Un’ondata di transfobia istituzionale. In 7 mesi appena, in tutti gli Stati Uniti d’America sono state presentate 953 leggi anti-trans. Un 2025 da record, con 120 di queste proposte di legge approvate e 647 fortunatamente respinte.
A tenere il conto è il Trans Legislation Tracker, guidato da un’organizzazione di ricerca indipendente. Il Trans Legislation Tracker monitora le proposte di legge che hanno un impatto sulle persone trans e di genere diverso negli Stati Uniti, fornendo dati e strumenti per supportare “il pubblico a seguire e interagire con la legislazione“. Il sito sottolinea come “i suoi risultati e metodi” siano “verificati e rivisti da importanti redazioni e accademici in tutto il paese”.
2025 da record transfobico negli USA

Mai nella storia d’America c’era stata un’ondata di proposte di legge transfobiche come nel 2025. In tutto il 2021 ne vennero presentate 143, diventate 174 nel 2022. Con il ritorno di Donald Trump sulla scena politica il 2023 è schizzato a 615 proposte di legge, diventate 701 in tutto il 2025. A oltre 5 mesi dal 2026, il 2025 è pronto ad abbattere la soglia delle 1000 proposte di legge anti-trans. Lo Stato che in questi ultimi 7 mesi ha maggiormente lavorato in tal senso è stato il Texas, con 131 proposte, mentre in fondo alla classifica c’è il Delaware, con una sola proposta.

Le recenti proposte di legge sottoposte a veto, documentate dal tracker, miravano a privare le agenzie statali delle iniziative DEI, a implementare divieti di accesso ai bagni e alle squadre sportive nelle scuole, a limitare l’uso dei fondi statali per l’assistenza di genere.
A guidare la classifica ci sono le proposte di legge che riguardano l’educazione scolastica (262), che “mirano a negare agli studenti l’autonomia, costringendo gli studenti transgender a rivelare la propria identità ai genitori e a vietare l’educazione di base sull’identità di genere”. Seguono le leggi sull’assistenza sanitaria (197), che “mirano a vietare l’assistenza a minori e adulti, con ripercussioni sulla copertura assicurativa o sull’accesso ai servizi”, sullo sport (119), che “puntano a vietare agli studenti transgender di poter partecipare ad attività sportive coerenti con la loro identità di genere”, e sui bagni (55), che “vogliono limitare l’accesso ai servizi igienici pubblici”.
Donald Trump indica la via della transfobia
A tracciare la linea è il presidente in carica, Donald Trump, che in 6 mesi di Casa Bianca ha approvato tutta una serie di ordini esecutivi fortemente transfobici.
Dal 20 gennaio ad oggi il tycoon ha vietato alle donne trans di competere negli sport scolastici e alle persone trans di poter lavorare nell’esercito. Un divieto, quest’ultimo, prima bloccato da un giudice perché anti-costituzionale e a seguire sposato dalla Corte Suprema. Ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti (ora bloccato da un tribunale) e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni (avallata dalla Corte Suprema), ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato l’ingresso degli atleti trans negli USA, ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale, ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”, ha imposto lo stop al monitoraggio dei crimini violenti contro le persone transgender, cancellato le persone trans e bisessuali dal monumento di Stonewall, ha ordinato al Women’s History Museum di cancellare le donne trans e ha cancellato i fondi per la linea di assistenza per i giovani LGBTQ+ a rischio suicidio.

