4 Paesi su 5 nel mondo non hanno leggi contro il bullismo omobitransfobico a scuola. Il report ILGA World

"Il bullismo danneggia la salute mentale degli studenti LGBTI e riduce le loro prospettive accademiche e lavorative. Le sue conseguenze fanno aumentare i costi dell'assistenza sanitaria e del sostegno sociale. Se gli Stati vogliono seriamente creare un futuro economicamente più prospero per tutti, devono sapere che la loro inazione è dannosa non solo per le persone LGBTI, ma per la società nel suo complesso".

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In Italia non esiste una legge contro l’omobitransfobia e l’attuale governo di destra ha dichiarato ufficialmente guerra all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ma la maggior parte del mondo deve ancora adottare leggi esplicite per proteggere le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex (LGBTI) dal bullismo scolastico.

Ad affermarlo è ILGA World, federazione mondiale di oltre 2.100 organizzazioni provenienti da più di 170 paesi e territori che si battono per i diritti umani delle persone con orientamenti sessuali, identità e espressioni di genere e caratteristiche sessuali diversi.

Il report ILGA World sui Paesi che contrastano il bullismo omobitransfobico a scuola

4 Paesi su 5 nel mondo non hanno leggi contro il bullismo omobitransfobico a scuola. Il report ILGA World - Il report di ILGA World sul bullismo omobitransfobico a scuola - Gay.it

I nuovi dati pubblicati questa mattina sull’ILGA World Database rivelano che solo 6 Stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato una legislazione anti-bullismo che protegge i giovani indipendentemente dal loro orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali (SOGIESC). Almeno uno di questi motivi è esplicitamente menzionato nelle leggi a livello nazionale in almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite.

Ma queste nazioni rappresentano solo un quinto del mondo. Questo vuol dire che 4 Paesi su 5 nel mondo non hanno leggi a tutela dei giovani LGBTQIA+.

I sei Stati membri delle Nazioni Unite che adottano leggi che proteggono dal bullismo per motivi di pregiudizio su orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali sono Andorra, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna.

I dati di ILGA World mostrano che la maggior parte delle giurisdizioni utilizza leggi sull’istruzione o sulla parità di trattamento per proteggere dal bullismo scolastico. Lo fanno vietando le molestie basate su orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, o caratteristiche sessuali in ambito educativo, o richiedendo legalmente alle istituzioni educative di incorporare il bullismo nei loro codici di condotta e nelle loro politiche. Alcune giurisdizioni hanno incluso il bullismo per motivi di pregiudizio su orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, o caratteristiche sessuali nelle leggi che proteggono specificamente i giovani come gruppo e, in un caso (Francia), lo puniscono con pene fino alla reclusione.

Indipendentemente da dove iniziamo il nostro viaggio, dalle convinzioni che ci guidano, o dalle vite che possiamo costruire per le nostre famiglie, la maggior parte delle persone desidera che i giovani possano crescere in sicurezza attraverso un’istruzione che possa garantire loro un futuro“, ha affermato Gurchaten Sandhu, direttore dei programmi di ILGA World. “Tuttavia, per troppe persone il bullismo diventa un ostacolo importante lungo il percorso. E quando i governi si rifiutano di agire, lasciano questi ostacoli al loro posto o, peggio ancora, permettono che i detriti cadano e trasformino un percorso già difficile in una frana”. “Il bullismo danneggia la salute mentale degli studenti LGBTI e riduce le loro prospettive accademiche e lavorative. Le sue conseguenze fanno aumentare i costi dell’assistenza sanitaria e del sostegno sociale. Se gli Stati vogliono seriamente creare un futuro economicamente più prospero per tutti, devono sapere che la loro inazione è dannosa non solo per le persone LGBTI, ma per la società nel suo complesso“.

Curro Peña Diaz, consulente di ricerca per ILGA World, ha aggiunto: “Queste leggi suggeriscono che gli Stati potrebbero considerare il bullismo scolastico come una forma molto particolare di violenza che non solo ha i giovani come principali vittime, ma anche come principali autori”. “Questo è il motivo per cui, spesso, le giurisdizioni si affidano ad approcci pedagogici per educare i bulli e fornire riparazione alle vittime all’interno del sistema scolastico, piuttosto che attraverso sanzioni penali”.

Anche nell’attuale contesto globale, in cui le forze reazionarie hanno trasformato i percorsi educativi in campi di battaglia, gli Stati membri delle Nazioni Unite stanno adottando misure concrete per proteggere i giovani LGBTI dal bullismo. Italia di Meloni, Salvini, Sasso e Tajani esclusa.

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Negli ultimi due anni, Cile, Estonia e Ucraina hanno discusso proposte di legge, mentre il governo delle Isole Salomone ha avviato una consultazione pubblica per sviluppare una politica contro il bullismo che tenesse conto dell’orientamento sessuale degli studenti. La Corte Suprema Federale del Brasile ha stabilito che le autorità scolastiche devono prevenire e affrontare il bullismo per motivi di pregiudizio su orientamento sessuale e identità di genere come parte del loro obbligo legale di garantire a tutti il diritto all’istruzione senza discriminazioni.

Incoraggiamo un numero maggiore di Stati a seguire questi percorsi promettenti. La maggior parte di noi lavora duramente per le proprie famiglie, indipendentemente da come siano formate“, hanno precisato Kimberly Frost e Yuri Guaiana, co-segretari generali di ILGA World. “Tuttavia, oggi, persone di potere alimentano le divisioni nella società e ostacolano i nostri sforzi per garantire scuole sicure e accoglienti. Dobbiamo unirci e sostenere leggi che garantiscano a tutti i giovani di poter godere di un’istruzione di alta qualità che permetta loro di perseguire i propri sogni, senza eccezioni né ostacoli“.

Come scritto in precedenza, almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato una legislazione a livello nazionale che protegge dal bullismo per almeno uno dei motivi di pregiudizio tra orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali a livello nazionale. Tra questi, 38 sull’orientamento sessuale, 30 sull’identità di genere, 13 sull’espressione di genere e 14 sulle caratteristiche sessuali. La protezione varia sul territorio in 10 Stati membri delle Nazioni Unite, ovvero Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Messico, Corea del Sud, Regno Unito, Stati Uniti e la nostra Italia, dove orientamento sessuale e identità di genere non sono contemplati. In Ungheria e Bulgaria non è invece chiaro se le tutele giuridiche siano ancora in vigore, sia perché esistono contraddizioni tra leggi diverse, sia perché la giurisprudenza ha portato a una situazione di incertezza giuridica.

Il caso Italia

La rete di associazioni Trans Agenda: "Le nostre vite non si censurano: rigettiamo in toto i DDL Valditara, Sasso e Amorese"

ILGA World ricorda come in Italia non esista una legislazione nazionale che tuteli dal bullismo omobitransfobico. Il principale strumento giuridico in materia, la Legge sulla prevenzione e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo (Legge n. 70, 2024), include diverse misure volte a contrastare il bullismo, senza però minimamente affrontare la questione della diversità sessuale e di genere. Ciò nonostante, in alcune regioni questa legislazione è stata integrata da leggi specificamente mirate al bullismo omobitransfobico. È il caso, ad esempio, dell’Emilia-Romagna, della Puglia o dell’Umbria, che hanno approvato leggi contro l'”omotransfobia” che includono il bullismo nel loro ambito di applicazione.

Con un blitz in in commissione Cultura alla Camera, il mese scorso la Lega di Matteo Salvini, Roberto Vannacci e Rossano Sasso ha presentato e fatto approvare un emendamento al disegno di legge sul consenso informato a scuola promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, per vietare l’educazione sessuo-affettiva non solo nelle scuole materne ed elementari, come già previsto, ma anche alle scuole medie. Questo perché a detta del deputato leghista Sasso “troppe volte abbiamo assistito a episodi di tentativi di indottrinamento da parte di attivisti di estrema sinistra Lgbt“. Neanche con il famigerato “consenso informato dei genitori”, in conclusione, gli studenti potranno fare progetti sull’educazione all’affettività e alle differenze, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla prevenzione delle gravidanze precoci, sul contrasto alla violenza sessuale. La contestatissima modifica al DDL Valditara voluta e fatta approvare dalla Lega dovrà ora passare il parere delle Commissioni, per poi approdare prima alla Camera e poi al Senato.

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