Siena, il rettore dell’università per stranieri Tomaso Montanari annuncia “un corso di cultura queer”

"Parlare di cultura queer significa parlare anche di diritti in un Paese che vive, in questo momento, una contrazione dei diritti fondamentali. Significa parlare di democrazia", la replica di Arcigay nel ringraziare Montanari.

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Siena, il rettore dell'università per stranieri Tomaso Montanari annuncia "un corso di cultura queer" - Tomaso Montanari - Gay.it
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Dopo il caso di Sassari e in attesa del primo corso di Queer Studies di Torino, Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha annunciato l’arrivo di un “corso di cultura queer aperto a tutti e tutte” nel prossimo mese di marzo, dopo aver annunciato nel 2021 i bagni inclusivi all’interno dell’ateneo.

L’annuncio di Tomaso Montanari

Non so se questo attirerà anche su noi un’istruttoria del Ministero, spero che attiri cittadine e cittadini decisi a scoprire che, come diceva la nostra Michela Murgia, i confini non ci circondano, ma ci attraversano“, ha polemicamente aggiunto Montanari in riferimento a quanto avvenuto a Sassari, con la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini che annunciò in Parlamento l’apertura di un’istruttoria sul corso “Teorie Queer” guidato dal professor Federico Zappino, a cui replicarono oltre 100 docenti con una petizione ad hoc.

La replica del ministero dell’istruzione

Dinanzi all’annuncio di Montanari è presto arrivata la replica del Ministero dell’Università e della ricerca, che ha chiarito di aver avuto “interlocuzioni con le Università di Sassari e Roma Tre esclusivamente per raccogliere informazioni necessarie a rispondere ad alcune interrogazioni parlamentari, come confermato pubblicamente dai rettori coinvolti. Qualsiasi altra interpretazione è da ritenersi infondata. Nel corso del question time, la ministra Anna Maria Bernini ha richiamato l’articolo 33 della Costituzione, sottolineando l’importanza dell’autonomia universitaria, principio che ha guidato il suo operato fin dall’inizio del mandato“.

Il riferimento a Roma Tre riguarda “Laboratorio per bambini trans e gender creative” organizzato da UniRoma3 con la partecipazione dell’associazione GenderLens, che non era altro che un’iniziativa parte di un progetto di ricerca per combattere la disinformazione sull’incongruenza di genere in giovane età. Nessun “indottrinamento gender”, come urlato ai quattro venti da ProVita.

I precedenti di Sassari e Roma

Tutto ciò mentre dalla Lega continuano a sparlare di teorie gender per bocca di Rossano Sasso, parlamentare che accusò il corso dell’Università di Sassari di promuovere una “deriva ideologica” e di utilizzare materiale didattico discutibile, additando la presenza del libro “Elementi di critica omosessuale“, scritto da Mario Mieli nel 1977 che, secondo il leghista, “beatifica la pedofilia”. In Parlamento Sasso ha citato anche il laboratorio “gender creative” dell’Università Roma Tre, guidato da una ricercatrice attivista LGBTQIA+, che a suo dire sarebbe un un esempio di “indottrinamento ideologico”. Proprio Sasso ha presentato e fatto passare in Commissione Cultura Scienza e Istruzione alla Camera una risoluzione in stile Ungheria che si pone l’obiettivo di arginare una fantomatica “ideologia gender” nella scuola pubblica.

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Arcigay ringrazia Tomaso Montanari

“Siamo particolarmente grati al professor Montanari“, ha sottolineato la presidente di Arcigay Natascia Maesi. “Ha fatto una cosa davvero molto importante non solo per la città ma per questo Paese, seguendo peraltro l’esempio di altre Università che hanno riconosciuto il valore di un insegnamento così importante. Parlare di cultura queer significa parlare anche di diritti in un Paese che vive, in questo momento, una contrazione dei diritti fondamentali. Significa parlare di democrazia perché, non dobbiamo dimenticarlo, la nostra democrazia è basata sui diritti e non è basata sull’idea di Stato e quindi di nazione, di Dio o di famiglia; è basata sui diritti e sulla piena cittadinanza di tutte le persone, anche le persone LGBTQ+”. “É importante che luoghi che sono deputati a fare cultura come le Università – ha proseguito Maesi – si assumano la responsabilità educativa, la responsabilità di alfabetizzare la popolazione, di renderla informata e consapevole, di insegnare, come dice la nostra Costituzione, senza tollerare ingerenze da parte del potere. Il potere politico è farsi comunità educante, quindi questa libertà la dobbiamo difendere e siamo davvero molto grati al Rettore Montanari per aver fatto una una scelta importante con coraggio, col coraggio che lo contraddistingue da sempre“.

L’autonomia universitaria, va ricordato, è sancita dall’articolo 33 della Costituzione.

© Riproduzione riservata.

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