Torino amplia i suoi spazi di accoglienza per le persone LGBTQIA+ in difficoltà: nasce TOHousing+

La struttura potrà ospitare fino a 12 persone, a cui fornirà accoglienza, assistenza ed opportunità di reinserimento sociale.

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Un rendering del progetto TOHousing+. I lavori termineranno entro la fine del 2025
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Secondo l’ultimo report di Omofobia.org, tra il 2023 e il 2024 almeno quattro giovani sono stati cacciati di casa dai propri familiari a causa della loro identità o orientamento sessuale in Italia.

A Frosinone, una ragazza è scappata di casa dopo gravi maltrattamenti da parte della madre e del compagno, iniziati subito dopo il suo coming out. A Foggia, un padre ha minacciato il figlio affilando un coltello; il ragazzo, disarmandolo, ha scelto di andarsene per mettersi al sicuro. A Genova un diciottenne trans ha lasciato la casa dopo mesi di violenze dai genitori. E poi, la tragedia di Teglia. 

Ma sono tantissime le altre ragioni per cui una persona LGBTQIA+ potrebbe far fatica a trovare un’abitazione: datori di lavoro omofobi, porte chiuse in faccia da affittuari diffidenti, annunci immobiliari che spariscono all’improvviso, persecuzioni da parte dei vicini di casa.

I rilevamenti delle ricerche statunitensi rivelano una realtà impietosa: il 40% dei giovani senzatetto che si rivolgono alle agenzie si identifica come LGBTQIA+, una percentuale impressionante per una comunità che rappresenta solo il 5-7% della popolazione giovanile. Un fenomeno che in Italia non viene neanche monitorato.

Ma ad ogni emergenza c’è una risposta. E questa volta arriva da Torino, città che non smette di reinventarsi e, per fortuna, di accogliere. Il progetto si chiama TOHousing+, una nuova scommessa dell’associazione Quore, che espande l’esperienza pionieristica del primo progetto TOHousing rivolto a giovani, migranti e anziani LGBTQIA+ in emergenza abitativa. 

A raccontare la vision dietro l’iniziativa durante la conferenza stampa c’erano anche Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale, e l’assessore Jacopo Rosatelli, in rappresentanza della città.

 

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TOHousing+, il rifugio per le persone LGBTQIA+ in difficoltà

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Il nuovo edificio, situato nel quartiere Vanchiglia, sorge all’interno di un immobile dismesso della Città, precedentemente adibito a commissariato di polizia e inutilizzato da quasi vent’anni. La sua ristrutturazione, con un costo complessivo di 952 mila euro, è resa possibile grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che copre 500 mila euro, e ai contributi di enti privati tra cui Fondazione Compagnia di San Paolo, Compagnia dei Caraibi, Ai Engineering, Geberit e Cristina Rubinetterie. L’Associazione Quore ha  cotribuito con un co-finanziamento.

Come spiegato dal presidente di Quore, Massimo Battaglia, l’obiettivo del progetto sarà quello di offrire un’accoglienza abitativa temporanea a persone LGBTQIA+ in emergenza. La struttura potrà ospitare fino a 12 persone, in camere doppie dotate di spazi comuni per attività ricreative, cucina e lavanderia. Posti letto che si uniranno ai 24 già disponibili e messi a disposizioni dal progetto TOHousing originario. 

Oltre agli appartamenti, TOHousing+ includerà spazi aperti alla comunità locale, tra cui una sala incontri multimediale, aule per laboratori e attività aggregative, e sportelli di ascolto e accompagnamento sociale. Perché, come ha spiegato Silvia Magino, progettista: “l’obiettivo è costruire un futuro di autonomia per i beneficiari del progetto, ma anche generare servizi di prossimità a beneficio dell’intero vicinato”. 

Dal 2019, le case di TOHousing hanno accolto decine di persone, a dimostrazione dell’efficacia di un modello capace di coniugare accoglienza e reinserimento sociale. Il nuovo progetto punta anche a contribuire alla rigenerazione urbana del quartiere Vanchiglia, che in questi anni sta vivendo un processo di trasformazione e rinascita.

I lavori di ristrutturazione sono già iniziati e si concluderanno entro dicembre 2025. Nel frattempo, il progetto continuerà a crescere come esempio di sinergia tra istituzioni pubbliche, associazioni e privati per garantire diritti e opportunità a chi si trova in situazioni di fragilità.

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