Roberto Vannacci, generale italiano eurodeputato a Strasburgo con la Lega, durante una conferenza del suo movimento (presto partito) tenuta a Viterbo, ha affermato di essere aperto a collaborare con l’Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra tedesco uscito vincitore alle elezioni locali tenute in Germania lo scorso weekend.
Vannacci ha affermato che AfD potrebbe essere un potenziale partner politico in una maggioranza europea che escluda i socialdemocratici (attualmente alleati con Popolari, Liberali, Verdi e Sinistra a sostegno della maggioranza che ha espresso la presidenza Von der Leyen).
L’apertura di Vannacci ad AfD non deve sorprendere. Qualche giorno fa la numero 2 di AfD, Alice Weidel, lesbica e sposata con la sua compagna con cui ha due figli, aveva spiegato che il suo partito è pronto a brandire la minaccia della Dexit (uscita della Germania dall’UE), se non saranno accolte le istanze del suo partito, che rivendicano una supremazia della Germania, ben sintetizzata nel motto di AfD “Prima la Germania“, pressoché identico a quello della prima presidenza Trump “America First“.
“Bisogna farsene una ragione: il popolo vuole questo” ha affermato il generale che sostiene l’anormalità degli omosessuali “AfD è un interlocutore per tutti noi sovranisti“.
Imbarazzo nella Lega, dove emerge con sempre più evidenza la spaccatura che potrebbe indurre presto a una scissione, con Salvini pronto a seguire Vannacci nella costruzione dell’estrema destra europea. Estrema destra europea che è già governo nell’Ungheria illiberale di Viktor Orbàn, e che non disdegna di ascoltare le propagande reazionarie dei movimenti neonazisti dell’est Europa, come dimostrano alcuni contenuti politici sbandierati da Björn Höcke, esponente proprio di AfD, spesso associato a idee vicine ai gruppi neonazi tedeschi, che ha fatto dichiarazioni revisioniste sulla storia tedesca, criticando il memoriale dell’Olocausto a Berlino, sostenendo politiche autoritarie e sottolineando la propria vicinanza alla Russia di Vladimir Putin. Proprio come Vannacci.
Nonostante AfD sia stato espulso dal gruppo “Identità e Democrazia” al Parlamento Europeo, con la destra francese di Le Pen e Bardella che hanno preso le distanze, Vannacci non esclude future collaborazioni. Il generale ha inoltre sottolineato il suo ruolo di outsider e, nonostante abbia ribadito il suo impegno nella Lega – che a Strasburgo proprio ieri ha presentato un’interrogazione contro la presunta ideologia gender che animerebbe i progetti Erasmus – secondo molti rumors politici, da Roma a Milano, la creazione del suo partito sarebbe imminente. Nella Lega c’è chi abbozza, e ritiene che sia meglio seguire il generale e accogliere nuovamente AfD nel gruppo “Identità e Democrazia”. E c’è chi invece è pronto a resistere, pur di mantenere il partito che fu antifascista di Bossi dentro le alleanze liberali.
Quale che sia la decisione dell’ormai irrilevante Lega di Salvini, l’estrema destra d’Europa che guarda con una punta di nostalgia alle fascinazioni della storia nazifascista si sta organizzando. Vannacci è soltanto uno degli apripista.

