Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei
Nell’Iran che si è ribellato alla morte di Mahsa Amini, con le donne del Paese che hanno dato forma ad un’autentica rivoluzione, l’Ayatollah Ali Khamenei ha trovato tempo e modo di difendere la Russia la Russia dinanzi all’invasione dell’Ucraina, scaricando la colpa del conflitto sugli Sati Uniti d’America e sull’occidente, accusato di alimentare “caos sessuale” attraverso la propria “ignoranza”.
Paesi occidentali, ha tuonato Khamenei, “dove ci sono gravi vizi morali come l’omosessualità, che sono troppo vergognosi perché se ne possa anche solo parlare”. I “regimi d’occidente“, ha insistito l’Ayatollah, “promuovono l’immoralità in un modo più diffuso e organizzato perfino rispetto all’età dell’ignoranza pre-islamica”. La civiltà occidentale, a suo dire, si è così tramutata “nella moderna età dell’ignoranza”.
In Iran gli atti omosessuali sono illegali e punibili con pene che vanno da 31 frustate (per atti omosessuali diversi dal sesso anale) a 100 frustate, fino alla morte. Dal 1979 ad oggi, il regime iraniano ha giustiziato tra i 4.000 e i 6.000 gay. Tre mesi fa due attiviste LGBTQ+ sono state condannate a morte per “promozione dell’omosessualità”.

