Presentata nel 2022 e approvata dalla Camera bassa nel settembre del 2025, la legge che vieta le terapie di conversione è stata definitivamente adottata dal Senato olandese martedì 16 giugno 2026, con 57 voti a favore e 15 contrari.
Paesi Bassi, via libera al divieto contro le teorie riparative
La nuova legge presentata da D66, VVD, PRO, SP e Partij voor de Dieren vieta le terapie di conversione quando sono rivolte a minori o adulti in situazioni di vulnerabilità. Chiunque violi la legge, provando a modificare o a sopprimere l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona, rischia multe fino a 27.500 euro o una pena detentiva fino a due anni. I professionisti coinvolti nelle cosiddette pratiche di “conversione” rischiano inoltre di perdere il diritto ad esercitare la professione. Sarà anche vietato fornire o pubblicizzare tali terapie. C’era chi chiedeva pene più dure. A votare contro sono stati i senatori di destra e di estrema destra di ChristenUnie, SGP, FVD e PVV. Leggi precedentemente approvate già proibivano trattamenti medici come farmaci o elettroshock, mentre questa nuova normativa vieta esplicitamente anche le pratiche basate sulla consulenza psicologica.
D66 e VVD, i partiti promotori della proposta, hanno accolto con favore l’atteso via libera. “Con l’approvazione del Senato, anni di impegno per la libertà, uguaglianza e dignità umana sono stati premiati”. I critici sostengono che la legge potrebbe imporre troppe restrizioni ai professionisti del settore sanitario e potrebbe violare la libertà di religione. Il senatore del SGP Peter Schalk ha espresso preoccupazione per il fatto che professionisti come psicologi, medici, insegnanti, pastori e persino genitori potrebbero incorrere in multe o pene detentive se non confermassero immediatamente quelli che lui ha definito “sentimenti confusi” dei bambini.
COC Netherlands, la più antica organizzazione di difesa dei diritti LGBTIQA+ al mondo, ha accolto con favore il divieto, definendolo un importante passo avanti. “Finalmente giustizia per le vittime che spesso soffrono per tutta la vita a causa delle pratiche di conversione“, ha affermato la Presidente Myrtille Danse dopo lo storico voto del Senato. “Finalmente chiarezza: la ‘cura’ è un mito, siete perfetti così come siete e i tentativi di ‘cura’ sono proibiti e punibili”.
“Le pratiche di conversione non cambiano l’orientamento sessuale o l’identità di genere delle persone, ma danneggiano le vittime. La ricerca dimostra che possono portare a traumi permanenti, depressione e pensieri suicidi. Ci auguriamo che il divieto contribuisca a garantire che nessuno nei Paesi Bassi sia vittima di queste pratiche“, ha affermato l’organizzazione in una dichiarazione ufficiale, ricordando di aver lottato per questa legge per oltre 15 anni.
Pratiche di Conversione, in ordine sparso sul necessario divieto
Lo scorso 13 maggio la Commissione europea presieduta da Ursula von der Leyen ha comunicato la propria risposta all’Iniziativa dei Cittadini Europei che chiedeva il divieto delle pratiche di conversione in tutta l’Unione, che era stata approvata dal Parlamento Europeo. La risposta è stata no.
Recentemente Paesi come Svizzera, Malta, Belgio, Cipro, Germania, Francia, Grecia, Portogallo e Spagna hanno adottato misure legislative per vietare le pratiche di conversione, riconoscendole come forme di abuso psicologico e fisico. Tuttavia, l’implementazione di tali divieti rimane a discrezione di ogni singolo Stato membro: in Italia, come ricordato da Zan, non esiste alcuna normativa che regolamenti o vieti esplicitamente le terapie riparative, insieme eterogeneo di manipolazioni mentali e fisiche, indottrinamenti psicoipnotici (solitamente presentati al pubblico come “terapie”), interventi medici e omeopatici, esorcismi e altri trattamenti somministrati allo scopo di modificare l’orientamento sessuale, l’identità e l’espressione di genere. Secondo la relazione sulle terapie di conversione dell’esperto indipendente delle Nazioni Unite in protezione dalla violenza e dalla discriminazione fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2020), le pratiche di conversione sono “interventi profondamente dannosi che, basandosi sulla falsa idea dal punto di vista medico che le persone LGBT+ siano malate, infliggono dolori e sofferenze gravi e causano danni fisici e psicologici duraturi”.
A fine marzo la Corte Suprema USA ha annullato un divieto statale nei confronti delle cosiddette pratiche di conversione. Una sentenza pericolosissima, che fa scuola, perché di fatto stabilisce che i bambini possono essere sottoposti alle pericolose pratiche di riparazione.


