Sarà il Nordest a scrivere una piccola pagina di storia. Il 27 giugno, nel Chiostro di San Francesco a Pordenone, Alessandro Basso e Loris Bazzo si diranno sì con un’unione civile: la prima in Italia tra due sindaci omosessuali. Una notizia che sorprende anche per il contesto politico: i due sposi sono entrambi esponenti della destra attualmente al governo nel nostro Paese. Basso è sindaco di Pordenone con Fratelli d’Italia, Bazzo è dal 2019 sindaco leghista di Carlino (Udine), nella Bassa Friulana.
Insieme da cinque anni, i due amministratori, classe 1978 e 1976, hanno preso la decisione durante una cena a Lignano Sabbiadoro. A celebrare la cerimonia sarà Alvaro Cardin, 89 anni, ex sindaco di Pordenone: una scelta pensata per evitare imbarazzi tra colleghi politici.
“È certamente un inedito: una coppia di sindaci è piuttosto rara” racconta Basso a Il Gazzettino “Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra. Lungi da fare polemiche in un momento così importante, ma va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo non si poteva immaginare“.
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Vale la pena ricordare tuttavia che i partiti di Basso e Bazzo, Fratelli d’Italia e Lega, sono pilastri del governo Meloni, che dal 2022 ha sistematicamente ristretto i diritti delle persone LGBTIAQ+. I provvedimenti sono numerosi: la GPA resa reato universale per colpire le famiglie omogenitoriali; le circolari prefettizie che hanno cancellato il riconoscimento anagrafico dei figli delle famiglie omogenitoriali; il ddl Valditara che vuole vietare l’educazione sessuo-affettiva alle scuole materna ed elementari e assoggettarla al consenso genitoriale nelle scuole medie e superiori; il ddl Schillaci-Roccella che ri-medicalizza l’affermazione di genere e configura una schedatura di persone minori trans; il blocco strutturale in sede EU delle registrazioni anagrafiche per famiglie omogenitoriali; nessuna legge contro l’omobitransfobia; la marginalizzazione dell’ufficio antidiscriminazioni UNAR; il freno attivo a ogni proposta europea sui diritti LGBTIAQ+; la proposta leghista di escludere le donne trans dallo sport; e le non così vaghe minacce di vietare i Pride grazie a provvedimenti sbandierati in nome della “Sicurezza“.
Per tacer della storia, che vede quello stesso blocco di maggioranza autore dell’ignobile affossamento del Ddl Zan sull’aggravante penale per l’odio omobitransfobico, con applausi e risate dei senatori, e che aveva ostacolato in ogni modo l’approvazione della legge sulle unioni civili da parte dell’allora Governo Renzi che nel 2016 mise la fiducia sullo stesso provvedimento grazie al quale oggi i due legittimi innamorati esponenti di destra Basso e Bazzo convolano a nozze. La felicità privata di due uomini che si amano è una cosa. Le politiche pubbliche dei loro partiti, un’altra.
Per fortuna l’amore vince e sempre vincerà. La quotidianità di Alessandro e Loris è fatta di impegni istituzionali, pendolarismo tra Carlino e Pordenone, bulldog francesi, gatti e quasi venti ore di lavoro al giorno. I festeggiamenti si terranno a Valle da Pesca, una tenuta dalle parti di Carlino. La luna di miele può aspettare.
Una storia d’amore normale, resa straordinaria solo dal momento storico e da un Paese che nelle sue contraddizioni continua a privare le persone LGBTIAQ+ di piena cittadinanza. Auguri agli sposi da Gay.it.
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