Una censura all’incontrario, per qualcosa che non si è scritto. Il direttore di una rivista scientifica russa sostiene che il suo editore ha richiesto modifiche a un libro sul comportamento sessuale animale perché i riferimenti neutrali al comportamento tra persone dello stesso sesso violano la legge sulla “propaganda LGBT”.
Russia, vietato parlare di omosessualità nel mondo animale
Viktor Kovylin, direttore della rivista Batrachospermum, ha denunciato il tutto in un post del 3 febbraio, affermando che il suo editore ha puntato il dito contro il materiale contenuto nel suo libro defiendolo illegale perché non esprimeva “disgusto o critica” verso l’omosessualità negli animali.
Kovylin non ha menzionato l’editore, ma Novaya Gazeta ha osservato come i precedenti libri della rivista fossero stati tutti pubblicati dal gruppo Eksmo-AST, che ha in passato ammesso di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per la revisione dei manoscritti. Secondo quanto riportato da Kovylin, l’editore si sarebbe opposto alle descrizioni scientifiche neutrali del comportamento omosessuale e della diversità riproduttiva negli animali contenute nel libro, la cui pubblicazione era prevista entro la fine dell’anno. L’editore avrebbe affermato che le descrizioni del comportamento omosessuale che non contengono disgusto o critica, come le descrizioni di lumache, limacce e planarie (vermi piatti), tre specie spesso ermafrodite, costituiscano la cosiddetta “propaganda delle relazioni non tradizionali”. Anche la discussione sulla diversità degli organi genitali è vietata, perché solo peni e vagine possono essere menzionati. Tra gli organi sessuali naturali ora considerati “propaganda di genitali non tradizionali” ci sono i pedipalpi (appendici degli aracnidi utilizzate per il trasferimento dello sperma), gli edeagi (gli organi copulatori di molti insetti) e gli ectocotili (un braccio modificato utilizzato dai cefalopodi maschi, come i polpi, per trasferire lo sperma). La rivista scientifica russa Batrachospermum dovrà ora riscrivere “metà del libro”, se vorrà vederlo pubblicato.
Un recente articolo pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution ha analizzato il comportamento omosessuale di scimpanzé e macachi. Si ipotizza che il comportamento omosessuale si sia sviluppato attraverso l’evoluzione, per consentire ai primati di ridurre i conflitti e costruire legami in gruppi sociali complessi. Vincent Savolainen, direttore del Georgina Mace Centre for the Living Planet presso l’Imperial College di Londra, autore dello studio, ha dichiarato: “Quello che abbiamo scoperto dimostra che l’omosessualità non è qualcosa di bizzarro, aberrante o raro. È ovunque, è molto utile, è molto importante“.
Da decenni l’omosessualità nel mondo animale viene analizzata ed è da tempo scientificatamente provata. Ma in Russia tutto questo non si può scrivere per legge.
Dal 2013 ad oggi la Russia ha ampliato la legge sulla cosiddetta “propaganda LGBT”, fino ad arrivare al divieto totale del 2022 che contempla tv, cinema, teatro, editoria, con le associazioni LGBTQIA+ nazionali etichettare come ‘terroristiche’. I trasgressori possono incorrere in multe fino a 400.000 rubli, mentre le organizzazioni possono essere multate fino a 5 milioni di rubli. Negli ultimi due anni l’applicazione della legge si è intensificata. Le autorità hanno multato un uomo che scherzando aveva detto di essere il fondatore del movimento LGBTQ+, hanno incarcerato personale queer di bar e proprietari di locali, hanno arrestato decine di persone intente a ballare, hanno costretto Duolingo a rimuovere contenuti con linguaggio inclusivo, hanno vietato l’AIDS Foundation di Elton John, hanno etichettato My Little Pony come contenuto vietato ai minorenni, hanno bloccato Roblox, vietato l’uscita cinematografica a decine di film e ritirato dopo 40 anni IT di Stephen King, multato librerie ed espulso uno studente universitario gay per aver pubblicato video di trucco on line, multato una donna per un post social con bandiere rainbow, accusato le piattaforme di streaming russe di aver violato la legge contro la “propaganda LGBTQ” mentre la serie fenomeno Heated Rivalry sbanca tra gli streaming illegali. dichiarato ILGA World “organizzazione indesiderabile” e condannato un 20enne per aver condiviso sui social un’immagine dei Queen in drag nel celebre video “I Want to Break Free”, perché considerato “propaganda LGBTQIA+”.
Verstka ha confermato che i tribunali russi utilizzano sempre più la legge sulla propaganda per perseguire i singoli individui. Nella prima metà del 2025, in 104 casi diversi sono state comminate multe per 20,7 milioni di rubli (270.000 dollari). Procedimenti penali che possono essere semplicemente devastanti per chi li subisce.

