Vannacci prepara il suo partito di estrema destra; querelato Bersani, che risponde “Davvero si può dire che i gay sono anormali?”

È più che concreta la nascita di un partito nazionale di destra estrema. L'ex segretario dem: "Voglio andare al processo. La mia domanda resta"

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Roberto Vannacci pronto a fondare il suo nuovo, ha querelato l'ex segretario del PD Pierluigi Bersani che lo aveva definito cogli*ne quando l'ex generale aveva affermato che i gay sono anormali
Roberto Vannacci nuovo partito Pierluigi Bersani
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Roberto Vannacci, l’eurodeputato leghista noto per le sue posizioni ultraconservatrici, omofobiche e basate sui distingui etnici (per non dire razziste) si prepara a lanciare il suo partito di estrema destra. Secondo alcune voci potrebbe chiamarsi proprio “Il mondo al contrario“, come il libro con cui l’ex generale si fece notare (“Cari omosessuali, siete anormali, fatevene una ragione…“).

Maggio 2024, Vannacci dichiara: “L’omofobia è una malattia psichiatrica

Il leader della Lega Matteo Salvini trema e c’è chi dice che il suo partito potrebbe essere surclassato proprio dal nascente soggetto politico dell’ex generale. Per la Lega il rischio di una scissione è concreto. Vannacci potrebbe sottrarre voti a destra, destabilizzando il progetto politico di Salvini. Il vicepremier tenta di trattenerlo all’interno del Carroccio, ma il generale sembra deciso a seguire il suo percorso.

Era stato proprio Salvini a volere fortemente la candidatura di Vannacci a Strasburgo. Così, mentre Marina e Piersilvio Berlusconi spostano Forza Italia verso un centro più liberale, e Giorgia Meloni ambisce a fare di Fratelli d’Italia il partito della destra moderata, Salvini vede restringersi il proprio spazio politico.

Nonostante le smentite pubbliche, la macchina politica di Vannacci è già in moto. La struttura del partito è chiara: l’Italia è stata suddivisa in macro-aree, con responsabili locali ben definiti. I legami con quello che ad oggi viene definito movimento culturale “Il mondo al contrario” sono evidenti, anche se i promotori insistono nel separare le due entità. Elisabetta Trenta, ex ministra grillina del governo Lega-Cinquestelle, potrebbe unirsi a questa nuova avventura politica secondo i retroscena di alcuni quotidiani politici.

Roberto Vannacci querela Pierluigi Bersani

Parallelamente, Vannacci è coinvolto in una battaglia giudiziaria con Pierluigi Bersani. L’ex segretario del PD ha attaccato duramente il generale dal palco della Festa dell’Unità, criticando le sue posizioni sulle minoranze e definendolo, ironicamente, “cogli*ne“. Vannacci ha querelato Bersani e proprio nelle ultime ore è arrivato il decreto penale di condanna dell’esponente democratico. Il decreto penale di condanna consente di estinguere il reato, in questo caso di diffamazione, pagando una multa. Tuttavia, entro quindici giorni dalla notifica, è possibile presentare un ricorso, che riporta la questione al Pubblico Ministero, il quale dovrà procedere con l’istruzione del processo e decidere se richiedere il rinvio a giudizio. È praticamente sicuro che Bersani si opporrà alla sanzione pecuniaria. Così si era espresso l’esponente dem nella sua frase ritenuta diffamatoria da Vannacci:

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“Se diamo dell’anormale a un gay, possiamo dare del cogli*ne a un generale?”

L’ex ministro ed ex segretario PD non si tira indietro: “Voglio andare al processo“, ha dichiarato sui social. Bersani insiste sulla sua domanda di fondo: è accettabile che un generale in carica possa definire “anormali” interi gruppi di persone senza conseguenze?

Sia chiaro che sulla querela del generale Vannacci andrò fino in fondo. Voglio andare al processo. La mia domanda, ancorché in forma scherzosa ed evidentemente non diretta a offendere Vannacci ma a criticare le opinioni che esprime, era e resta vera e sostanziale: se cioè qualcuno, per di più con le stellette, possa definire anormali degli esseri umani, racchiusi in una categoria, senza che questo venga considerato quantomeno un insulto e non una constatazione. Se nell’anno di grazia 2024 si decidesse che è possibile ci sarebbe davvero di che preoccuparsi.

 

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