili nello sport.
14-15 febbraio: Silver Rainbow, speed meeting e serata internazionale con atleti out
Il 14 febbraio si apre con “C’è Silver per te” (18:00): il progetto Silver Rainbow del CIG Arcigay Milano dedicato alle persone LGBTQIA+ over 60, raccontato come servizio di cura e contrasto alla solitudine. Alle 19:00 il Gruppo Non Binary propone “Speed meeting, facciamo rete!”, per conoscersi e creare connessioni.
Alle 20:00, uno dei momenti più attesi: “Out&Proud: Athletes Living Authentically On and Off the Field”, con Pride Sport Milano, Compete Proud e Fier-Play, insieme al Proud Champions Network. Sul palco atleti olimpici e campioni del mondo dichiaratamente LGBTQIA+ tra cui Alex Di Giorgio, Paul Poirier, Javier Raya, Nikki Symmons, Eric Radford, Kaitlyn Weaver e Lewis Gibson.
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Alle 21:30, in collaborazione con Mix Festival, proiezione del film “Le rendez-vous de l’été”, ambientato a Parigi durante le Olimpiadi 2024.
Il 15 febbraio (18:00) il focus si sposta sulla salute con “PrEP: la pillola che fa parlare (male) chi non la conosce”, insieme a Milano Check Point e al Gruppo Salute del CIG Arcigay Milano: un incontro per orientarsi tra prevenzione, IST, PrEP/PEP e vaccinazione HPV. Alle 19:00 “Ascolto in campo” propone una sessione esperienziale sull’ascolto attivo a partire da casi ispirati alle storie della helpline Pronto.
17-22 febbraio: genitorialità, tregua olimpica, sport di comunità e la legacy internazionale
Il 17 febbraio alle 18:30 “La famiglia cambia, il genitore resta” con Rete Genitori Rainbow affronta la genitorialità rainbow attraverso storie quotidiane. Modera Valeria Palumbo; partecipano Luca Trappolin, Egon Botteghi e Margherita Anna Jannon. Alle 19:00 “Generazioni LGBTQIA+ a confronto” mette in dialogo Gruppo Giovani, Silver Rainbow e Pronto sul tema della solitudine involontaria e delle sue forme.
Il 18 febbraio (18:00) Arcigay Sport propone “Tregua olimpica”, ragionando sul ruolo degli eventi sportivi internazionali come strumenti di sensibilizzazione in un contesto globale segnato da conflitti.
Dal 19 al 21 febbraio il programma torna a intrecciare sport e appartenenza: ciclismo con Tricyclo ASD, corsa con Front Runners Milano, cerchi di parola e gruppi storici come il Gruppo Pesce, oltre a talk su discipline inclusive e momenti partecipativi come “Miti e leggende nello sport”.
Sempre il 21 febbraio è una giornata chiave sul piano istituzionale e internazionale. In collaborazione con ILGA World, “When Everyone Can Compete” dedica attenzione all’inclusività nello sport con uno sguardo esplicito alle persone transgender, includendo le voci di chi vive la competizione e la discriminazione. Con Gurchaten Sandhu, Nikki Symmons, il contributo di Valentina Petrillo; modera Simone Alliva. A seguire, con il Council of Europe, il panel su approcci basati sui diritti umani per l’inclusione LGBTI nello sport, in linea con il mandato EPAS, con Francine Raveney e Hugh Torrance, moderati da Javier Raya.
Sempre il 21 febbraio alle 21:30 arriva la chiusura simbolica: “Legacy of Pride House: From Paris to Milan to LA”, un evento sulla “legacy” della Pride House di Milano e sul suo impatto internazionale, con la partecipazione di realtà come Pride House Paris, Pride House Los Angeles ed EuroPride Torino. È prevista anche l’anteprima di un teaser del documentario di Mariano Furlani sulla Pride House di Milano.
Il 22 febbraio, infine, Pronto Helpline torna protagonista: alle 18:00 “C’è Pronto per te” racconta obiettivi, numeri e modalità della helpline; alle 19:00 “An ‘Outdoor’ Community” con Wilders Tribe chiude con un talk sul trekking come esperienza autentica e sul valore dell’outdoor nel costruire comunità queer “più lente”.
Una Pride House che unisce visibilità e strumenti concreti
Letta nel suo insieme, la Pride House 2026 costruisce un racconto che non separa mai sport e società: dalla visibilità degli atleti LGBTQIA+ ai temi del corpo e della salute, dalla parità di genere nel lavoro sportivo fino alle politiche pubbliche e ai quadri istituzionali europei. Ma c’è anche una dimensione quotidiana, di comunità, che passa per quiz, momenti di ascolto, reti generazionali e socialità.
Durante i Giochi olimpici di Milano Cortina 2026, la Pride House prova così a fare due cose insieme: garantire un luogo in cui riconoscersi e, allo stesso tempo, mettere in circolo parole, strumenti e alleanze per rendere lo sport più accessibile, più sicuro e più giusto.
