Renee Nicole Good, dopo la sua morte aumentano le ricerche di asilo in Canada tra le persone LGBTQ+ negli USA

La morte di Renee Nicole Good negli USA coincide con un aumento delle ricerche sull’asilo in Canada tra le persone LGBTQ+, in un clima di crescente insicurezza.

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Proteste negli Usa dopo la morte di Renee Nicole Good
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A un anno dall’insediamento di Donald Trump, negli Stati Uniti cresce il clima di paura tra le persone LGBTQ+. La morte di Renee Nicole Good, cittadina statunitense di 37 anni uccisa a Minneapolis da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), ha avuto un effetto immediato e misurabile: un nuovo picco di ricerche su Google legate alla possibilità di chiedere asilo in Canada. Un segnale che riflette un senso di insicurezza sempre più diffuso.

I dati di Google Trends mostrano infatti un aumento significativo delle ricerche per il termine “LGBTQ+ asylum Canada” nei giorni successivi alla morte di Good, un fenomeno già osservato nel gennaio 2025, in concomitanza con l’inaugurazione presidenziale. In entrambi i casi, il contesto politico e sociale appare determinante.

Proteste negli Usa dopo la morte di Renee Nicole Good
Proteste negli Usa dopo la morte di Renee Nicole Good

Un anno di politiche restrittive e ordini esecutivi

Dal suo insediamento, Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi definiti regressivi dalle principali organizzazioni per i diritti LGBTQ+. Tra questi, un provvedimento che stabilisce che gli Stati Uniti riconoscono ufficialmente solo due sessi, un ordine che limita l’accesso alle cure di affermazione di genere per i minori trans sotto i 19 anni e un altro che elimina le iniziative di diversità, equità e inclusione (DEI) dalle forze armate.

Un ulteriore passaggio controverso riguarda la dichiarazione secondo cui le persone trans sarebbero “non idonee al servizio militare”. Misure che, nel loro insieme, hanno contribuito a creare un clima di forte incertezza giuridica e sociale, soprattutto per le persone transgender e non conformi al genere.

Queste decisioni, oltre ad avere un forte impatto normativo, funzionano anche come segnali politici, legittimando una retorica ostile che si riflette sempre più spesso nella violenza.

L’uccisione di Renee Nicole Good e la reazione di Minneapolis

Renee Nicole Good, poetessa e mamma uccisa dall'ICE
Renee Nicole Good, poetessa e mamma uccisa dall’ICE

La notte dell’8 gennaio scorso, Renee Nicole Good è stata uccisa da un agente dell’ICE a Minneapolis. Un video circolato sui social mostra una donna, che afferma di essere la moglie di Good, seduta sulla neve, in lacrime e urlante, accanto a un cane. Secondo una ricostruzione ufficiale condivisa dalla città di Minneapolis, Good è stata trasportata all’Hennepin County Medical Center, dove è morta poco dopo a causa delle ferite riportate.

L’episodio ha scatenato proteste diffuse. Il sindaco Jacob Frey ha preso una posizione netta, condannando l’operazione dell’ICE in città “Non vi vogliamo qui. Il vostro scopo dichiarato è creare sicurezza, ma state facendo esattamente il contrario… Perseguiremo la giustizia e lo faremo il più rapidamente possibile”, ha dichiarato.

Paura e autodifesa: un trend già in atto

Renee Nicole Good, dopo la sua morte aumentano le ricerche di asilo in Canada tra le persone LGBTQ+ negli USA - Donald Trump - Gay.it
Donald Trump, immagine realizzata con X/Grok

La reazione successiva alla morte di Renee Nicole Good si inserisce in una tendenza già osservata negli Stati Uniti. Già dopo la vittoria elettorale di Trump, prima ancora del suo insediamento, diverse inchieste avevano segnalato un aumento di donne, persone queer e persone trans che acquistavano armi o seguivano corsi di autodifesa, temendo un incremento della violenza motivata dall’odio.

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Il nuovo picco di ricerche sull’asilo in Canada sembra quindi rappresentare un’ulteriore escalation, rafforzando l’ipotesi concreta di lasciare il Paese.

L’aumento dei crimini d’odio anti-LGBTQ+

A rafforzare queste paure contribuiscono anche i dati più recenti diffusi da GLAAD. L’organizzazione, attraverso il suo Extremism Reporting Tracker, l’ALERT Desk, monitora gli episodi di violenza e intimidazione anti-LGBTQ+ negli Stati Uniti.

Tra il 1° maggio 2024 e il 1° maggio 2025, l’ALERT Desk ha registrato 932 incidenti anti-LGBTQ+ in 49 stati e nel Distretto di Columbia, una media di circa 2,5 episodi al giorno. Gli attacchi violenti inclusi nel conteggio hanno causato 84 feriti e 10 morti.

La presidente e CEO di GLAAD, Sarah Kate Ellis, ha attribuito l’aumento a “politiche e retoriche anti-LGBTQ+ in crescita, anche da parte di rappresentanti eletti e piattaforme social”

Il timore per il matrimonio egualitario

Parallelamente, Google Trends registra picchi ricorrenti nelle ricerche per la frase “can gay marriage be overturned” (“Il matrimonio egualitario può essere revocato?”). Un ulteriore segnale che riflette l’ansia legata alla tenuta dei diritti acquisiti. Nel novembre 2025, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare un caso che avrebbe potuto minacciare il matrimonio tra persone dello stesso sesso a livello federale.

Il ricorso era stato presentato da Kim Davis, ex funzionaria della contea del Kentucky, che aveva chiesto di ribaltare una decisione nel caso Ermold v. Davis, dopo che una corte d’appello aveva stabilito che poteva essere ritenuta responsabile per essersi rifiutata di rilasciare licenze matrimoniali a coppie dello stesso sesso.

Sebbene la Corte Suprema non abbia accolto il ricorso, il solo fatto che il caso sia arrivato a quel livello ha riacceso timori diffusi.

Asilo o immigrazione: cosa prevede il Canada

Dal punto di vista legale, i cittadini statunitensi possono chiedere asilo in Canada, anche se le richieste provenienti dagli USA vengono raramente approvate. Il sistema canadese riconosce lo status di rifugiato a chi dimostra un fondato timore di persecuzione basato su razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale, categoria che include anche le persone LGBTQ+.

Se la situazione negli Stati Uniti dovesse deteriorarsi ulteriormente, i criteri di valutazione potrebbero essere applicati in modo diverso.

Esiste inoltre l’opzione dell’immigrazione ordinaria. Secondo gli avvocati specializzati di IAS, le richieste di trasferimento dal territorio statunitense al Canada sono aumentate sensibilmente negli ultimi mesi, un fenomeno che attribuiscono a un “cambiamento nel sistema politico”. “Per i cittadini statunitensi, trasferirsi in Canada è relativamente semplice, soprattutto per lavoratori qualificati o tramite ricongiungimenti familiari”, spiegano. I tempi di elaborazione variano dai sei mesi ai due anni, a seconda del percorso scelto.

Il caso di Renee Nicole Good e l’aumento delle ricerche sull’asilo in Canada non rappresentano episodi isolati, ma indicatori di un clima più ampio. Al di là degli esiti concreti delle domande di asilo, il dato rilevante è che un numero crescente di persone LGBTQ+ statunitensi stia valutando l’idea di lasciare il Paese per motivi di sicurezza.

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