Una coppia lesbica appartenente all’associazione Arcigay Centaurus di Trento sarebbe stata invitata a interrompere baci e abbracci all’interno di un ristorante-pizzeria di Cavalese (TN), del quale al momento non menzioniamo il nome. Secondo la testimonianza, il personale del locale avrebbe chiesto alla coppia di astenersi da effusioni in pubblico, con la seguente motivazione:
“il locale è pieno e con famiglie presenti”.
Davanti alle rimostranze delle due ragazze, i gestori hanno ribattuto:
“finché il locale era vuoto abbiamo lasciato correre ma adesso no, niente baci e niente abbracci”.
A quel punto le ragazze hanno protestato, cosa che ha provocato l’atto finale, sarebbero state cacciate via dal locale:
“andatevene via”
La richiesta di evitare baci e abbracci, inizialmente motivata con il presunto rispetto di “certe regole in un luogo pubblico”, è stata poi giustificata dal personale accennando al fatto che nel locale ci sia personale apertamente omosessuale, per provare ad allontanare le accuse di omofobia.
Andrea (nome di fantasia) e la sua compagna, titolari del locale accusato di omofobia, ascoltati da Gay.it al telefono, spiegano:
“Noi abbiamo tre ragazzi gay che lavorano per noi nel locale, non discriminiamo nessuno. Anche se fossero stati un ragazzo e una ragazza, avremmo protestato comunque. Lei capisce? Se avesse lei il locale…. Le due ragazze non si stavano semplicemente baciando, erano avvinghiate, e si trattava di baci con la lingua in bocca che andavano avanti anche cinque minuti, all’ora di pranzo, con il locale pieno”
Secondo quanto raccontato a Gay.it dai ristoratori, non era la prima volta che le due ragazze mostravano effusioni che andavano oltre il semplice bacio in pubblico. Alla nostra domanda se intendano sporgere denuncia, Andrea spiega che valuteranno l’uso delle telecamere per mostrare le effusioni a suo dire esagerate per essere tollerate in un ristorante pieno di gente. Ma non sarà stato esagerato cacciarle dal locale? La compagna di Andrea spiega”Non le abbiamo cacciate, sono loro che mi hanno detto – Non mi parlare, ce ne andiamo –“. Quindi, i due ribadiscono al telefono di essere aperti e non aver mai supportato alcuna forma di discriminazione.
L’episodio, segnalato dall’associazione Arcigay Centaurus di Bolzano, e diffusa dall’associazione Arcigay del Trentino, ha generato indignazione sui social.
Sulla pagina social del ristorante di Cavalese è apparso il seguente messaggio accusatorio.
“Perché non aggiungete anche che siete omofobi? Perché non scrivete sull’insegna del vostro locale “vietato l’ingresso a gay, lesbiche e trans? Paura di essere associati ai nazisti? Vi siete resi responsabili di un gesto ignobile, cacciando due persone che si scambiavano effusioni sabato 8 febbraio 2025… solo perché dello stesso sesso. E la “signora” che le ha buttate fuori, che affermava lo avrebbe fatto anche se fossero state un uomo e una donna? Non ci crede nessuno, ma anche se fosse vero, che razza di locale vieterebbe ad una coppia di darsi un bacio. Non stavano facendo niente di male. Era stato tollerato finché il locale sera vuoto…. Che pena… (…)
Bene: in un posto con queste regole bigotte io non ci metterò mai piede e state sicuri che, con tutta la pubblicità negativa che vi farò, non ci metterà piede tanta altra gente. Ci potete scommettere.”
Al suddetto messaggio, il profilo del ristorante-pizzeria ha così risposto:
Gentile signor XY,
Siamo profondamente dispiaciuti di leggere il suo commento, non solo per il tono accusatorio, ma soprattutto per le gravi affermazioni che distorcono completamente la realtà dei fatti.
Desideriamo chiarire con fermezza che il nostro locale non discrimina nessuno in base all’orientamento sessuale, all’identità di genere, alla razza o a qualsiasi altra caratteristica personale. Siamo da sempre sostenitori dell’amore libero e del rispetto reciproco, valori che guidano sia il nostro ambiente di lavoro sia il modo in cui accogliamo i nostri clienti.
Il punto centrale dell’accaduto non riguarda l’orientamento delle persone coinvolte, ma semplicemente una richiesta di moderazione nelle manifestazioni di affetto, in linea con il contesto del nostro locale, che è un bar ristorante pizzeria e non una discoteca o un pub. Crediamo che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, sia importante mantenere un certo contegno in uno spazio pubblico frequentato da persone di ogni età e sensibilità.
Non si è trattato, dunque, di un gesto discriminatorio, ma di un richiamo al buon senso e al rispetto delle altre persone presenti, come sarebbe stato fatto per qualsiasi coppia, etero o omosessuale. Il rispetto dovrebbe essere sempre bilaterale: così come noi rispettiamo i nostri clienti, ci aspettiamo lo stesso nei confronti del personale e degli altri ospiti.
Infine, le sue insinuazioni sul nostro presunto razzismo o omofobia sono non solo infondate, ma profondamente offensive per chi lavora con dedizione e inclusività ogni giorno. Attribuire etichette gravi come “omofobi” o “bigotti” senza conoscere la verità è un atto irresponsabile e ingiusto.
Siamo comunque disponibili a un confronto diretto e civile, qualora volesse chiarire ulteriormente l’accaduto. La porta del dialogo è sempre aperta.
Cordiali saluti,
Andrea XXXX
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