Vittorio Feltri, “Giù le mani dai gay rispettateli, ma rivendico la libertà di definirli come mi pare”

Un nuovo (surreale) editoriale su gay e omofobia a firma Vittorio Feltri sulla prima pagina di Libero.

libero
Libero e Vittorio Feltri.
2 min. di lettura

Nove giorni fa Vittorio Feltri firmava un editoriale su Libero attaccando il governo per il DDL Zan: “Legge ridicola, sarà vietato dire qualcosa dei nostri gay”. Passata poco più di una settimana, e con l’ennesima aggressione omofoba ai danni di un ragazzo gay avvenuta questa volta a Pescara, Feltri ha provato a cambiare il tiro.

“Giù le mani dai gay, rispettateli”, si legge oggi sulla prima pagina di Libero, con un lungo editoriale dello stesso Feltri, da pochi giorni dimessosi dall’Ordine dei Giornalisti.

“La vicenda di Pescara non può lasciare indifferenti”, si legge. “Un episodio inspiegabile, se si considera che ormai – finalmente, l’omosessualità non è più reputata scandalosa. Mi domando che possa importare a qualcuno se due gay mostrano in pubblico di essere affezionati l’uno all’altro. Nel 2020 un fatto del genere non dovrebbe suscitare scalpore, bensì passare inosservato e quindi essere tollerato. Chi se la prende con coloro che hanno gusti diversi dai suoi è un cretino patentato, non abilitato a pretendere l’uniformità delle preferenze. È ovvio che l’omosessualità non sia un reato e neppure un comportamento disdicevole. Combatterlo, oltretutto con la violenza, significa essere indegni di vivere nel consorzio cittadino”.

Un Feltri contro l’omotransfobia, in conclusione, prima di cedere ad un finale che lascia a dir poco perplessi. “Ciascuno nella propria vita compie le scelte che gli garbano nelle quali nessuno è abilitato a porre il becco”, sottolinea l’ex giornalista. Se non fosse che essere omosessuali, così come essere eterosessuali, bisessuali, transgender, NON sia una scelta. Anche solo continuare a scriverlo non fa altro che alimentare disinformazione, e inevitabilmente discriminazione. Ma Feltri continua.

Talvolta qualcuno mi ha redarguito poiché anziché il termine gay, inglese, ho usato ricchione o frocio, accusandomi di omofobia. Il che è folle. Faccio notare che affidai mio figlio Mattia, quando era piccino, a una coppia di omosessuali che se lo portò in vacanza al mare, accudendolo come fosse un nipote. I due erano amici miei carissimi, uno di essi purtroppo ci ha lasciati qualche anno fa, l’altro mi è tuttora vicino. Quindi non sono omofobo, tuttavia rivendico la libertà di definire gli omo come mi pare. Chi invece li discrimina è senz’altro un coglione.

Avendo ‘amici gay’, in conclusione, non si può definire Vittorio Feltri un omofobo. Peccato che negli anni l’archivio delle sue sparate sia diventato sterminato. Pretendere inoltre il diritto di utilizzare termini come ‘ricchione’ e ‘frocio’, senza rendersi conto che sono dispregiativi e in quanto tale portatori sani di discriminazione e aizzatori di odio, è alquanto surreale.

Il punto è che la comunicazione, soprattutto da parte di chi fa questo come lavoro da decenni, è fondamentale nell’abbattere e/o nell’alimentare l’omotransfobia. Perché l’omofobo non è solo colui che fisicamente aggredisce un ragazzo perché LGBT, ma anche chi attraverso una penna e/o un microfono diffonde odio a buon mercato, fomentando direttamente e/o indirettamente l’aggressore di cui sopra. L’omotransfobia è anche verbale, e non solo fisica. Il signor Feltri pensa evidentemente di ‘rispettarci’ perché ha amici omosessuali, ma è un concetto che non potrà mai andare di pari passo all’insulto gratuito, che lui addirittura rivendica, a tal punto da definire ‘ridicola’ quella legge contro l’omotransfobia che andrebbe ad educare e a colpire gli omotransfobici d’Italia. Con o senza amici LGBT.

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Renzo Loi 30.6.20 - 19:57

la liberta' di essere vale x tutti. sia nei fatti che nei pensieri.le parole assumono il valore a seconda tel tono che ci metti.calcare il tono su lla parola gay è uguale che farlo su lla parola ricchione.se non ci metti un tono dispregiativo le due parole sono uguali.e questo vale x tutto. x es puttana e escort. ecc.quindi finiamola di voler imporre limiti all'espressione.ma badiamo ai contenuti e preconcetti.

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wolfie 30.6.20 - 15:02

per quanto mi riguarda Feltri può chiamarmi come gli pare...secondo me non è omofobo come viene dipinto, è soltanto un anziano polemico e che vuol fare sempre il bastiancontrario. Ci sono filmati in cui si dice favorevole persino ai matrimoni e alle adozioni gay. In ogni caso il fatto che lui abbia amici gay non cambia di una virgola la linea editoriale del suo giornale, se così può essere definito Libero, tra offese gratuite e fake news indirizzate a istigare i lettori contro i gay, dipinti come una pericolosa minaccia...il tutto corredato dai commenti dei lettori, che farebbero impallidire Hitler.

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