Russia, caccia ai “gay” per strada: il video shock da Novosibirsk

Nessuno interviene. La scena, ripresa da uno smartphone, è stata pubblicata il 6 luglio 2025 sul canale Telegram di NEXTA TV.

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Russia video gay NEXTA
Sconvolgente video-documento pubblicato da NEXTA tv sul pestaggio di una persona presunta LGBTIQ+ da gruppi radicali di estrema destra a Novosibirsk, nella Russia di Vladimir Putin.
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Russia – Un giovane con i capelli tinti cammina nel centro di Novosibirsk. Viene seguito, aggredito, picchiato a calci e pugni sotto gli occhi dei passanti. Nessuno interviene. La scena, ripresa da uno smartphone, è stata pubblicata il 6 luglio 2025 sul canale Telegram di NEXTA TV, accompagnata da commenti sprezzanti e da un messaggio che suona come una dichiarazione d’intenti: “Ci saranno conseguenze per chi protegge i fr*ci“.

Il video è solo l’ultimo di una lunga serie che documenta una campagna di terrore organizzata da gruppi radicali locali di estrema destra contro persone LGBTQ+ — o chiunque venga anche solo percepito come tale. In Russia, basta un taglio di capelli, un paio di pantaloni attillati, o un tono di voce per essere considerati un bersaglio. L’obiettivo dichiarato di questi aggressori è la “rieducazione” attraverso la violenza. Le aggressioni vengono filmate, montate come contenuti virali e diffuse su Telegram con tono celebrativo.

 

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A documentare e denunciare questi episodi è NEXTA TV, media indipendente nato in Bielorussia e oggi attivo in esilio dalla Polonia. Fondato nel 2015 da  Stepan Svetlov, NEXTA è diventato uno dei principali canali d’informazione russofoni su Telegram, con milioni di iscritti. Durante le proteste contro il regime di Lukashenko nel 2020, ha avuto un ruolo cruciale nel coordinamento dal basso e nella diffusione delle notizie censurate dai media ufficiali. Proprio per questo, è stato etichettato prima come “estremista” e poi come “organizzazione terroristica” dal governo bielorusso.

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Oggi NEXTA continua a raccontare ciò che in Russia e nei paesi ex sovietici non può essere mostrato: torture, repressioni, abusi di potere, messa al bando di libri di testo. La recente pubblicazione dei video delle aggressioni a Novosibirsk ha acceso i riflettori su una realtà inquietante che delinea la morsa di una repressione indotta dalle istituzioni che rispondono al potere centrale del Cremlino, che trova sponda nei gruppi violenti della popolazione civile fomentata dalla cultura anti-LGBTIAQ+ propagandata da Putin e dal suo regime.

La sistematica persecuzione delle persone queer, sempre più esposte dopo che la Corte Suprema russa ha inserito nel marzo 2024 “il movimento LGBT internazionale” tra le organizzazioni estremiste bollandolo come terrorista.

Successivamente Mosca ha vietato l’adozione di bambini da paesi che consentano l’affermazione di genere.

Lo scorso maggio altri video avevano documentato un raid delle forze di polizia in locali gay friendly di Mosca. Ad ottobre 2024 erano state 50 le persone arrestate in un club queer. Nel gennaio 2025 invece otto persone presenti in un nightclub erano state multate. Un agente di viaggio accusato di organizzare tour LGBT era stato invece trovato morto qualche settimana prima.

Il clima di odio è alimentato da una propaganda istituzionale che criminalizza l’identità queer, mentre lo Stato chiude un occhio — o li spalanca — davanti a chi agisce per “pulire le strade” da chi è ritenuto diverso, come nel caso dello sconvolgente video pubblicato da NEXTA tv a proposito dei gruppi di civili che si aggirano a caccia di persone LGBTIQ+ da picchiare.

© Riproduzione riservata.

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