Il 17 maggio, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, le realtà LGBTQIA+ scenderanno in piazza a Roma con lo slogan: “Vennero a prendere me, ma stavolta c’eravamo tuttə”. Una risposta collettiva alla repressione globale che, dall’Ungheria di Orbán alle derive italiane, mira a cancellare i diritti delle persone LGBTQIA+, delle donne e delle minoranze marginalizzate.
In Italia, si nega ancora l’esistenza della LGBTQIAfobia, si legge sul manifesto, mentre le persone trans* e non binarie subiscono quotidiane discriminazioni a scuola, sul lavoro e nello sport. Si ostacola l’educazione affettiva e sessuale con il pretesto dell’“ideologia gender”, mentre femminicidi e bullismo dilagano.
Le associazioni chiedono lo scioglimento del tavolo sulla “disforia di genere” (termine patologizzante da cui le associazioni prendono le distanze), istituito senza coinvolgere la comunità trans*, e il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali, con diritti garantiti alla nascita, all’adozione e alla PMA. Riaffermano il diritto all’aborto libero e sicuro, la messa al bando delle associazioni pro-life nei consultori, e una legge contro le “terapie riparative” e le mutilazioni intersex.
La manifestazione, promossa da “La Strada dei Diritti”, si lega alle battaglie per la cittadinanza, contro il decreto Sicurezza e per difendere gli spazi democratici, in solidarietà con il popolo palestinese e con tutti i popoli oppressi.
In questo articolo
Richieste specifiche della manifestazione LGBTIAQ+ del 17 maggio 2025 a Roma
- Scioglimento immediato del tavolo tecnico sulla “disforia di genere”, istituito da Roccella e Schillaci senza il coinvolgimento delle persone trans*.
- Rifiuto del termine “disforia di genere”, considerato patologizzante, in favore di un approccio depatologizzante.
- Riconoscimento alla nascita deɜ figlɜ delle famiglie omogenitoriali e delle persone LGBTQIA+.
- Diritto all’adozione per tutte le coppie, indipendentemente dal genere o dall’orientamento sessuale, e per le persone single.
- Accesso libero e garantito alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita).
- Matrimonio egualitario per tutte le coppie.
- Riconoscimento legale della pluralità delle famiglie già esistenti nel Paese reale.
- Diritto all’autodeterminazione di tutte le persone, comprese quelle trans*, non binarie e intersex.
- Diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito per tutt3.
- Divieto della presenza delle associazioni pro-life nei Consultori pubblici.
- Politiche pubbliche di informazione e prevenzione per la salute sessuale e il benessere psicologico.
- Legge contro le pratiche di conversione, che colpiscono 1 persona LGBTQIA+ su 5 e sono considerate torture dall’ONU.
- Legge contro le mutilazioni delle persone intersex, in difesa della loro integrità fisica e identitaria.
- Contrasto culturale e legislativo ai crimini d’odio, per fermare l’escalation di aggressioni.
- Tutela del diritto all’orientamento sessuale e all’identità di genere, respingendo ogni tentativo di patologizzazione.
- Fine della violenza di Stato verso le famiglie arcobaleno, inclusa l’impugnazione dei certificati di nascita deɜ figlɜ con due mamme.
- Opposizione alla legge Varchi, che mira a criminalizzare l’omogenitorialità.
- Sostegno alla Dyke March (26 aprile), prima marcia lesbica in Italia, e alle rivendicazioni specifiche delle lesbiche*.
- Condanna delle politiche razziste, militariste e coloniali, in nome del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
- Solidarietà al popolo palestinese e a tutti i popoli oppressi e colpiti dai conflitti.
- Difesa degli spazi democratici nel Paese, anche attraverso:
- Opposizione al decreto Sicurezza.
- Sostegno alla stagione referendaria in corso, in particolare:
- Referendum cittadinanza, ritenuto indispensabile a fronte delle politiche migratorie e dei criteri di “Paesi sicuri” adottati dal Governo.
Come aderire alla manifestazione
Un modulo di adesioni di associazioni, organizzazioni e collettive alla manifestazione del prossimo 17 maggio è stato diffuso agli organi di stampa. La manifestazione inizierà alle ore 14 del 17 Maggio 2025 a Roma. La piazza sarà comunicata a breve. Clicca qui per aderire mediante il modulo >
Il testo integrale del comunicato delle associazioni
Sabato 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, le realtà LGBTQIA+* si ritroveranno in piazza a Roma al grido:
“Vennero a prendere me, ma stavolta c’eravamo tuttə”.
La caccia alle streghe globale a cui stiamo assistendo – che nella decisione dell’Ungheria di Orbán di vietare i Pride forzando la Costituzione vede la sua manifestazione più violenta – è esemplificativa di come un attacco a tutto campo ai diritti delle donne, delle persone LGBTQIA*+ e delle minoranze razzializzate e marginalizzate apra la strada all’autoritarismo e al fascismo.
In Italia c’è ancora chi sostiene che la LGBTQIAfobia non esiste o sia altrove. In realtà, le persone trans* e non binarie – ormai visibili in tutte le scuole – sono sempre più al centro di una vera e propria persecuzione. A loro sono negati i più elementari diritti costituzionali nella scuola, nel lavoro e nello sport. Si utilizza il feticcio della fantomatica ed inesistente “ideologia gender” per bloccare ogni intervento di educazione sessuale ed affettiva nelle scuole volto a prevenire il razzismo, il bullismo, l’abilismo e la violenza patriarcale di cui i femminicidi sono solo la punta dell’iceberg.
Chiediamo lo scioglimento immediato del tavolo tecnico sulla “disforia di genere” (termine da cui prendiamo le distanze), istituito da Roccella e Schillaci senza il coinvolgimento delle persone trans* con l’obiettivo di patologizzare i loro percorsi e renderli sempre meno accessibili, in violazione di quanto stabilito dall’OMS dal 2018.
L’attacco alle nostre vite non si ferma qui, colpisce anche le famiglie arcobaleno e i genitori LGBTQIA+. Chiediamo che si metta fine alla violenza di Stato che impugna nei tribunali i certificati di nascita deə figlə con due mamme e utilizza dispositivi come la legge Varchi per criminalizzare l’omogenitorialità. Vogliamo il riconoscimento alla nascita deə figlə delle famiglie omogenitoriali e di persone LGBTQIA+, il diritto all’adozione per tutte le coppie e per le persone single, l’accesso libero e garantito alla PMA, il matrimonio egualitario e il riconoscimento della pluralità delle famiglie che già esistono nel Paese reale.
Esigiamo un Paese che riconosca il diritto all’autodeterminazione. Difendiamo il diritto all’aborto libero, sicuro e gratuito per tuttə e chiediamo con forza che sia vietata la presenza delle associazioni pro-life nei Consultori. Vogliamo politiche di informazione e prevenzione per la salute sessuale e per il benessere psicologico. Facciamo nostre le rivendicazioni delle lesbiche* che con tutte le loro differenze, declinazioni e intersezioni, manifesteranno insieme il prossimo 26 aprile a Roma, nella Dyke March, la prima marcia lesbica organizzata in Italia.
L’escalation di aggressioni a cui stiamo assistendo, va contrastata con fermezza sostenendo azioni culturali e legislative contro i crimini d’odio. Il diritto all’orientamento sessuale e all’identità di genere, oggi più che mai, va difeso, respingendo ogni tentativo di patologizzazione. Per questo è urgente una legge che condanni le pratiche di conversione, che interessano 1 persona LGBTQIA+* su 5 e sono state condannate come torture dalle Nazioni Unite, come anche le mutilazioni delle persone intersex.
Condanniamo apertamente chi calpesta i diritti umani ed è responsabile di crimini contro l’umanità. Rifiutiamo le politiche razziste, militariste e coloniali perchè crediamo nel diritto all’autodeterminazione dei popoli. Siamo solidali con il popolo palestinese e con tutti i popoli oppressi e martoriati dai conflitti.
La mobilitazione del prossimo 17 maggio – promossa da una rete di associazioni che si riconoscono nel manifesto “La Strada dei Diritti” – si unisce alle lotte per difendere gli spazi democratici nel Paese, dalla mobilitazione contro il decreto Sicurezza alla stagione referendaria in corso, con particolare attenzione per il referendum cittadinanza, reso indispensabile dalle scelte insensate del Governo in materia di politiche migratorie e di Paesi sicuri.
Associazioni aderenti a La Strada dei Diritti
Le associazioni della rete “La Strada dei Diritti” sono: AGEDO – Associazione genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBT+; ARC – Cagliari; ARCO – Associazione Ricreativa Circoli Omosessuali; ARCIGAY – Associazione LGBTI+ Italiana; ALFI – Associazione Lesbica Femminista Italiana; Associazione LGBT+ Quore; Cammini di Speranza- Associazione nazionale persone cristiane LGBT; C.C.O. Mario Mieli; Centro Salute Trans e Gender Variant – CEST; Certi Diritti; Dì Gay Project; EDGE LGBTI+ Leaders for change; Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali; Gay Center; GAYNET – Formazione e Comunicazione sui temi LGBTI; Gender X; Gruppo Trans APS; Globe MAE; MIT – Movimento Identità Trans; NUDI – Nessuno Uguale Diversi Insieme; Omphalos LGBTI; Polis Aperta – Associazione LGBT Forze Armate e Polizia; Pride Vesuvio Rainbow; Rete Genitori Rainbow; Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+; Tenda di Gionata; Tgenus; Ufficio Nuovi Diritti CGIL Nazionale.

